GIUSEPPE ZEVOLA

Genius loci

Mitologia bipolare con trenta

statue al lume di una lampada

 

DAFNA Home Gallery

Fino al 19 maggio


Nel 1988 Hermann Nitsch scriveva di lui  “II cammino della sua vita è allegro, contemplativo, meditativo e, contemporaneamente, solenne. II suo approccio artistico vuol dire sinestesia, cioè l’armonia sensibile di tutte le sensazioni. II movimento non è escluso. Nasce una visione caleidoscopica. Si aprono macro e micro strutture, si manifestano il particolare ed il cosmico”. Nell’opera Genius Loci, Mitologia bipolare con trenta statue al lume di una lampada,  il lavoro site specific realizzato da Giuseppe Zevola ed ospitato dalla DAFNA Home Gallery a partire dal prossimo 20 aprile, si ritrova punto per punto quanto emerge nelle riflessioni del grande maestro viennese.

L’artista  svela ancora la sua natura di attento e meticoloso studioso delle arti in genere.  Lo spazio della DAFNA assume con lui i connotati di un Microcosmo non lontano, sia nell’aspetto che nello spazio - fisico, di quel più ampio Macrocosmo che è il suo studio in Via Atri.  La tecnica artistica è quella della composizione figurativa, da sempre la sua cifra stilistica, oggi affinata nell’aspetto e maggiormente elaborata grazie all’uso delle tecnologie, che gli consente di realizzare, attraverso un preciso sezionamento di immagini ed il loro sovrapporsi, infinite ed imprevedibili combinazioni dando così vita ad un flusso immaginifico di colori, luci e forme.

Un intenso lavoro site specific, costituito da 120 photocollage, raccoglie insieme i segni dell’impianto architettonico ed degli affreschi del Palazzo dei Principi Albertini di Cimitile, sede della DAFNA Home Gallery, in tal senso Zevola attinge a tutto il suo repertorio di linguaggi interpretativi per dare vita ad una originale lettura del luogo, imperniando la sua già imponente storia, di una spiritualità contemporanea.  Le opere si presentano come pannelli liberi e leggeri, che raccontano rimandi e relazioni del suo pensiero. Rappresentazioni visionarie dei 10 comandamenti, tradotti in soli 3 pannelli e dei giorni della creazione, riempiono lo spazio espositivo caricandolo di continui richiami simbolici. Attraverso il soffermarsi sulle proporzioni e le relazioni numeriche sviluppa in tal senso moduli che rimandano alla trentina, sottolineando il valore irrinunciabile della corrispondenza matematica nella definizione stessa di Genius Loci.

Come un occhio che volge il suo sguardo a 360° la Filosofia è calata nello spazio-mondo dall’imponente soffitto voltato, attraverso una pesante ancora di ferro arrugginita. Come un pianeta ruota su se stessa toccando tutto senza soffermarsi su nulla, una luce perenne che come un faro guida i satelliti - pensieri facendoli approdare in un mare di dualismo razionale ed irrazionale. La vista si sofferma in tal senso dal generale al particolare e nella pluralità delle sensazioni si sviluppa e si dà il via all’infinito gioco dell’arte.

L’articolata struttura compositiva dei pannelli rende il progetto espositivo soggetto a cambiamenti. Nell’arco dell’intero periodo di esposizione si assisterà alla mutazione di alcune opere con la consequenzialità della restituzione nel tempo di differenti messaggi interpretativi. Ancora una volta Giuseppe Zevola si allontana dall’unicità di un’idea a favore della molteplicità di sperimentazione sia essa emozionale o figurativa.

 

Giuseppe Zevola (Napoli 1952). Apprendista pittore, filosofo e poeta. Ha insegnato pittura alle Accademie di Roma e Catania e Percezione e comunicazione visiva al Suor Orsola Benincasa di Napoli. L'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e il sodalizio intellettuale con Hermann Nitsch, Peter Kubelka, Antonio Gargano, Buz Barclay, Jonas Mekas e Bernard Heidsieck hanno influenzato la sua vita e la sua ricerca. Così come l'Archivio Storico dell'Istituto Banco di Napoli-Fondazione, dove ha lavorato per oltre dieci anni pubblicando nel 1991 il volume, con prefazione di Ernst H. Gombrich, Piaceri di noia - quattro secoli di scarabocchi nell'Archivio Storico del Banco di Napoli (Leonardo editore). Nel 1998 lo storico yacht Halloween diventa la sua casa-laboratorio-oratorio e da quella esperienza nasce il poema Prigionero della libertà con traduzione giapponese di Moto Hashiramoto. Il volume è presentato al XII Congresso della Società di Filosofia del Linguaggio (Piano di Sorrento, ottobre 2005) come il primo libro simmetrico nella tradizione del poema illustrato. Nel 2003 realizza nella cella n°5 della Certosa di Padula un'installazione dal titolo La regola e l'eccezione: al silenzio contemplativo di San Bruno risponde il grido umano, troppo umano, di Giordano Bruno, ancora oggi visitabile limitatamente a due stanze. Nel 2004 fonda la casa editrice Position Plotting Book, che avvia la pubblicazione, in 500 copie senza copyright, di brani di autori di ogni epoca con la traduzione a fronte in diverse lingue. Le interpretazioni dei brani danno luogo a interventi e performance (Kyoto, Tokyo, Vilnius, Vienna, Berlino, Budapest, Parigi, Napoli, Roma, New York, Nimega). Nel 2005 assiste, come primo consigliere, Hermann Nitsch nella 122.Aktion al Burgtheater di Vienna., celebrando così una più che trentennale amicizia intellettuale e artistica. Antico luogo di ispirazione, il Sacro Bosco di Bomarzo ha preso ora il posto di Halloween, come fonte di nuovi progetti e iniziative (Arte immobiliare; Centro per la libera circolazione degli uomini e delle idee sul pianeta terra)

 

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