La Funivia del Faito

di Antonio La Gala

La funivia del Faito fu costruita con lo scopo principale di collegare il monte Faito, di difficoltoso accesso, con la costiera sorrentina, utilizzando l’interscambio fra funivia e Circumvesuviana. Fu realizzata dalla società Ceretti e Tanfani, specializzata in tali tipi di impianti, e venne inaugurata, sotto la pioggia, il 24 agosto 1952.

La stazione inferiore fu aperta all’interno della stazione di Castellammare di Stabia della linea Napoli-Sorrento della Circumvesuviana, società di cui fa parte.

In otto minuti percorre 2.945 metri di fune, sorretti da tre piloni, con una pendenza massima del 60%, per superare un dislivello di 1.060 metri , alla velocità di 7,5 metri al secondo. Ricordiamo che l’altezza del Faito, così chiamato per la sua ricchezza di faggeti, si aggira sui 1.200 metri . 

Numerose furono le espressioni di plauso della stampa dell’epoca della sua costruzione.

Il Corriere di Napoli scriveva: “Un grande avvenimento per il turismo campano”. ”Il pittoresco villaggio alpino del Faito, dopo un volo che trasporta il visitatore, in due vetturette semplici ed accoglienti, in un mondo che ha del fiabesco e dell’irreale, incorniciato, com’è, da un paesaggio quanto mai suggestivo e fantastico” “L’avvenimento riveste una particolare importanza per il turismo napoletano: è questa la prima grande funivia delle nostre regioni, ideata dai nostri tecnici, costruita dalle nostre maestranze, e destinata ad aumentare le attrazioni della plaga partenopea, di cui il MonteFaito è una delle più attraenti, maliose perle”. L’impianto veniva descritto come “un piccolo gioiello di tecnica e di orologeria che la Cerretti e Tanfani, maga nel genere, ha realizzato in due anni di tenace lavoro che hanno condotto a termine un’opera ciclopica e poderosa che dà al nostro turismo nuova linfa e nuovo impulso”.

Le prime cabine erano bianche e rosse.

Furono sostituite da altre color celeste, nell’ambito di un completo rifacimento dell’impianto, riaperto nel luglio del 1962, dopo quasi due anni di chiusura conseguenti all’unico grave incidente della funivia, avvenuto a ferragosto del 1960, con alcuni morti. La cabina che scendeva dal Faito all’altezza del pilone inferiore si sganciò dai fili che la sorreggevano e precipitò sui binari della sottostante stazione.

Un altro rinnovo è stato eseguito fra il 1988 e il 1990, che ha cambiato nuovamente il colore delle cabine, che oggi sono color grigio con strisce rosse, e recanti nelle parti anteriori e posteriori il caratteristico simbolo della Circumvesuviana. Portano ognuna 35 passeggeri, con una capacità di trasporto di quasi 500 viaggiatori ogni ora.

Senza usare le espressioni entusiastiche della stampa del 1952, possiamo affermare che lo spettacolo che si gode scendendo dal Faito, è notevole. Dapprima si abbraccia tutto il Golfo di Napoli e i suoi dintorni, visione che man mano si restringe, fino a planare su Castellammare, dopo averne sorvolato gli edifici.

3 Luglio 2013

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