A Marina Grande di Procida

“Flamenco Tammurriata Passion”

 

la passione flamenca di Dominga Andrias e i ritmi arcaici di Marcello Colasurdo

 

di Fiorella Franchini

 

Un’isola sonnolenta, anche d’estate, quando le spiagge s’affollano di famiglie e turisti, una bellezza anticonvenzionale, fatta di case colorate e stradine strette nascoste dai tornanti. Per festeggiare l’inizio della bella stagione Procida dice stop alle auto e chiude al traffico la zona di Marina Grande. Un appuntamento imperdibile per centinaia d’amanti del camminare, della natura e delle cose buone. A spasso lungo il centro storico, una visita alla Basilica di San Michele Arcangelo, un assaggio della famosa ‘’Lingua’’, dolce tipicamente locale, e del limoncello nostrano fatto con i caratteristici limoni dell’isola, una camminata fino a Marina Chiaiolella, tra colori e profumi unici. Per la domenica ecologica del primo maggio, il comune dell’isola ha previsto alle 11,30, uno spettacolo di flamenco e tammurriata con Dominga Andrias e Marcello Colasurdo: “Flamenco Tammurriata Passion”. Un incontro tra due culture, il sud dell’Andalusia e la Campania,con il verso arcaico del maestro Colasurdo la voce flamenca di Raydel Martinez e quella passionale di Gianni Migliaccio. Due popoli s’incroceranno su ritmi di chitarre e tammorre, tacchi e nacchere, palmas e jaleos, e la danza darà vita a questi suoni e ritmi: Adrian Rumbold alla chitarra, Roberto Natullo alle percussioni e flauto, Andrea Esposito al violino, danzeranno Salvatore Inghilleri, Simona Alfano, Emma Gallo, Alessia Cerella e Federica Monte, tutti insieme appassionatamente per uno spettacolo unico. Desiderio, fisicità, sublimazione di forme, d’allegorie d’immagini, si fondono in uno stile che oltre al fascino e alla seduzione di un corpo che si lascia contemplare, esprime una libertà di memorie, fantasie, struggimenti. Il flamenco, di cui Domina Andrias è un’impareggiabile interprete, è un condensato di storia, mito, folklore ineguagliabili, la stessa matrice culturale di quella tradizione musicale campana che Marcello Colasurdo porta sulla scena da circa trent’anni insieme al suo gruppo denominato “Paranza”. Suonano, cantano e ballano le antiche musiche popolari della tradizione campane. Il canto più diffuso e frequentato nelle campagne dell'entroterra napoletano è la "tammurriata", il canto sul tamburo "tammorra", la cui principale funzione è quella di accompagnare il ballo tradizionale in occasione delle feste religiose e propiziatorie. E’ suonato con tecniche diverse, basate sulla percussione alternata del pollice e delle dita contrapposte, e ad ogni tecnica utilizzata corrisponde un ritmo preciso e un’emozione atavica. La paranza di Marcello Colasurdo propone quest’antichissima tradizione, densa di significati rituali primitivi ancora intensamente sentiti e vissuti, facendola rivivere in un coinvolgente sincretismo tra gli antichi ritmi degli strumenti tradizionali e le sonorità di quelli moderni. Armonie mediterranee, viscerali che nella diversità rammentano comuni suggestioni, carnali e, al tempo stesso intangibili.