Appuntamento con Annella Prisco

 

di Fiorella Franchini

 

 

C’è un’eleganza che viene dal cuore e profuma di grazia, cortesia e discrezione; Annella Prisco non ostenta mai, nella vita e nella scrittura ma non passa inosservata. Ha sensi pazienti e parole attente, chiaro specchio dell’anima di una narratrice.

Predilige la prosa ricca d’elementi descrittivi e nuance “ma questa credo sia una caratteristica che può essere rivendicata da entrambi i generi. Sicuramente non preferisco la pagina troppo asciutta e scarna, perché la ritengo fredda e poco coinvolgente”.

La scrittura femminile, più di quella maschile, sembra essere costruita sulla ricerca della verità. Scrivere per riflettere su se stesse, per guardare nelle profondità dell’anima.  

C’è davvero un altro sguardo da parte di una scrittrice?

Probabilmente, rispetto al maschile, la donna ha una maggiore capacità d’approfondimento, d’attenzione al dettaglio, alle sfumature, mentre l’uomo spesso esprime una frettolosità che talvolta sconfina nella superficialità, anche se ovviamente non si può generalizzare”

Non una prosa al femminile, anche se nel personaggio del suo ultimo lavoro “ Appuntamento in rosso” (Guida Editore) si riconosce: “È una donna in carriera dei tempi d'oggi, dotata però di un intenso tessuto sentimentale ed emotivo”.

Non un romanzo di genere, bensì una storia di sentimenti, d’emozioni.  Credo che queste siano universali. Peraltro, da varie testimonianze, il mio libro è piaciuto anche agli uomini, perché forse vi hanno trovato una chiave di lettura dell’universo femminile. Sicuramente emerge il rapporto uomo – donna, spesso dominato da conflittualità e soprattutto da troppi “non detti”, mentre io ambisco sempre ad un completamento dei ruoli”.

Le donne per affermarsi, soprattutto nel lavoro, tendono, come Irene, ad assumere atteggiamenti maschili; c’è ancora una soggezione ai canoni dell’altro sesso?

“Esistono, purtroppo, ancora molti retaggi in tal senso e la parità non viene sempre considerata. Gli atteggiamenti della protagonista più che maschili, li definirei decisi e determinati.

La sobrietà di Annella Prisco si legge anche tra le righe di un’attività culturale intensa ma composta. Docente, funzionaria della Regione Campania, promuove presentazione di libri ed autori, Vicepresidente del Centro Studi Michele Prisco e Consigliere d'Indirizzo della Fondazione Ravello, collabora con periodici e quotidiani tra cui, in precedenza " la Voce " di Indro Montanelli ed oggi per le pagine napoletane de " La Repubblica.

Annella Prisco non è un’intellettuale che ama la solitudine.

“La solitudine interiore è una condizione dell’animo che si prova a prescindere dall’essere o meno scrittrice. Forse un’autrice ha quella sensibilità e prontezza a riconoscerla prima. Credo che la solitudine s’identifichi con le tinte più spente ed oscure. La mia scrittura privilegia i colori caldi e intensi perché il mio intento è proprio di affidare al lettore un messaggio di calore, di ottimismo e di positività”.

“Appuntamento in rosso è una storia avvincente narrata con uno stile che utilizza la chiarezza per far luce su i chiaroscuri psicologici dei personaggi. Una vicenda emozionante che si sviluppa nella città di Napoli, corre tra alcuni dei suoi luoghi più suggestivi.

Ci sono tante storie napoletane, non c’è il rischio che la città diventi una protagonista troppo ingombrante della narrativa partenopea?

 “Indubbiamente sono numerosi gli spaccati napoletani, ma credo che in fin dei conti molte delle storie e delle situazioni da me osservate si sono svolte a Napoli, ma si sarebbero potute vivere anche in altre latitudini, perché sono lo specchio di condizioni umane, e queste a mio avviso sono universali”.

           Le hanno chiesto spesso del rapporto letterario e affettivo con suo padre, oggi cosa chiederebbe a Michele Prisco e cosa direbbe a suo padre?

Mio padre è stato per me soprattutto un grande padre e un grande educatore. Credo che oggi lui sarebbe certamente orgoglioso di questa mia vena creativa che tra l’altro si è andata sviluppando dopo la sua scomparsa e che perciò non sono riuscita, con gran rimpianto, a condividere con lui. 

             Il tailleurs rosso come metafora degli appuntamenti, delle occasioni della nostra vita. Una, sicuramente, non l’ha persa, quella con la scrittura, ma c’è un appuntamento in particolare a cui crede di aver mancato?

Penso che la vita di ognuno sia costellata di “appuntamenti”, laddove anche l’appuntamento è la metafora della svolta, dell’evento nuovo che ti può capitare e che sta a noi saper riconoscere, per cui mi auguro che la vita mi riservi ancora importanti appuntamenti.

C’e né uno che è stato particolarmente importante?

Sicuramente fino ad oggi ne ho affrontati più di uno. L’importante è che li ho sempre vissuti credendoci.

Quali sono i prossimi di donna e di scrittrice?

I prossimi, quelli di donna, non posso prevederli. Magari sarà il destino ad indicarmeli…Come scrittrice mi auguro di cimentarmi in un appuntamento con un nuovo, intrigante romanzo.

Napoli ha mancato parecchie occasioni; quale appuntamento non potrà perdere? Riuscirà ad arrivare in tempo?

Napoli, purtroppo, d’appuntamenti ne ha persi parecchi, proprio come il viaggiatore distratto e ritardatario che arriva al binario proprio quando il treno è appena partito…Ma voglio essere ottimista e augurarmi che questa città così piena di luci ed ombre, ma anche ricca di tante straordinarie intelligenze, riesca per il futuro a riconoscere con maggiore tempismo le occasioni da non perdere.

“Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni” e noi, con Annella Prisco, confidiamo nei miracoli di una città imprevedibile.

                                                                                                                               

(DonnaèAnima 2013) 

  Condividi