La funicolare di Margellina

di Antonio La Gala

Alla fine degli anni Venti del Novecento si stava realizzando a Napoli un imponente programma di opere pubbliche che sono passate alla storia con il nome di "Opere del Regime". Fra queste era compresa l'urbanizzazione della fascia di pendìo compresa fra Mergellina e Via Manzoni, lungo il fianco della collina di Posillipo, allora di proprietà della Società Partenopea di Edilizia Moderna ed Economica (in sigla SPEME), zona che a quell'epoca risultava poco urbanizzata.

La SPEME ottenne dal Comune di Napoli non solo la Concessione della urbanizzazione della zona, il cosiddetto "Rione Sannazaro", ma anche la costruzione e l'esercizio di una funicolare che l'attraversava.

La funicolare fu cominciata a costruire alla fine degli anni Venti e fu inaugurata il 24 maggio 1931.

Venne chiamata ufficialmente "Funicolare Napoli Mergellina-Posillipo Alto", ma è più nota come "Funicolare di Mergellina" o anche "Quarta Funicolare", perché è la quarta in ordine di tempo ad essere stata aperta nella città di Napoli.

L'edificio della stazione inferiore fu costruito demolendo e sostituendo l'edificio di Via Mergellina 46 che la stessa SPEME fino ad allora utilizzava come propria sede. La prima fermata nel senso della salita (Sant’Antonio), fu aperta in area Sant'Antonio a Posillipo; la seconda (San Gioacchino), nel bel mezzo di Via Orazio, vicino all'attuale chiesa dedicata, appunto, a San Gioacchino, e la penultima fermata a salire, in corrispondenza del Parco Angelina.

La funicolare supera un dislivello di 157 metri, con un percorso di circa 556 metri, inclinati secondo due pendenze diverse, l'inferiore del 16,87 % e la superiore del 46,57%, raccordate altimetricamente, a metà percorso, da una curva di 500 metri di raggio.

E' servita da due treni, uno che sale, l’altro che scende, contemporaneamente, ognuno dei quali è formato da una sola vettura che può portare 60 persone ad una modesta velocità (scarsi 10 Km. all'ora). Essi si muovono su un unico binario, che si sdoppia solo nella parte centrale del percorso, per consentire il loro incrocio.

La vita di questa funicolare è sempre stata tranquilla, come la clientela che la utilizza. Molti napoletani la conoscono perché, specialmente quando l'auto non era alla portata di tutte le coppie di innamorati, era un comodo mezzo di trasporto verso le zone romantiche della collina posillipina.

Inoltre essa rendeva facilmente raggiungibile una mèta molto nota e frequentata, il "Giardino degli Aranci", un locale dove si esibivano Wan Wood e Renato Carosone, e che ebbe un momento di notorietà nazionale quando vi si svolse uno dei primi concorsi di Miss Italia.

Con il passare degli anni, diventata quasi cinquantenne, la funicolare cominciò ad accusare parecchi acciacchi. Dopo alcune sospensioni dell'esercizio, nel 1982 la SPEME, pur avendo la Concessione dell'esercizio fino al 1990, non aveva più alcun interesse a mantenere l'esercizio di un impianto vetusto. Le gestioni private passive, spesso, nel nostro Paese con la scusa del pubblico interesse passano dai privati al pubblico, andando ad estendere l'area del sottobosco controllato dai politicanti, a carico dei contribuenti (vale a dire a carico per lo più dei cittadini soggetti alla ritenuta fiscale alla fonte). La funicolare di Mergellina seguì anch’essa questa consuetudine e passò anch’essa in area pubblica, dapprima affidata ad una Gestione Commissariale Regionale, e poi all'ATAN. Oggi risulta gestita, come le altre funicolari di Napoli, dalla Metronapoli.


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