Mimmo Liguoro racconta

DOVE STA ZAZA’

di Fiorella Franchini

 

 

Nella confusione che segue la fine delle Seconda Guerra Mondiale, mentre si contano i danni del grande disastro, gli italiani si mettono a cantare una canzone allegra, quasi infantile: Dove sta Zazà.

Dentro c’è la festa di S. Gennaro, la banda, la folla, l’aria di fiera paesana, e tanta voglia di spensieratezza. E’ la suggestiva descrizione di una città, di un popolo che dopo la paura e la sofferenza, ancora un po’ stordito, torna a sperare.

Scritta nel 1944, da Raffaele Cutolo e Giuseppe Cioffi, fu lanciata da Gigi Beccaria e subito ripresa da Nino Taranto, che ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia.

La liberazione da un incubo si esprimeva attraverso la ripetizione sonora di due sillabe che evocavano l'onomatopeico zum zum dei piatti d'orchestra e la canzone fu un trionfo.

Mimmo Liguoro, giornalista e scrittore, per anni conduttore e capo redattore del Tg3 nazionale e di molte rubriche di cultura e attualità, racconta con ironia e puntualità il mondo di Zazà, la Napoli del dopoguerra, del contrabbando, della prostituzione e degli sciuscià, della nuova camorra e dei soldati alleati a spasso nei quartieri popolari. Nel libro c’è l’insieme di tutti quei fenomeni negativi che facevano parte della sopravvivenza, poi diventati sistema di vita, c’è una città tormentata descritta dai suoi scrittori e intellettuali, da Malaparte ad Annamaria Ortese, da Viviani a Eduardo De Filippo.

La piccola storia di Zazà diventa lo spunto per narrare vicende più grandi, per condensare le emozioni di un’epoca. Sulle note della marcetta scacciapensieri sfilano le speranze, la voglia di ricominciare, l’entusiasmo di nuovi ideali: ricostruzione, impegno civile e politico, fiducia nel domani. L’affiancano pezzi famosi come l’ironica e amara Tammurriata nera di E. A. Mario o la struggente Munastero 'e Santa Chiara, del 1945, portata per la prima volta al successo da Giacomo Rondinella che rievoca il tremendo bombardamento del 4 agosto 1943, quando il cuore di Napoli fu squassato e, oltre al trecentesco Monastero, furono sventrati molti edifici della millenaria storia partenopea.

Testi appassionati che fanno riferimento anche ai drammatici mutamenti che il dopoguerra portò nella morale e nei costumi dei napoletani, che appaiono irrimediabilmente corrotti, e testimoniano l’importanza della canzone napoletana, documento insostituibile delle vicende storiche, dei costumi, dei sentimenti del popolo di Napoli.

Anche la vis comica di Dove sta Zazà, propria dell’interpretazione di Nino Taranto, cela tra le righe una sottile angoscia.

Zazà pare fosse l'appellativo delle "segnorine" che allietavano i soldati americani di stanza in Italia. Ma l'invocazione che ritorna ossessiva in tutto il brano, introduce un interrogativo inquietante.

Cosa è perso, cosa si cerca? La virtù delle ragazze napoletane, la libertà, la città che non trova più se stessa?

Mimmo Liguoro indaga, con la sensibilità dello scrittore e l’acume del giornalista, tra cronaca e ricordi, ma la domanda rimane senza risposta anche negli anni seguenti, tra ricostruzione e malaffare, laurismo e post-laurismo, sfocia, a Napoli come altrove, nella delusione di un mancato rinnovamento.

 Zazà torna con la voce dolente e misteriosa di Gabriella Ferri, un singhiozzo amaro che chiude un'altra epoca cruciale. Quella canzone strana e lontana dal suo consueto repertorio piacque molto alla cantante romana. Nella sua interpretazione Zazà cambiò. Non più un inno di corale allegria ma un urlo di solitudine. La folla era evocata, ma non c'era. La scomparsa di Zazà alludeva a tutte le delusioni della vita.

I due volti di Napoli si sovrappongono, saper ridere e dover piangere, com’è da tempo immemorabile.

Rispettando un rito liberatorio ed espiatorio, la scena si ripete…

…Era la festa di San Gennaro,
ll'anno appresso cante e suone...
bancarelle e prucessione...
chi se pň dimenticá!

Due anime antitetiche seguitano a convivere, gridando le proprie difficoltà e la propria gioia di vivere, cercando un’identità nascosta dentro la baldoria virtuale del nuovo millennio.

Come allora quel viavai,
ritornň per quella via...
Ritornň pure Isaia,
sempre in cerca di Zazá...

 

Mimmo Liguoro
Dove sta Zazà
Tullio Pironti Editore
Pagine 110
euro 10,00

 

 

(Fiorella Franchini – napoliontheroad – novembre 2011)

 

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