A Primavera Napoli sotto le stelle

di Fiorella Franchini

 

Così percorrono le stelle la loro orbita /inalterabili ed incomprese…scrive Hermann Hesse e raccontano storia, saperi e sogni. Dal 1812, quando fu posata la prima pietra del Real Osservatorio Astronomico di Capodimonte, per duecento anni astronomi e ricercatori, impegnandosi nelle loro attività di studio e osservazione, hanno costruito un grande patrimonio di Scienza e Cultura Astronomica nel Meridione d'Italia. Oggi l'OAC è uno dei 12 osservatori che, assieme a 4 istituti d’astrofisica spaziale, fa parte dell'Istituto Nazionale d’AstroFisica, il principale ente italiano per la ricerca astronomica e astrofisica da terra e dallo spazio. A Napoli, occupa ancora gli stessi spazi, sulla collina di Miradois e gli stessi locali di quando fu inaugurato, nel 1819. Questa storica sede pullula ora di ricercatori, di borsisti e contrattisti, di visiting scientists, di studenti e di tecnici, di macchinari per il calcolo, di complesse apparecchiature di laboratorio e di strumenti astronomici per la didattica e la divulgazione. Oltre ad occuparsi di ricerca e tecnologia, l'OAC concorre all'educazione universitaria e post, secondo standard europei, e dialoga con la società civile per far comprendere, attraverso la seduzione del cielo, la bellezza della scienza. L’Osservatorio, infatti, propone in primavera un intenso calendario d’iniziative che comprendono la visita al museo, lezioni nel modernissimo Planetario, convegni e osservazione del cielo. Si è cominciato a marzo con un intrigante giallo; denunciata, infatti, la scomparsa di uno strano gruppo di organismi denominati Trilobiti, avvenuta circa 250 milioni di anni fa. Pubblicate le foto delle vittime. Erano brutti questi antichi artropodi marini del Paleozoico: ovali e neri, con due grossi occhi composti, diretti verso l'alto o verso i lati, e due antenne davanti alla bocca. Gli indizi, raccolti fino al 14 aprile in una mostra a cura del Museo di Paleontologia del Centro Musei delle Scienze Naturali, conducono ad una pista stragista, ma il Direttore Massimo della Valle suggerisce un’altra ipotesi, un meccanismo di selezione naturale che avrebbe determinato cambiamenti evolutivi all'interno della specie, magari indotto da avvenimenti straordinari, come la caduta di un grande asteroide. Astronomia, paleontologia, chimica, si associano per scoprire il mistero come in una spettacolare indagine giudiziaria e suggeriscono un affascinante viaggio tra le stelle. Appuntamento, dunque, fino a giugno, con l’eclissi lunare e l’enigma delle Profezie Maya e le ipotesi sulla fine del Mondo nel 2012, con l’osservazione degli anelli di Saturno e la presentazione del volume di Giovanni Bignami I marziani siamo noi. A primavera, sotto il cielo di Napoli si sogna e…s’impara una scienza antica che racconta il mondo di domani.