La Posillipo dei famosi  

 

di Antonio La Gala

 

 

La bellezza della collina di Posillipo, il panorama di cui gode, non potevano non attirare, da sempre, personaggi illustri, napoletani e visitatori di Napoli. Sui soggiorni dei tanti personaggi esiste nella pubblicistica napoletana una letteratura vastissima. Qui ricordiamo, molto riassuntivamente, solo alcuni di essi, escludendo quelli ancora viventi.

Apriamo la serie in età augustea, con il ricco notabile campano Publio Vedio Pollione che lasciò la sua estesissima villa in eredità all’imperatore Augusto.

Lì vicino, nell’hortus del filosofo epicureo Sirone dimorò il poeta Virgilio.

Dopo la parentesi di decadenza del periodo medievale, molti notabili tornarono a scoprire Posillipo, disseminandovi lungo lo splendido litorale ville e palazzi, fra cui il più noto e rappresentativo è palazzo Donn’Anna, sorto attorno alla metà del Seicento, che ci ricorda la presenza a Posillipo del Viceré dell’epoca. Con il trascorrere del tempo l’edificio è stato frazionato in abitazioni e ha visto dimorare nelle sue stanze, fra i personaggi noti, soprattutto artisti e scrittori, attratti dal fascino, anche un pò maledetto, della decadente costruzione. Come ad esempio i pittori Gaetano Esposito, Luigi Brancaccio e lo scultore Saverio Sortino, i soli che citiamo fra i numerosi artisti, per le interessanti singolarità dei loro soggiorni nel palazzo.

Gaetano Esposito da quando si trasferì a palazzo Donn’Anna difese gelosamente il monopolio di raffigurare quella costruzione, allontanando anche con forza gli altri pittori, dipingendola in una gran quantità di quadri. Morì suicida nel 1911, a casa di una sorella, perché era rimasto sconvolto dal suicidio di una ventenne che si era innamorato di lui in maniera pazzoide, ma che lui aveva sempre respinto perchè più giovane di lui di trenta anni.

Luigi Brancaccio fu l’unico pittore a cui Gaetano Esposito permise di dipingere palazzo Donn’Anna e abitarvi. L’artista era un errabondo che in quel palazzo dimorò da solo, conducendovi una vita misera, in un camerone a pianterreno, zeppo di inutili cianfrusaglie. Quando andò via da quel palazzo si ridusse a menare, fino alla squallida fine,  una vita randagia.

Saverio Sortino fu un eccentrico scultore, ricordato fra i decoratori del Gambrinus. Una sera fu azzannato da un leoncino affamato che teneva in casa per compagnia. Fu salvato da un oste di una taverna vicina che sentì le sue grida.

Nel novero dei “famosi” che hanno dimorato in Palazzo Donn’Anna ricordiamo, fra gli scrittori, Raffaele La Capria , che vi ambientato il suo “Ferito a morte”.

Ma a Posillipo non è stato solo Palazzo di Donn’Anna ad ospitare “famosi”.

L’apertura di via Posillipo, infatti, iniziata da Murat e completata nel 1823 dai Borbone, favorì il moltiplicarsi di ville, soprattutto di nobili famiglie, dai nomi più altisonanti del settore, nomi che riteniamo inutile elencare, ma dei quali possiamo farci un’idea scorrendo quelli dei palazzi e delle ville che  i secoli hanno seminato lungo la collina, nomi tuttavia oggi in parte cambiati.

Ai tempi di Ferdinando I e Maria Carolina, tempi in cui sia la Corte che parte della nobiltà non erano affetti tutti da eccessivo moralismo, Posillipo rientra nelle memorie di Giacomo Casanova, che ricorda la villa del principe di Cassaro, dove gli aristocratici, in omaggio al principio della coesistenza di pubbliche virtù e vizi privati, si recavano a giocare d’azzardo.

Poco dopo l’Unità d’Italia Villa Peirce, ospitò Giuseppe Garibaldi, personaggio di inquiete abitudini alloggiative, stando alle incalcolabili lapidi disseminate in tutta Italia, (e non solo), che ricordano ‹‹qui dormì Garibaldi››.

