“Piazza Mercato al Centro dell’Europa”

di Fiorella Franchini

 

La vicenda di Corradino di Svevia, la rivolta di Masaniello, la rivoluzione e controrivoluzione del 1799, quanta storia napoletana ed europea è trascorsa nel Largo del Mercato. Lo sblocco dei fondi europei, circa 240 milioni di Euro, riporta la piazza al centro dell’Europa e il PIU del Centro Storico la include nelle aree interessate dal progetto, ivi comprese le sue zone limitrofe, Via Lavinaio e Via Nolana. "I lavori di riqualificazione previsti - ha dichiarato Luigi Rispoli, Presidente del Consiglio Provinciale, in un convegno tenutosi nella chiesa di S. Croce - riguardano gli assi viari e gli invasi lungo via Nolana fino alla porta Nolana e interesseranno anche il sagrato della Basilica del Carmine Maggiore. Sarà completato l'intervento di recupero della chiesa di S.Croce, gravemente danneggiata dal terremoto del 1980, “rifunzionalizzata” per accogliere attività espositive tematiche, convegni ed eventi che interessino l'area commerciale”. Il complesso di S. Eligio, invece, grazie all’accordo con il Comune, diventerà sede di un istituto di scuola media superiore ad indirizzo alberghiero. Una scelta coerente con la prospettiva di sviluppo concordata dalle istituzioni per mettere in relazione i fattori del commercio, dell'artigianato e del turismo caratteristici della zona, a ridosso del mare e d’importanti vie di comunicazione.“…Centro Storico, Napoli est, Bagnoli, Mostra d’Oltremare, zona portuale...Non sarà facile coordinare tutti gli interventi – ha precisato Marcello Tagliatela, Assessore all’Urbanistica della Regione Campania – e creare uno sviluppo integrale”. Microcosmi assolutamente unici, oggetto di “sostanziose politiche urbane” e di analisi ricorrenti, ha rilevato Benedetto Gravagnuolo, Preside della Facoltà di Architettura Federico II, ma senza azioni di coordinamento che, al contrario, si rendono indispensabili in una realtà profondamente urbanizzata come quella partenopea. Tutelare il passato resta un obiettivo primario per l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Napoli, Luigi De Falco, ma gli sforzi sono inadeguati ha denunciato Raffaele Raimondi, Presidente Comitato “Centro Storico UNESCO”. Il 95% del patrimonio è costituito da palazzi storici; occorrono interventi di conservazione, di consolidamento statico, di rifacimento, possibili solo con il contributo del Governo e il coinvolgimento dei privati. Occorre ottimizzare la spesa e attivare un processo virtuoso moltiplicativo delle risorse, promuovendo il recupero dei manufatti monumentali e, contemporaneamente, la riqualificazione ambientale e lo sviluppo socio-economico. “Per la prima volta – ha dichiarato Umberto Franzese, giornalista e coordinatore dell’A.I.G.E - pare delinearsi una strategia d’intervento chiaro per restituire alla città una delle sue parti più significative, in questi anni completamente ignorata dalle amministrazioni locali e condannata al degrado e all’abbandono” . L’obiettivo è quello d’integrare, in un disegno unitario, le diverse esigenze del territorio e avviare il processo di esaltazione delle risorse e delle competenze specifiche dell’area. Un’alleanza d’idee e d’intenti, per valorizzare la vocazione più autentica della cultura napoletana: accoglienza, scambio d’idee e di prodotti, arte, storia.  

Dicembre 2011


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