Il Bosco, le dune, il vento…

a passeggio nella Foresta Regionale di Cuma

 

di Fiorella Franchini

 

Molto tempo fa, la gente, quando entrava in un bosco, s’inginocchiava e recitava una preghiera. C’è un luogo, poco lontano dal frastuono della città, dove la pace della natura, ancora filtra insieme alla luce del sole tra gli alberi, dove il vento rammenta la propria forza scolpendo le dune, e le ansie quotidiane, lentamente, si allontano come foglie. Non è difficile arrivarci con l’auto, oppure basta prendere un treno della Circumflegrea, fino alla stazione di Cuma, anche se i recenti tagli regionali a linee e orari, impongono qualche difficoltà. Una fermata nella storia, anzi nel mito. Con l'apertura del sito archeologico-naturalistico regionale Foresta Regionale Area Flegrea e Monte di Cuma, nell'area del parco archeologico dell’antica Kyme, è semplice fare un viaggio negli antichi segreti della Selva Gallinaria, descritta e cantata dagli autori romani, a due passi dall’antro della Sibilla e dall’Averno. Era un bosco rigoglioso a ridosso del mare. Nel corso dei secoli, l’attività umana l’ha ridotto e diviso in due parti: la Pineta del Lago Patria, che dal lago giunge fino alla foce del Volturno, e la parte, che dal Lago del Fusaro giunge fino a Licola. La Foresta , che oggi appartiene al Demanio Forestale della Regione Campania, deriva il nome originario dalla presenza nell’antichità della cosiddetta Gallinella d’acqua, un uccello acquatico dal piumaggio nero. Il bosco è quasi esclusivamente  costituito da alberi di leccio, una quercia sempreverde, mentre la macchia mediterranea ha specie molto eterogenee: il lentisco, il corbezzolo, il rosmarino, l’erica, il cisto marino, il mirto e l’alloro. Numerosi gli insetti e le farfalle, e uccelli come upupe, pettirossi, falchetti. Da aprile ad ottobre l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania ha organizzato un programma di 32 eco-giornate, intitolato“il bosco e la duna”, in cui cooperative e associazioni promuovono iniziative per far conoscere questo grande patrimonio naturale e storico. Passeggiate a piedi o in mountan bike, birdwatching, caccia al tesoro per i bimbi e cene a lume di candela, concerti, reading, osservazioni notturne.  Prossimi appuntamenti a settembre per conoscere, con i piedi nell’acqua e la testa tra le nuvole, le meraviglie di questa biodiversità dichiarata, S.I.C. (Sito di Importanza Comunitaria) e sottoposta ad una particolare disciplina di tutela ambientale. Ad ottobre, invece, escursioni sulla duna costiera di Cuma, dove fiorisce  il giglio delle sabbie, fino ai piedi dell’antico faro del porto romano. In un ambiente incontaminato si potrà osservare l’azione indisturbata del vento su un paesaggio di leggendaria bellezza. Un’esperienza singolare, per ritrovare un senso profondo, poiché cantavano gli Indiani Sioux “La terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra”.

 

 

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