PARTENOPE IN PIZZERIA

Ovvero “fatte ‘na pizza”

 di Fiorella Franchini

Non è solo un modo di dire ma la celebrazione di un vero e proprio rito che si compie in tutto il mondo, in ogni società, da quella consumistica del mordi e fuggi a quell’ambientalista dello slow food, da quella frugale a quell’elitaria, con la sacralità di un mito familiare. Sembra banale parlare di pizza eppure non è scontato il retaggio culturale che la condisce: storia, tradizioni, economia s’impastano dentro una pietanza antica quanto la città, eclettica e versatile come un popolo che rinasce sempre dalle proprie ceneri sociali ed intellettuali. Esistono molte pubblicazioni sull’argomento, storie e ricettari, eppure il libro di Giuseppe Giorgio, Partenope in Pizzeria, edito dalle Edizioni FI, è l’unico a percepire, a rendere evidente il patrimonio che trangugiamo. Tra racconti, episodi personali, ricordi di grandi personaggi, testi letterari e ricerche documentate, Giorgio, giornalista e critico enogastronomico, viaggia nella storia della pizza, dei locali e dei pizzaioli che l’hanno resa celebre, dal ‘700 ad oggi.  Uno studio colto e, al tempo stesso saporoso, perché sa mischiare l’analisi con la curiosità, il dato socio-antropologico e l’interesse culinario. Da un capo all’altro di Napoli, dalla periferia al centro, dal passato al presente il lettore incontra strade e vicoli, grandi nomi e tipi, trasformazioni urbanistiche e mutamenti economici, usanze, atmosfere e sapori, come quella pizza ripiegata in quattro dentro la carta bianca, oleosa e bollente, profumata. Un volumetto che è una guida per lo scopritore di gusti, un almanacco per i nostalgici, un passatempo intelligente per i buontemponi. E’ possibile trovarlo in libreria ma anche nelle edicole e nelle pizzerie storiche da cui è partito il lungo tour di presentazioni che continuerà fino a marzo, a conferma delle proprietà metaforiche della pietanza più famosa. “La pizza - scrive l’autore - è ciò che lo stesso popolo partenopeo ha creato con i sentimenti dell’anima e la forza delle mani, è saggezza, è la città racchiusa in un simbolo. La pizza rappresenta ogni avvenimento, ogni stato d’animo, ogni ostacolo superato, ogni conquista, soddisfa bisogni e necessità trasformandosi… Nasconde in sé i segreti di ogni napoletano.” Innumerevoli i brani dedicati a questa specialità e riportati nel libro: la prefazione di Pietro Gargano, testi di Salvatore Di Giacomo, Matilde Serao ed Emmanuele Rocco, le canzoni e le poesie dedicate da E.A. Mario, Aurelio Fierro, Giorgio Gaber, ‘O Pizzaiolo di Viviani, Fatte ‘na pizza di Pino Daniele. Filosofia, letteratura, memoria storica e, tornando a contenuti più concreti, una grande prova d’imprenditoria che ha trasformato un prodotto locale in business internazionale, capace di creare centinaia di piccole e medie aziende e assicurare migliaia di posti di lavoro. Il lavoro di Giuseppe Giorgio, compie, dunque, anche una missione di promozione commerciale, a salvaguardia di una tipicità tutta partenopea che riesce ad essere, al tempo stesso, bene e valore spirituale, oltre il tempo, oltre le mode.

 

 

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