IL MAESTRO DOMENICO SEPE

PER PAPA WOITYLA

 

di Fiorella Franchini

 

Una statua dedicata a Giovanni Paolo II sarà inaugurata domenica 8 maggio nella Parrocchia di San Pietro Apostolo in Portico di Caserta. Scolpita e modellata dal maestro Domenico Sepe, la scultura è in argilla, fusa a cera persa in bronzo. Un’opera unica eseguita con una delle più antiche tecniche di realizzazione. Il novello beato è rappresentato in una posa classica: benedice e saluta i fedeli ma non da un piedistallo, bensì tra la gente, a mostrare che i santi non sono superuomini ma semplici creature toccate dalla grazia divina. Un ritratto di grande realismo nella resa del volto, delle mani, delle vesti che, nel contempo, raggiunge una straordinaria penetrazione psicologica del personaggio. Lo stesso Woityla pose sempre l’uomo al centro della sua attenzione, per quello che lui stesso aveva vissuto durante gli anni della dittatura comunista in Polonia, della guerra, della perdita di genitori e dei familiari, per quella profonda esperienza di fede che era stata l’incontro con Cristo. “La forza espressiva del Papa - scrive Imma Marino - emerge dalle masse che plasmano i tratti e i solchi del viso costruendo una fisionomia di forte realismo psicologico…questa è una delle tante qualità che distingue un “ritratto artistico” da una fotografia”. Una concretezza che incarna il concetto di santità cristiana del grande Papa, la coerenza della vita, la trasparenza della virtù, obiettivo di tutti i fedeli di Cristo, presente nelle persone comuni, padri, madri, giovani, non solo in preti e suore. La comunità parrocchiale di Portico e il gruppo di volontari della Protezione Civile “Fides” si sono fatti testimoni del grande progetto pastorale di Giovanni Paolo II, di quella forza morale che aveva dentro di sè, pastore itinerante e uomo di grandissima umanità, commissionando l’opera a Domenico Sepe che, nonostante la giovane età, ha realizzato numerosi monumenti pubblici disseminati in tutta Italia, come tappe di un percorso artistico e spirituale che lo scultore ha ricostruito in un raffinato catalogo che sarà presentato, sabato 14 maggio alle 18:00, a Vulcano Buono. Opere con diversi contenuti e molti ideali nelle quali l’espressione artistica sembra un grande specchio magico che rivela l’identità dell’artista e del mondo. Immagini essenziali che assumono rigore nella loro autenticità. Una ricerca attenta dei valori dell’uomo, non di quello che egli sa, ma di quello che egli sente, che smaschera quel che è racchiuso nel profondo dell’io, restituendo alla forma ciò che nasconde, la sua memoria ancestrale e infinita.