FONDO RUSTICO LAMBERTI:

Un Luogo ideale per trascorrere attimi di relax e impegno sociale a pochi passi dalla città 

 

di Gari Lopresti

Nel giorno dedicato al miracolo di San Gennaro, noi, la mia famiglia ed io, abbiamo deciso di trascorrere una giornata in un posto unico, che permette di godere della bellezza della natura, restando in città.

Il Fondo Rustico “Amato Lamberti” Selva Lacandona si trova a Chiaiano nella località di Martino di Fuschi in via Tirone. Oggi è un luogo incantato dove è possibile organizzare pic nic, fare una brace all’aperto e comprare i loro prodotti: la Falanghina doc “Anticamorra”, le pesche, le noci pesche, marmellate e tanto altro ancora.

Ma la Selva non è sempre stata il locus amenus che è oggi, il terreno su cui si trova è, infatti, un bene confiscato alla camorra. Una storia che risale a dodici anni fa quando il territorio di quattordici ettari, oggi occupati da meravigliosi vigneti e pescheti, venne confiscato alla famiglia Simeoli e dedicato ad Amato Lamberti.

Oggi contribuiscono a rendere il fondo un posto amabile i minori dell’area penale, che lavorano braccio a braccio con i volontari dell’associazione ®esistenza Anticamorra, presieduta da Ciro Corona, e i ragazzi, provenienti da tutta Italia, dei campi estivi con il contributo dei contadini della zona.

Abbiamo incontrato il presidente Ciro Corona per saperne di più sulla storia del fondo…

 

Ciro come nasce questa struttura?

Questo è un bene confiscato alla cosca cammorristica del clan Polverino-Nuvoletta, di preciso alla famiglia Simeoli. Sequestrato nel 1997 e confiscato nel 2001, per circa dodici anni è stato lasciato nelle mani della camorra, nonostante la confisca.

L’idea della difesa del territorio da parte dei cittadini ci è sempre piaciuta. Quindi, appena abbiamo saputo che c’era un bene confiscato nel quartiere abbiamo subito pensato: “Andiamo a prenderlo!”.

Dopo aver saputo che era stato abbandonato per dodici anni da nostri politici, la soddisfazione di prendersene cura e strapparlo dalle mani della camorra è stata ancora più grande. I progetti dei clan per questo luogo erano quelli di costruirci un quartiere, il Vomero 2, intanto avevano messo su un’azienda agricola. Per cui come dicevo prima e per questi motivi, la soddisfazione è stata doppia!

 

Ciro, quali sono i prossimi eventi in programma al Fondo?

Prima di parlare dei prossimi eventi, vorrei raccontarti di ciò che si è appena concluso: abbiamo ora concluso il terzo anno di seguito di campi estivi.

Quest’anno sono passati di qui 420 ragazzi, giunti da ogni parte d’Italia. I giovani hanno campeggiato qui e ci hanno dato una mano a lavorare i campi la mattina, mentre il pomeriggio hanno frequentato i nostri corsi di formazione.

Ed anche questa è stata per noi una grande soddisfazione! Oltre ai campi estivi, da luglio fino a settembre ogni giovedì sera abbiamo organizzato gli “Agriaperitivi” con tanta musica e buon vino, a cui hanno partecipato molti musicisti come i 99 Posse, Massimo e Valerio Jovine e, soprattutto, a cui c’è stata una grande e bellissima risposta di partecipazione di tutta la città. Dimostrando che Chiaiano non è solo una zona tristemente nota per altre vicende, ma un quartiere vivo, attivo e vivibile.

Il prossimo appuntamento più vicino è con la vendemmia, un momento davvero speciale, che quest’anno si svolgerà nella prima settimana di ottobre, di preciso il 3 e il 4 ottobre. Dalla vendemmia ne abbiamo creato un evento: la festa della vendemmia popolare, giunta quest’anno anch’essa al terzo anno consecutivo. E ormai è i territorio che l’attende! Mentre si vendemmia, c’è chi suona con le tamorre, chi con le castagnette e chi cucina!

 

Quali sono le vostre produzioni?

Produciamo pesche e noci pesche per un totale di 150 tonnellate all’anno e due ettari di Falanghina Doc, il primo vino che nasce su un bene confiscato alla camorra, per un totale di 10.000 bottiglie all’anno. Sul fondo, facciamo vendita al dettaglio del vino, delle pesche e soprattutto del “Pacco alla camorra”, un cestino con tutti i prodotti dei beni confiscati campani. Il nostro compito principale resta comunque quello di inserimento lavorativo delle classi svantaggiate: sette sono i detenuti che vengono a lavorare qui ogni giorno. Sono quelli che per la società sono un problema, perché detenuti, per noi sono una risorsa, ma soprattutto, sono coloro che zappano il terreno, di cui le persone perbene per dodici anni si erano dimenticate.

La cosa bella è che grazie alla vendita delle 10.000 bottiglie di vino Falanghina, che sono finite proprio due settimane fa, siamo riusciti a fare un contratto ad uno dei detenuti, che, oggi è un socio lavoratore della cooperativa e dunque decide insieme a noi le sorti di questo bene confiscato.

 

Come possiamo trovarvi su Facebook?

Abbiamo diverse pagine: c'è quella del bene confiscato, che è  "Fondo rustico Amato Lamberti" e quella della Associazione che gestisce il posto è "Resistenza anticamorra".

 

 

Napoliontheroad 26/09/2915

 

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