CLAUDIO PENNINO
Elogio del Brindisi

di Fiorella Franchini

Non dovete brindare per forza con champagne o vino. Potete fare un brindisi con un bicchiere di soda o anche con l'acqua. È il gesto simbolico che conta. – si legge nel Bon ton professionale. Sarà… ma un gesto così antico e solenne si carica di sacralità quando le labbra assaggiano il nettare rosso e pronunciano le formule di rito.

Vino e “cincin” hanno origine mitiche e un corposo curriculum letterario che Claudio Pennino compendia in un piccolo trattato, rinnovando il genere dell’elogio che nella storia della letteratura ha celebri precedenti, dai Greci a Leopardi, a Erasmo da Rotterdam.

Lo stile agile e discorsivo mette insieme, con garbo e sapienza, didascalia e poesia confezionando un volumetto effervescente che va assaporato lentamente, con la cura di un attento sommelier. L’odore si percepisce da lontano, ancor prima di leggerlo, dal titolo che promette leggerezza colta, dall’autore, poeta e saggista, cultore di una napoletanità autentica e raffinata. Basta scorrere le pagine, come quando si agita il bicchiere tenendolo per il gambo, e dalle parole si liberano curiosità e buonumore. Quando si approfondisce, inspirando l’essenza, si determinano i sapori che fuoriescono e s’identifica l’aroma dell’estro e la forza dello studio.

Un libro che si può sorseggiare in piccole quantità perché è diviso, come in una scala cromatica di rossi e bianchi, in capitoli autonomi dedicati ai diversi aspetti del bere, con uno sguardo alla convivialità e un’occhiata al senso di moderazione, affrontando ogni approccio con chiarezza ed eleganza, vuoi che si discorra di amicizia o di donne, vuoi che si rifletta sull’attimo fuggente. Oppure si può “masticarlo”, così che tutta la consistenza culturale aumenti l’esperienza gustativa e stimoli la mente. Dopo aver deglutito le pagine, infatti, le suggestioni rimangono in bocca a lungo, grazie al sufficiente equilibrio tra sostanza, sagacità ed erudizione.

Un’altra prova di valore di Claudio Pennino, che fa seguito al dizionario italiano-napoletano, al vocabolario napoletano dei modi di dire, alle traduzioni in lingua del testo medievale della “Regola Sanitaria Salernitana”. Tanti premi e, soprattutto, tanta passione per le proprie tradizioni, un bene che non si eredita ma si conquista con l’intelligenza.

 

 

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