Abbiamo bisogno di Poesia

 Evaluna incontra Dalila Hiaoui, Lidia Sella, Stelvio Di Spigno, Carla Saracino

di Fiorella Franchini

“La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina”. Le parole di Edoardo Sanguineti riecheggiano dentro la mente  nella penombra della saletta di Evaluna in Piazza Bellini, in una domenica mattina piovosa che anela ad una primavera ancora lontana. Un incontro insolitamente affollato dedicato alla poesia: “dell’amore”, poesie di Dalila Hiaoui, Lidia Sella, Stelvio Di Spigno, Carla Saracino.

Il sentimento si confessa a se stesso, le emozioni trovano i pensieri che si trasformano in parole, in desiderio di ascolto, di percezione.

A confronto l’ispirazione di poeti appartenenti a culture e generazioni diverse, ognuno con le proprie forme,  i distacchi e le  lontananza, le assenze, i deliri, i suoni, e soprattutto, le urgenze, la vita, la sofferenza.

Dalila Hiaoui, scrittrice e poetessa marocchina, insegna cultura e lingua araba in Italia. E’ una delle voci poetiche femminili attuali del Maghreb e del Medioriente, testimone di un mondo sconosciuto che suscita sospetto e stupore, dove la poesia esiste dall’epoca preislamica e nei millenni si è rinnovata partendo dalla tradizione.  Espressioni inedite interpretano le emozioni  che scaturiscono dalla realtà: la relazione uomo-donna,  il proprio corpo, l’amore per se stesse, l’erotismo, solitudine e indipendenza.

- Nel mio bellissimo Paese, il rapporto uomo - donna ‘oscilla’ tra teoria e pratica! – confessa Dalila in una precedente intervista - In teoria la donna è uguale all’uomo sia secondo la legge contemporanea (marocco-francese) che secondo la legge divina. Ma esistono contraddizioni…-

Nei suoi versi, sottolinea Rita Felerico, traspare la forte presenza del destino, al quale sembra si abbandoni, “il tormento di un’intensa lotta, rispondere come donna alle regole della tradizione ma desiderare di superare i limiti degli antichi insegnamenti, per aprirsi ad altri orizzonti di conoscenza e di sentimenti”.

- Il destino è un pilastro dell’ISLAM – ribadisce l’autrice – Male e bene esistono e si accettano ma non è passiva rassegnazione, la fede spinge a cercare sempre una via d’uscita. -

Nella fede nasce anche la musicalità della sua poesia. L’armonia del Corano risuona con parole nuove e c’è un forte richiamo all’identità.

- Scrivere poesia in arabo è : "shaara", "yashooro" e significa alla lettera sentire! Quindi, essere poeta in arabo vuol dire sentire quello che forse non sentono gli altri e condividere i tuoi sentimenti con gli altri, aspettando che qualcuno verrà a dirti: “sei stata la mia voce! Hai rivelato quello che avevo dentro!”.-  “Chi sono io?” declama in arabo Dalila Hiaoui e noi sentiamo con il cuore.

Dalle sonorità dell’altra sponda del Mediterraneo al lirismo magico di Lidia Sella, giornalista e poetessa milanese. La sua ultima raccolta “Eros, il Dio lontano. Visioni sull’Amore in Occidente” è stata definita “flusso di pensiero in veste di calligrammi. E anche critica sociale spruzzata di humour e spiritualità”. L’Amore è il fil rouge che congiunge tormenti e turbamenti dall’antichità fino al terzo millennio. Versi eleganti, sensibilità raffinata che assumono una dimensione cosmica.

Le emozioni si sublimano e si arricchiscono di significati filosofici, osserva Annella Prisco, acquistando una profonda forza di trascendenza. “Un cosmo innamorato” che evoca con il suo “labirinto di immagini animate da una sotterranea coerenza fantastica” un flusso di coscienza ininterrotto, un’energia, rappresentata da Eros, che  attraversa l’universo e segue un suo disegno attraverso leggi segrete, che l’uomo percepisce marginalmente; di tanta luce avverte solo  la sofferenza e l’illusione. Versi ricercati carichi di disperazione, rivolta, denuncia, di malinconia, di inesauribile nostalgia: “…E particelle gemellate/affluenti fratelli/sognano amore.

La forza cosmogonica dell’Eros, la dolcezza del canto arabo sembrano stridere con la poetica delle nuove generazioni. Predomina l’attualità del quotidiano. Emozioni, sentimenti, desideri che paiono senza ali, lenti, appesantiti, trasudano idee e angoscia: “Anche se questa idea coincide col caos, con l’apparenza di una non-idea” ha detto Stelvio Di Spigno. Le sue parole rompono il silenzio, fa notare Maurizio Vitiello, senza lanciare vuoti messaggi, fotografano vissuti di tenerezza che hanno sensi antichi ed essenzialità moderna. Anche Carla Saracino coglie come flash questa suggestione intimista, profondamente introspettiva, quasi noire, di tanta poesia contemporanea.

Il passaggio generazionale ha una dimensione grave che rende l’espressione poetica ancora più attuale e riconosciuta. Nei chiaroscuri del nostro tempo, nella varietà delle ispirazioni,  rappresenta, come suggerisce Andrea Zanzotto “il massimo della speranza, dell'anelito dell'uomo verso il mondo superiore”.

Abbiamo bisogno di Poesia, di fantasie, di verità che accadano dentro le parole che la raccontano.

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