Un secolo di Esposizioni

 

di Antonio La Gala

 

Nunzia Iannone, dottore di ricerca in Storia dell’Architettura e della Città presso l’Università di Napoli e collaboratrice del Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea, ha recentemente pubblicato uno studio sulle architetture realizzate in occasione dei principali eventi congressuali ed espositivi che hanno interessato Napoli nel passaggio dal regno borbonico a quello sabaudo, fino al fascismo.

Lo studio passa per la Mostra delle Manifatture del Regno borbonico (1853), l’Esposizione Internazionale Marittima (1871), i Congressi della Società e Delegazioni di Storia Patria, degli Ingegneri ed Architetti (1879), l’VIII Congresso di Medicina Interna (1897), l’Esposizione Nazionale di Igiene (1900), la Mostra Floreale ed Orticola (1911), la Prima Mostra Nazionale dell’Agricoltura (1933), la Prima Mostra Nazionale dei Prodotti Locali (1934) e la Seconda Mostra Nazionale delle Arti Coloniali (1934), fornendo così un vero e proprio excursus che copre circa un secolo di kermesse napoletane.

Tali eventi vengono inquadrati nel loro contesto più generale - economico, tecnico e culturale europeo - analizzando in dettaglio gli aspetti specifici di ognuno di essi, in una equilibrata armonia di analisi e sintesi.

L’autrice osserva che fra Otto e Novecento “la storia degli eventi espositivi è anche storia dell’ideologia positivista della nuova società borghese che, basandosi sull’equivalenza progresso = ricchezza, allestisce in tutto il mondo occidentale grandiose vetrine con gli ultimi ritrovati della scienza, della tecnica, dell’industria”, che “il nascente Stato italiano si allinea, non senza difficoltà, a queste nuove occasioni di incontri mondani nei ‘salotti buoni’ delle sue città più ricche e rappresentative” e, in particolare, che “Napoli vedrà occasioni espositive (1971, 1877, 1900), ma tutte in campo tutt’altro che industriale, e cioè marittimo, artistico e medico, campi più legati alle vocazioni e peculiarità, ma anche alle problematiche, del suo territorio”.

Gli eventi e le relative strutture congressuali ed espositive vengono analizzati attraverso resoconti e commenti che ne fanno sia i periodici postunitari nazionali che quelli locali, nonché attraverso l’illustrazione delle infrastrutture di trasporto, ricreative e turistiche - oggi del tutto scomparse o riadattate - messe a supporto degli eventi stessi.

L’autrice del saggio documenta, per la prima volta, attraverso il vasto repertorio iconografico, tratto dalla stampa illustrata nonché dal collezionismo pubblico e privato, strutture e padiglioni espositivi, descrivendoli nei particolari e  cogliendo l’occasione per analizzare le trasformazioni urbane che hanno caratterizzato la città nel periodo indagato.

La vastità del materiale esposto, praticamente inedito, l’accuratezza della ricerca storica, l’approfondimento dei temi trattati - finora poco esplorati -  rendono questo saggio un’opera preziosa, che ha l’ulteriore merito di fornire agli studiosi, anche attraverso l’abbondante corredo di indici e riferimenti bibliografici, utili elementi per approfondire molteplici aspetti riguardanti la città e la sua storia nel volgere tra Otto e Novecento.

Dimostrando infine una forte capacità di sintesi, l’autrice è riuscita a concentrare nel testo una quantità di dati, informazioni, acquisizioni, ecc., con cui normalmente altri autori, tramite divagazioni, accorgimenti impaginativi e tipografici, avrebbero ricavato più pubblicazioni.

 

Nunzia Iannone, Architettura dei Congressi e delle esposizioni a Napoli (1861-1934) nella stampa periodica e nella fotografia Ed. graficaElettronica, Napoli, 2015, pagg. 127 in formato foglio A4, 15 euro.

 

 

 

 

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