Il liceo Garibaldi

di Antonio La Gala

 

Anche il Liceo Garibaldi, il quinto liceo di Napoli in ordine di nascita, è figlio del Vittorio Emanuele II.

Infatti nel 1902, per dare sfogo al suo crescente numero di iscritti, il liceo Vittorio Emanuele delocalizzò alcune sezioni in un vecchio edificio alle spalle di piazza Garibaldi, nel palazzo della Maddalena, nella Duchesca, originariamente sede di un convento.

Il nuovo liceo cominciò a svilupparsi in quella zona perché agli inizi del Novecento la zona attorno alla Ferrovia ed a piazza Carlo III era diventata un bacino in cui andava aumentando la domanda di scolarizzazione a livello superiore, sia perché vi si estendeva l'urbanizzazione e sia perché era in atto un forte sviluppo dei mezzi di trasporto che collegavano quella zona con i dintorni di Napoli. Oltre alla presenza della stazione Centrale e della Vesuviana, c’era nella vicina piazza Carlo III la stazione di testa dell’Alifana e inoltre a Porta Capuana il capolinea delle tramvie provinciali.

Ciò spiega anche perché fra gli allievi più noti del Garibaldi troviamo alcuni personaggi originari di località viciniori a Napoli, fra cui ricordiamo, a titolo di esempio, Giovanni Leone originario di Pomigliano e Antonio Bassolino proveniente da Afragola.

La scuola fu tenuta in un primo momento dal rettore del Convitto Vittorio Emanuele e poi da un suo proprio preside, il prof. Giuseppe Finzi.

L’anno successivo, nel 1903, fu intitolata a Giuseppe Garibaldi.

      Era l’epoca di gesti da libro Cuore: professori e studenti finanziarono la collocazione di un busto di marmo dell'Eroe nei corridoi dell’istituto. Probabilmente oggi si sarebbe attivato, manuale Cencelli alla mano, un largo giro di consulenti storici, artistici e concorsi fra scultori, nonché invocazione di finanziamenti, meglio se europei, ecc, ecc.

Nel luglio 1905  il Real Provveditore agli Studi, prof. Vincenzo Belsani, "compiva il dovere di notificare" al preside Finzi "la lieta novella" che dal primo luglio le classi della scuola venivano erette in Istituto autonomo. Il provveditore pregava Finzi a far giungere agli altri professori il gradimento per le loro "nobili fatiche" con cui essi "guidati dalla sapiente ed illuminata parola del Finzi" avevano reso quella scuola "già un reputato ambiente di studi di educazione d i disciplina".

Al momento della raggiunta autonomia, il Garibaldi contava diciannove classi con 578 alunni.

Negli anni successivi, ed in particolare negli anni Venti, l'ulteriore crescita di domanda di scolarizzazione originata dall'ulteriore sviluppo urbanistico della zona e dalla politica di pubblica istruzione e di edilizia scolastica di quel periodo, determinò, alla fine del decennio, lo spostamento del Garibaldi in un nuovo edificio appositamente costruito per uso scolastico, sorto sull’ isolato pentagonale inserito fra piazza Carlo III e le vie Sant’Alfonso, Pecchia, Argento e Mazzocchi, un edificio che doveva ospitare anche altre scuole di diverso ordine e grado.

Una curiosità: l'edificio del Garibaldi compare nel film di Nanni Loi sulle Quattro Giornate di Napoli.

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