“Concerto” per Napoli

Tina Bonetti, Umberto Franzese e Angelo Mosca

 rinnovano la canzone classica napoletana

di Fiorella Franchini

 

Un’etichetta prestigiosa, un repertorio emozionante, un’interprete appassionata, tutto rigorosamente made in Naples. La Phonotype Record , fondata nel 1901 a Napoli da Raffaele Esposito e dal figlio Americo, prima casa discografica italiana e tra le prime al mondo ad avere un autonomo stabilimento per la fabbricazione di dischi, ha prodotto e distribuisce “Concerto” l’ultimo album di Tina Bonetti, mezzosoprano napoletana. L’azienda, che opera ancora oggi nel centro storico della città, ha pubblicato celebri artisti e continua a dedicare la propria professionalità alla cultura musicale riproponendo un ever green di musica d’autore. L'album, infatti, contiene brani tratti da Operette come Tace il labbro, Tu che m'hai preso il cuor e dalla tradizione classica italiana Non ti scordar di me  e napoletana, come la celeberrima Tu ca nun chiane, a cui si aggiungono una canzone argentina del 1935 Nostalgias e Na' sera e Maggio in spagnolo entrambe arrangiate dal maestro Angelo Mosca così come l’intero CD della concertista. La voce calda, passionale della Bonetti, di grand’estensione, suggerisce emozioni caleidoscopiche, di forte espressività sia nella leggerezza delle arie d’operetta, sia nell’intensità della melodia partenopea che si rinnova grazie ai testi di poeti contemporanei. Tu nun ‘o ssaje di Franzese/Mosca è un’accattivante motivo amoroso che riprende la tipica struttura melodica del canto popolare, poesia che vola alta sopra note suggestive. Componimenti che richiamano quelle sonorità, quella lingua e quei contenuti che hanno contraddistinto la canzone napoletana nei secoli. Un repertorio che va dagli inizi dell'Ottocento all'immediato secondo dopoguerra, ed ha rappresentato uno dei punti d'eccellenza della canzone italiana, divenuti nel corso degli anni simbolo dell'Italia musicale nel mondo. Brani che sono stati interpretati da cantanti di fama mondiale e ne hanno decretato il successo: Enrico Caruso, Luciano Pavarotti, Placido Domingo, José Carreras, Elvis Presley, Renato Carosone, Andrea Bocelli, Mia Martini. Una tradizione ancora molto in voga, dai Casinò di Atlantic City alle strade dei quartieri italiani di New York fino e ai grattacieli di Tokio che, tuttavia, difficilmente raggiunge, nei nostri anni, uno spessore artistico musicale: “perché non ci sono più le stesse caratteristiche ambientali, sociali e culturali, – suggerisce Angelo Mosca - perché l’ispirazione si perde nel caos e nella superficialità della società attuale, nelle problematiche quotidiane o nel volgare desiderio sessuale. Fanno eccezione autori come Nazario Napoli Bruno e, soprattutto, Umberto Franzese per il quale sto arrangiando la commedia musicale “Fascino, ovvero qualità perniciosa detta comunemente Jettatura”, e testi poetici come Napolitamo e Uocchie sperciacore che ripropongono l’antico sapore dell’arte napoletana, l’ironia, la sensibilità dei sentimenti”. Una napoletanità istintiva che nasce dall’esperienza millenaria di un popolo, tramandata nella sua musica e nelle sue voci, che alberga nel cuore e nel genio dei suoi artisti e si trasforma in documento sonoro per le generazioni.

 

Febbraio 2012

 

 

 

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