AL TEATRO MEDITERRANEO

IL PREMIO “AMICI DELLA CROCE ROSSA”

di Fiorella Franchini

 

Una storia lunga 150 anni fatta di rispetto per la persona umana e protezione della vita, due dei sette principi che guidano l’azione dei volontari della Croce Rossa, ne costituiscono l’etica e lo spirito. “Si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene: e così si finirebbe anche a star meglio” ha scritto Alessandro Manzoni e, per acquistare un’ambulanza pediatrica, pensata esclusivamente per i bambini, il comitato provinciale di Napoli ha organizzato un incontro all'insegna della musica, dello spettacolo e della solidarietà. Gino Rivieccio e Carmen Fimiani hanno presentato sul palco del Teatro Mediterraneo Nino Buonocore, Marco Fasano, Helen, Monica Sarnelli e Peppino di Capri. Presenti, in rappresentanza del Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, il vicario delle comunicazioni Don Gennaro Matino, e numerosissime autorità ed esponenti del mondo politico, economico, culturale, sportivo. Una serata di beneficenza che ha coniugato sociale ed effimero, impegno e divertimento per ricordare l’intento della Croce Rossa di perseverare, in guerra e in pace, nel soccorso senza discriminazioni, nel sostegno alla comprensione reciproca, all'amicizia, alla cooperazione fra i popoli. Assegnato il ''Premio Amici Croce Rossa'' al presidente della Giunta regionale della Regione Campania, Stefano Caldoro, al console statunitense a Napoli, Donald L. Moore, al generale Vito Bardi, comandante interregionale della Guardia di Finanza per il Sud Italia, per il suo impegno nell’ambito della diffusione delle manovre di soccorso rapido, al presidente della Corte d'Appello di Napoli Antonio Buonajuto. “E’ un grande onore ricevere questo riconoscimento” - ha dichiarato il magistrato, premiato per la sua opera di recupero e la valorizzazione di Castel Capuano.“Perché essere amici della Croce Rossa significa far parte di una grande tradizione di umanità e perché non si tratta di un semplice titolo onorifico, ma del riconoscimento di un’attività concreta sul territorio, come può esserlo la tutela di un monumento storico, quale l’antico palazzo di giustizia di Napoli, simbolo della cultura di un’intera città.”. Volontari della civiltà e volontari dell’assistenza, insieme per cementare la comunità, formare le coscienze, “una boccata d’ossigeno” li ha definiti Dacia Maraini. Volontariato generoso, grande ricchezza del nostro paese che ha nella Croce Rossa, nelle sue iniziative, nel suo lavoro instancabile, la sua espressione più alta, poiché della sofferenza ha fatto un ragionar di vita.