LORENA PARIS

“I fiori spezzati”

versi da cogliere, da serbare nel cuore

di Fiorella Franchini

 

Non si può parlar di poesia, è una suggestione da leggere, da sperimentare con il senso dell’anima. Lorena Paris, nata a Trevignano Romano ma viterbese d’adozione, con la sua ultima raccolta di versi “I fiori spezzati”, Edizioni Archeoares, ci conduce in un “non luogo” ove, parafrasando August Strindberg, “Non è la realtà, ma più della realtà... Non è un sogno, ma sognare da svegli”. La poetessa scrive le parole, ma tra una riga e l'altra, cioè nello spazio bianco, lascia la possibilità di fantasticare, di pensare ed ecco che le parole diventano suoni e visioni veloci di emozioni e paesaggi. La poesia, dopo tutto, è un tentativo di trasmettere sentimenti, umori, stati d'animo, e persino pensieri che sono difficili da afferrare e che sembrano sfidare il linguaggio. Uno stile eclettico che, sottolinea Susanna Berti Franceschi, “…si snoda tra testi di metrica originale, per certi aspetti direi ermetici, alla delicatezza degli Haiku…. Una poesia dai toni semplici che elimina fronzoli lessicali e retorici, traendo la sua forza dalle emozioni della natura. Composizioni che richiedono una grande sintesi di pensiero e d'immagine poichè il soggetto è spesso una scena rapida e intensa che descrive un aspetto naturale o un’impressione e ne cristallizza dei particolari nell'attimo presente rammentandoci che è ancora possibile meravigliarci, provare stupore per la bellezza del mondo. Sfogliando le pagine sorge una specie d’istinto sotterraneo, magico, come una consapevolezza di qualcosa che non sappiano di sapere ma che rimanda a una concretezza sorprendente, sfuggente eppure familiare. L'estrema concisione dei versi lascia spazio a un vuoto ricco di sensazioni, come una traccia che sta al lettore completare. Versi da cogliere, come fiori, quelli di Lorena Paris che ama anche interpretare la poesia in performance teatrali e incontri culturali con la delicatezza e la riservatezza di chi è avvezza a maneggiare sentimenti, versi da serbare nel cuore come una forza invisibile e prodigiosa.

   

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