Napoli greco-romana

di Antonio La Gala

 

Napoli vanta più di 25 secoli di storia.

I primi dieci secoli sono da inserire a pieno titolo nell’ambito greco-romano.  

Le pur diverse versioni su alcuni aspetti nella fondazione della città concordano tutte nell’origine greca di Napoli.

In effetti sugli insediamenti pre-greci nel Golfo di Napoli niente si sa di sicuro fino all’VIII sec. a.C., ma è ragionevole immaginare che, essendo il Golfo al centro delle rotte del Mediterraneo, con clima mite e con una  costa che offriva ripari ed ormeggi a chi proveniva dal mare, riparati da colline e da monti, sicuramente era costellato di insediamenti, soprattutto in prossimità delle sue grotte sul mare, fin dai tempi remotissimi.

Verso l’VIII sec. a.C. troviamo un avamposto commerciale stabile di Greci a Pithecusa (Lacco Ameno). Questi Greci “ischitani” intorno al 725 fondarono Cuma per meglio spingersi con i loro commerci verso il Lazio e l’Etruria meridionale.

Più o meno nello stesso periodo troviamo l’abitato di Partenope sulla collina di Pizzofalcone, anch’esso di cultura ellenica e di cui nulla finora risulta trovato di archeologico per la sua scarsa densità abitativa, se non la necropoli di Via Nicotera.

L’insediamento di Partenope a Pizzofalcone, comunque, introduce il racconto di Napoli nel racconto della Storia.

Infine sappiamo che nel 470.a C. sorse la greca Neapolis.

D’impronta greca, ma a contato diretto con Etruschi e Sanniti dell’entroterra nonché in contatto, mediante la navigazione, con i popoli siculi e di altri Greci, Neapolis diventò lo sbocco della produzione agricola del suo retroterra, sviluppando la capacità di pacifica convivenza con genti di altre culture.  

Dal 326 a.C. in poi Napoli, prima come “confederata” e poi come “municipio”, fu assorbita da Roma, che però non alterò la sua impronta greca e la sua caratteristica di punto d’incontro delle genti del Mediterraneo, lasciandole larghe autonomie, compreso il privilegio di poter continuare ad usare il greco anche per gli atti e la vita pubblica.

Poi la città s’imbarcò, dalla parte sbagliata, nella guerra civile fra Mario e Silla (88-87 a.C.). Silla, vittorioso, la espugnò, uccise buona parte dei suoi abitanti, le impose un presidio e le tolse le navi.

La successiva pax dell’età augustea trasformò la città in un luogo molto amato dai Romani più in vista, imperatori compresi, un luogo ricercato per la bellezza dei suoi dintorni, per l’otium. Zone come Posillipo si popolarono di meravigliose ville.  

Fu a Napoli che Roma visse il suo ultimo atto, l’abdicazione nel 476 d.C. del suo ultimo imperatore, Romolo Augustolo, rinchiuso in Castel dell’Ovo.

 

09/05/2013

 

 

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