Di casa in casa

 

di Umberto Franzese

 

Al civico 3 di Via S.Anna di Palazzo, tra le più famose e rinomate, era la Suprema dove le bagasce erano di alto bordo. Allora, prima della entrata in vigore della Legge Merlin del 20 febbraio 1958, furoreggiavano le cosiddette “case di tolleranza”. Oggi l’imperativo categorico è: togliamole dalla strada; e c’è chi auspica un “quartiere  tollerante” , un quartiere a luci rosse per eliminare lo sconcio del sesso a pagamento dalle strade. Un luogo dove se ne vedono di “tutti i colori” è la Domitiana. Cosa c’entra lo smercio del sesso con l’antica via fatta costruire dall’imperatore Domiziano nel 95 d.C., non è dato sapere.

Era la Domitiana la più diretta via di comunicazione tra Napoli e Roma. Si staccava dall’Appia presso Sinuessa (l’odierna Mondragone) e, toccando Volturnum, Liternum, terminava a Puteoli.

Ma che fosse già allora frequentata da prostitute, non ci è dato di sapere. D’altra parte i Romani, come ci mostra l’antica Pompei, le tenevano ristrette in quartieri ben delimitati e mai avrebbero consentito di farle esercitare per strada. Si sa come a Roma esistevano dei lupanari privati. Coloro che  volevano fare del sesso a buon mercato dovevano recarsi nella Suburra, al Velabro, nei pressi del Circo Massimo. Accadeva così che gli adolescenti romani di buona famiglia si recassero per fare la loro iniziazione sessuale dalle “prostitute da due oboli”. La pratica e la ricerca del godimento fisico erano considerati dai romani una componente essenziale per il mantenimento dell’ordine sociale.

Persino Sant’Agostino, più in là nel tempo, ebbe a dire: ”Bandisci le prostitute dalla società e ridurrai la società nel caos”. Così Sant’Agostino, ma la Chiesa tutta, nella sua interezza, non ha mai contrastato la pratica della prostituzione in luoghi chiusi e appartati. Deplorato o rimpianto il ricordo delle case di piacere sfuma nel tempo. Tocca il culmine tra la Belle Epoque e la seconda guerra mondiale e, l’esaltazione di questi luoghi accoglienti, è sottolineata dalla letteratura francese, capintesta Guy de  Maupassant.

La Legge Rattazzi di pubblica sicurezza del 1889 vietava gli alcolici e il gioco nei bordelli, stabiliva il tempo degli incontri semplici e le tariffe. Il fascino delle case chiuse stava nella possibilità di liberare gli istinti repressi per far salvo certo perbenismo.

Le puttane pubbliche non chiedevano nulla in cambio se non adeguata mercede. –“Contento tesoro?

Tornerai dalla tua bella? Ciao, a presto”. Tornava, sì che tornava, il giovanotto di belle promesse.

Il sentimento vero le ragazzole lo riservavano al pappa, al magnaccia, a colui che si faceva mantenere in cambio di una sollecita e costante protezione. Le case di tolleranza erano di tre categorie: popolare, media, di lusso. Si partiva da quelle di basso costo, dove soltanto una sbarra metallica divideva le ragazze dalla clientela e dove le camere erano assai squallide, per arrivare a quelle per l’élite più raffinata, con divani di velluto, salottino, statue o quadri con soggetti voluttuosi, piante e prezzi altisonanti. Una delle abitudini dei giovani non più giovani, era quella del giro serale con gli amici delle varie case sparse un po’ ovunque, ma a decine sui quartieri spagnoli.

Agli iniziati, quelli di “primo pelo”,  toccava pagare almeno una “singola”ai loro accompagnatori esperti habitué della casa. Oggi senza il dovuto adescamento o invito all’incontro furtivo non  c’è prestazione e, per evitare di buscarsi malattie veneree, l’unico rimedio è quello di portarsi di scorta quello che Casanova chiamava la “redingote”. I moschettieri del sesso potrebbero, però, passare dalle case chiuse alle case protette e trovare come rimediare una singola o una doppia, non più grazie all’amplesso libero, ma a quello garantito nelle case del quartiere a luci rosse.

Al quartiere dell’amore a buon mercato, i giovani virgulti potrebbero arrivarci dopo una corsa in bicicletta lungo la pista ciclabile per poi chiudere belluinamente la giornata godereccia sul lungomare finalmente aperto a tutte le più speranzose aspettazioni.

Napoliontheroad 1 giugno 2013  

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