Nutrita è anche la galleria dei “famosi” stranieri.

Sorvoliamo su tutti i “famosi” che visitarono Posillipo durante il loro Gran Tour, lasciandone il ricordo nelle loro pagine, come ad esempio Goethe, Stendhal e il resto della serie, e ricordiamo solo alcuni di quelli che vi dimorarono. 

Ospite di villa Doria d’Angri fu Riccardo Wagner .

A Villa Giudice nel 1897 sbarcò Oscar Wilde, con il suo compagno Alfred Douglas, prendendo in fitto un appartamento di sette camere, serviti da una cameriera e un cuoco. Il soggiorno non si presentò fortunato. Fin dal primo giorno Oscar dovette lottare con topi e zanzare; poi dovette cambiare aria, sia perché un domestico gli aveva svaligiato la casa e soprattutto perché divenne proprietario della villa la famiglia Douglas, quella di Alfred, l’amico di Oscar, e, come si sa, i Douglas avevano mandato in galera Wilde proprio per la sua amicizia ritenuta troppo affettuosa con Alfred.

La presenza di stranieri, stabili e di passaggio, a cui vendere le vedute pittoriche del luogo, fece di Posillipo, soprattutto nell’Ottocento, la dimora preferita degli artisti della “scuola (appunto) di Posillipo”, ed epigoni, i cui nomi suonano fra i famosi della Storia dell’arte, e che riteniamo inutile ricordare perché sicuramente noti ai lettori.

Fra fine Settecento e per tutto l’Ottocento Posillipo divenne luogo di soggiorno invernale, ma anche dimora stabile, di facoltosi stranieri, specialmente inglesi, la cui presenza contribuì all’evoluzione del gusto architettonico con cui si sviluppò l’edilizia del posto, di per sé già caratterizzata da spunti di originalità dovuti anche alla particolare ambientazione naturalistica della costa.

Negli ultimi decenni dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento Napoli non ospitava solo gli stranieri benestanti più o meno oziosi, ma nel corso del suo tentativo di ripresa economica e sviluppo industriale anche stranieri molto attivi nella vita produttiva della città. E fra i “famosi” che scelsero Posillipo come loro dimora ne figurano non pochi.

Passando al Novecento, troviamo un’altra nutrita serie di super famosi ospiti di Posillipo, quella degli ospiti di Villa Rosebery, da quando nel 1932 la villa è passata allo Stato ed è stata destinata a dimora, prima della famiglia reale e poi dei Presidenti della Repubblica. Ovviamente quell’angolo di Posillipo ha visto, perciò, sfilare decine di nomi rimasti nei libri di Storia.

Fra i famosi temporalmente più vicini a noi che scelsero di risiedere a Posillipo ricordiamo lo scrittore Enzo Striano, morto nel 1987 a 60 anni; Domenico Rea, deceduto nel 1994 a 74 anni; l’attrice Luisa Conte, morta quattro giorni dopo Rea, a 68 anni; l’altro scrittore Luigi Compagnone, scomparso nel 1998 a 83 anni.

Nel novero dei famosi di Posillipo oltre al lato profano c’è anche un lato sacro. Infatti è doveroso ricordare anche un Santo.

Infatti il tratto di costa e di arenile chiamato “delle Sirene” nell’Ottocento attrasse l’attenzione di Padre Ludovico da Casoria che inseguiva il sogno di realizzare in un posto proprio come quello, aperto verso il mare, un ospizio adatto per accogliere anche ex marinai.

La benevolenza verso i suoi confronti di Ferdinando II gli permise di realizzare il sogno. Il Re gli donò, in quel posto, un ex lazzaretto dove Padre Ludovico organizzò l’ospizio e dove, dal 1885, riposa.

Tornando dal sacro al profano concludiamo con il nome di uno degli ultimi proprietari della villa Peirce, il nome di un personaggio che  non ha bisogno di presentazioni, il comandante Achille Lauro.

Qui abbiamo ricordato solo una parte dei nomi più conosciuti della Posillipo dei famosi. D’altra parte nel caso di Posillipo nel ricordare i famosi che l’hanno amata sarebbe velleitario essere esaustivi.

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