INTERVISTA a GESU’

(le domande che avresti voluto fare e le risposte che avresti voluto sentire)

 

racconto di di Guido Franchini

 

io:

buongiorno Gesù, inizio col chiederti quale sia il tuo nome e quale il tuo cognome

 

Gesù:

ciao, ho un po’ di confusione anche io, ma Cristo mi suona meglio come cognome e Gesù è più armonioso come nome

 

io:

molti ti chiamano anche in modi diversi

 

Gesù:

infatti qui la confusione aumenta, alcuni mi chiamano Dio, qualcuno il Messia, altri la Trinità, pochi lo Spirito Santo e chi più ne ha più ne metta

 

io:

quando sei nato

 

Gesù:

la tradizione vuole duemila anni fa, ma ritengo solo per poter semplificare il conteggio, io ricordo solo che a trentatre anni la mia vita era già finita…

io:

dove sei nato

 

Gesù:

ricordo un luogo freddo ed umido e con animali che mi facevano da compagnia, ma a quel tempo era così per tutti

 

io:

parliamo ora della tua famiglia, chi era tuo padre

 

Gesù:

scusa ma quali dei due, quello biologico o quello da cui ha avuto origine il tutto

 

io:

parlami di quello che ti ha dato la vita

 

Gesù:

allora di Giuseppe, un brav’uomo, gran lavoratore, un artigiano del legno come non se ne trovano più

 

io:

mentre tua madre

 

Gesù:

dolce e molto comprensiva, apprensiva con i suoi figli, io le ho dato un fardello che forse non meritava, sono felice che oggi tutti la ricordino e la lodino, se lo merita dopo tanta sofferenza

 

io:

cosa ricordi della tua infanzia

 

Gesù:

poco quasi nulla, ho vissuto in un periodo turbolento che mi ha costretto a diventare subito un uomo con delle responsabilità che forse non avrei voluto prendermi

 

io:

hai avuto dei fratelli, delle sorelle

 

Gesù:

ma, non ne sono sicuro, forse mi sono stati tenuti nascosti per un qualche motivo, forse per proteggerli o forse perché dovevo essere io quello ricordato per sempre

 

io:

ti sei mai innamorato, sposato

 

Gesù:

si una volta, ma anche in questo caso ho dovuto fare un passo indietro, c’erano troppo aspettative su di me

 

io:

hai avuto dei figli

 

Gesù:

mi hanno sempre detto che voi tutti siete figli miei, io rispondo che……(attimo di riflessione) qualcuno più figlio di altri potrebbe esserci

 

io:

ti sei mai pentito di aver fatto quello che hai fatto

 

Gesù:

mi capita raramente, ma certamente non fa piacere vedere che i miei sacrifici non sempre vengono apprezzati nel giusto modo, ma poi in un attimo tutto passa quando mi giungono alle orecchie così tante richieste di aiuto da parte di chi mi ama

 

io:

il tuo più grande difetto

 

Gesù:

quello di perdonare un po’ troppo spesso ed anche chi non lo merita, lo so che dovrei essere più duro ma il segreto è proprio questo, perdonare per redimere

 

io:

ma tu ti arrabbiavi mai

 

Gesù:

avrei voluto, ci provavo ma non era facile, dopotutto io dovevo essere quello buono, ma ricordo una volta dove non ci ho visto più e quando ci vuole ci vuole, tutte quelle bancarelle nel mio tempio, che spasso gettare tutto all’aria ma che diav…., chiedo scusa, ma che diamine era veramente troppo anche per me

 

io:

cosa pensi di quelli che ti imprecano

 

Gesù:

solo che quelli che mi lodano li superano in numero, e poi stessero attenti un giorno o l’altro dovremo pur incontrarci…

Io:

il tuo rammarico più grande

 

Gesù:

questa è facile, senza alcun dubbio quello di aver lasciato all’uomo il cosi detto libero arbitrio, e vedi dove siamo finiti, se solo potessi tornare indietro vi farei vedere io a tutti voi

 

io:

la politica rimane uguale nei secoli ma tu oggi come ti schiereresti

 

Gesù:

di questo hanno già parlato i miei biografi nel libro a me dedicato quando dicono che “siede alla destra del padre”, non dico di più

 

io:

cosa pensi della chiesa

 

Gesù:

qui tocchiamo note dolenti, devo dire sinceramente di essere molto deluso, quando dissi a coloro che mi erano vicini di creare la casa del signore, non intendevo che dovevano costruire nel vero senso della parola una suntuosa reggia, accumulare ricchezze spropositate e diventare uno stato a tutti gli effetti, penso che le mie parole siano state di di gran lunga travisate

 

io:

… e di coloro che la gestiscono

 

Gesù:

ti dirò solo che quando ho iniziato io questa missione, predicavo molto umilmente, quando parlavo alle folle ero tra di loro, con loro ed insieme a loro, è cosa più importante dividevo con loro tutto quello che avevo non c’erano differenze. Oggi invece si predica molto comodamente, i fedeli sono tenuti a debita distanza, addirittura gli si parla dall’alto verso il basso con parole (il mio verbo) scritte da altri. E poi cosa sono costretto a vedere che coloro che dovrebbero essere la mia voce dormono tra soffici cuscini e si cibano a tavole imbandite mentre i più deboli quelli da difendere giacciono in scatole di cartone e mangiano quando è possibile. No così non va, non è quello che mi ero prefissato

 

io:

ma se tu sei unico è solo, perché il mondo si rivolge a te con più nomi

 

Gesù:

possiamo essere in tanti, parlare lingue diverse, essere rappresentati in vari modi ma l’intento da perseguire era ed è uno solo, l’amore e la pace tra gli uomini

 

io:

le preghiere che ti rivolgiamo, tu le ascolti tutte

 

Gesù:

oh si, e non sai quanto mi faccia male non poterle esaudire tutte e subito, sono tantissime ma non ti preoccupare io rispondo sempre a tutti, basta solo credere in me

 

io:

un ultima domanda, la più importante, perché sei morto

 

Gesù:

sarebbe scontato dire per voi tutti, ma forse doveva andare così, o forse non potevo neanche io cambiare le cose

 

io:

grazie di tutto Gesù

 

Gesù:

no grazie a te, è bello poter parlare con qualcuno ogni tanto, non sai quanto faccia male stare tutto il giorno qui da solo su questa croce con questi chiodi conficcati nei piedi e nelle mani, questa volta sono io che prego te, vieni da me nuovamente, questa chiesa che mi ospita è sempre aperta, possiamo parlare ancora di tante cose, non ti far pregare, ti aspetto

 

 

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