“PAROLE SUONATE”

A Cappella Sansevero improvisional di Monica Demuru e Cristiano Calcagnile

 

di Fiorella Franchini

 

La voce appassionata di Monica Demuru, per la prima volta a Napoli,  le singolari percussioni di Cristiano Calcagnile, il fascino di un luogo straordinario. Per la festa dell’Epifania il Museo Cappella Sansevero, in collaborazione con Interno 5  Ludwig, ha presentato nel tempio di Raimondo de Sangro lo spettacolo Scarnoduo dei BLASTULA. Il duo composto dall’attrice e cantante sarda e dal musicista milanese, è nato nel 2006 e sta riscuotendo successi in Italia e all’estero con un progetto musicale insolito ed accattivante, ricco di ampie suggestioni, con esecuzioni note ed improvvisazioni.

La Demuru , che ha accostato collaborazioni negli ambiti più diversificati: dal jazz italiano (Bollani, Rava, Girotto, etc.) alla canzone pop d’autore ( Peppe Servillo e Avion Travel, Tetes de Bois, Paolo Benvegnù, Marco Parente etc.); dalla sperimentazione della musica contemporanea, improvvisata o di composizione, elettronica e acustica (Elliot Sharp, Zeena Parkins, Hector Zazou, Scott Gibbons, Giovanni Guaccero, Opera Mutica etc.) alla stesura e creazione di spettacoli, riesce a creare un dialogo tra percussioni e voce  che ipnotizza l’ascoltatore. Sostanziale la complicità artistica di Cristiano Calcagnile che da tempo ama sperimentare l'amalgama di diversi linguaggi.

In scena note e scrittura con l’anteprima di una performance, liberamente tratta da una fiaba di Oscar Wilde, Il principe e la rondine, in cui la musica di Chiara Mallozzi e le “parole di Benedetto Sicca evocano una  delicata storia d’amore. Di seguito una esibizione che contamina materiali provenienti dalla musica colta e da quella popolare, dalla letteratura e dalla poesia tradizionale. Atmosfere folk, jazz e blues, lingua e dialetto sardo, ispirazioni tratte da Caetano Veloso e da Carmelo Bene.

Esplorazioni musicali condotte attraverso l'improvvisazione in cui le combinazioni esistenti sono utilizzate nel flusso improvisional per suggerire percorsi alternativi e diverse interpretazioni, in un disegno artistico che segue un personale senso del mondo e della musica. Frammenti di composizioni, effetti acustici, scansioni di sillabe e di testi cercano di sintetizzare “la relazione oscura tra narrazione e mistero del suono”.

“Parole suonate” che puntano all’emotività, quasi spingendola a misurarsi con i turbamenti più antichi e popolari, non commozioni superficiali ma impressioni che si celano nel profondo. Impressioni oniriche che risalgono lentamente dal vuoto, trascinate da ritmi e toni sussurrati, invocati, modulati, taciuti, e si trasformano in un senso arcano. (foto di Rossella Romano)

 

 

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