Il pittore Franco Girosi 

di Antonio La Gala

 

E' piuttosto noto che nella prima metà del Novecento fiorì sulla collina del Vomero una scuola di pittura che aveva come punto di riferimento Giuseppe Casciaro e la villa di Via Luca Giordano dove questo pittore abitava.

Fra i numerosi artisti che gravitavano attorno al Casciaro, vanno ricordati anche due suoi familiari che coabitavano con lui: il figlio Guido (Napoli, 1900-1963), e un genero, Franco Girosi  (Napoli, 1896 -1987).

Anche nella famiglia originaria di Girosi la pittura era di casa: suo padre e suo nonno erano pittori anch'essi.

Tuttavia il padre tentò di ostacolare l'attività artistica del figlio, che dopo aver frequentato un normale Liceo si arruolò in Marina, raggiungendo il grado di capitano. In tale veste partecipò alla prima guerra mondiale e all'impresa dannunziana di Fiume del 1919-1921.

Subito dopo abbandonò la carriera militare per studiare pittura e cominciare ad esporre. Fu inziato al paesaggio dal Casciaro e da Paolo Vetri per la figura. Nel 1939 sposò Giovanna, la figlia  di Giuseppe Casciaro, andando a vivere nella villa di Via Luca Giordano. 

Il critico d'arte Piero Girace nel 1970 ce lo descrive "Magro, della magrezza di Don Chisciotte, del quale ha spesso gli slanci e gli entusiasmi; con un volto segnato da due rughe profonde appare come un personaggio di Holbein, consumato dalle meditazioni".

 

Le esposizioni personali di Franco Girosi e la sua partecipazione a Mostre si svolsero sui palcoscenici nazionali e internazionali. Vi spiccano le presenze alla Biennale di Venezia ed alla Quadriennale di Roma. Fra le sue opere ricordiamo un pannello decorativo del 1938 nel salone d'onore della Biennale e la decorazione del 1943 del Salone d'onore della Mostra d'Oltremare.

Girosi svolse un'intensa attività per il rinnovamento artistico napoletano. In un primo momento la sua attività di artista e di scrittore di cose di pittura si svolse nell'ambito del recupero di quanto riteneva ancora vitale della tradizione napoletana dell'Ottocento. Dopo una pausa di riflessione che durò dal 1958 al 1962, "guardò criticamente il passato, prendendo coscienza delle radicali trasformazioni verificatesi nel mondo dei valori nuovi e diversi venutisi conseguentemente affermando, come testimoniano le tematiche ed i modi espressivi del secondo periodo" (Alfredo Schettini).

Una curiosità: nella villa di Casciaro è vissuta e morta ultranovantenne una componente della famiglia Girosi, che generazioni di studenti del Liceo Sannazaro, compreso chi sta scrivendo, ricordano con grande rispetto: la notissima professoressa di Storia dell'Arte Maria Girosi.

 

Antonio La Gala

 

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