MOVIDA E CULTURA: LO SLASH

di Gari Lopresti

La movida dei giovani napoletani per quanto riguarda aperitivi e pre-serata si svolge, sostanzialmente, in tre aree principali: baretti di Via Aniello Falcone, baretti di San Pasquale a Chiaia e i tantissimi localini situati nel centro storico. I locali in cui si può gustare un drink o prendere un cicchetto con gli amici ascoltando un po’ di musica di sottofondo sono innumerevoli. Quelli che, però, si distinguono dagli altri hanno la specialità di aver unito la formula tipica del bar ad eventi culturali di rilievo riferendosi a target ben precisi. Questo è il caso dello Slash di Via Bellini che si è aggiudicato il titolo di vero e proprio caffè letterario della città e si è fatto conoscere viralmente attraverso i suoi interessanti incontri. Ad esempio l’aperi-lingua cioè un aperitivo con alla base un cultural Exchange tra studenti e ricercatori stranieri e napoletani. Tavoli di inglesi, francesi e spagnoli si sono potuti integrare e confrontare con le persone del posto creando un contatto e uno scambio tra differenti culture. Un modo per imparare cose nuove, parlare o addirittura apprendere altre lingue e fare nuove conoscenze diverse dalle solite comitive storiche. Abbiamo intervistato Alex Cirino e Max Narducci dello Slash per Napoliontheroad.

 

C’è un grande proliferarsi di locali qui nel centro storico, ovvero nel cuore della movida partenopea. Il turismo è in crescita. Avete una clientela fatta anche di turisti?

Si il turismo è una delle poche note veramente positive della città. Vedere la città che pullula di turisti è un piacere anche perché crea un’apertura mentale in tutti i napoletani che altrimenti sarebbe complicata. La presenza di stranieri già comporta l’obbligo di parlare almeno un po’ la lingua, di confrontarti e grazie a tutto ciò inevitabilmente cresci e ti arricchisci culturalmente. Essendo lo Slash un locale invernale è frequentato più da napoletani, ma ci stiamo muovendo in questa direzione. Vogliamo diventare un locale diurno e notturno che funzioni anche d’estate a tempo pieno e che promuova sempre appuntamenti per contribuire a quest’aggregazione tra popoli come il  nostro aperi-lingua.

 

Quale è il target del vostro locale e quali gli eventi culturali che proponete?

Lo zoccolo duro è composto da nostri coetanei, quindi trentenni. La fascia d’età media va dai 25 ai 35 anni. Ma aspiriamo, con una programmazione molto varia, ad ampliare il target anche verso persone più grandi d’età, con  eventi tipo esposizioni di quadri  ed opere d'arte, spettacoli di cabaret burlesque a tutto tondo, etc. Poi facciamo spesso il caffè letterario mattutino, l’aperi-teatro, l’aperi-cinema e l’aperi-lingua. Si alterneranno mostre a live e spettacoli. Vogliamo fare del nostro Slash un locale culturale a 360 gradi.

Parlando con Max e Alex lo spunto che viene fuori è quanto sia importante un’aggregazione tra le diverse culture nella nostra città da sempre antirazzista e cosmopolita. Il primo step per ottenere ciò potrebbe essere l'inserimento di questi locali nel circuito turistico, attraverso una connessione tra le strutture alberghiere, gli operatori turistici ed i locali di questo tipo. Gli hotel, per esempio, dovrebbero fornire ai loro clienti depliant con indicazioni non solo di ristoranti e bar, ma anche di questi luoghi che organizzano eventi culturali all’interno delle proprie attività commerciali. Gli operatori turistici potrebbero non solo far conoscere ma, addirittura, promuovere iniziative culturali, musicali, etc rivolte anche ai turisti in questo genere di locali.

 

Il turismo è un settore che a Napoli può diventare sempre più proficuo e che può creare rete tra le diverse realtà attive della città.

Napoliontheroad  17/10/2015

 

 

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