“Novus Ordo Templi – Nulla sarà più come prima”

Armando Pannone racconta i Cavalieri del Terzo Millennio

di Fiorella Franchini

La storia dei Templari è oscurata dalla damnatio memoriae, la sistematica cancellazione delle testimonianze dell’esistenza dell’Ordine eseguita come pena aggiuntiva per i supposti crimini o come protezione dalla persecuzione sancita da Filippo il Bello, che ha dato luogo, nei secoli, a ricostruzioni romanzate e spesso acritiche. La nascita dell'ordine si colloca nella Terra Santa al centro delle guerre tra forze cristiane e islamiche scoppiate dopo la prima crociata indetta nel 1096 per la difesa dei luoghi sacri del Cristianesimo e dei pellegrini.

Il triplice ruolo di monaci, combattenti e imprenditori che contraddistinse i templari negli anni è sempre stato fonte di perplessità. Nel corso del tempo si dedicarono ad attività agricole, creando un grande apparato produttivo, e ad attività finanziarie, gestendo i beni dei pellegrini e arrivando a costituire il più avanzato e capillare sistema bancario dell'epoca. Cresciuto nei secoli in potere e ricchezza,  l’ordine si inimicò il re di Francia e andò incontro, attraverso un drammatico processo, alla dissoluzione definitiva tra il 1312 e il 1314, a seguito della bolla di papa Clemente V che lo soppresse in modo perenne e irrevocabile.

Un fenomeno politico ed economico più che religioso di grande portata che ha segnato la cultura del Medioevo europeo. Solo negli ultimi anni i ricercatori stanno riportando alla luce circostanze e fatti complessi che valutano in una luce più obiettiva l’esperienza templare del passato e quella contemporanea.

Alla tradizione dei cavalieri templari si rifanno numerosi e variegati gruppi e associazioni dei nostri giorni, talora rivendicando una qualche forma di derivazione diretta dall'ordine. Si tratta di un fenomeno moderno che va sotto il nome di templarismo o neotemplarismo, sorto a partire dal XVIII secolo in Francia, in coincidenza con la diffusione dell'Illuminismo. Tali aggregazioni laiche, pur richiamandosi spesso ai valori religiosi cristiani e caritativi, non hanno alcun tipo di riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa cattolica, anzi, alcuni gruppi,  caratterizzati da uno stampo massonico e, specie nel mondo anglosassone, vantano un'aperta ostilità nei suoi confronti.

Per sgombrare il campo a tanti fraintendimenti, Armando Pannone, scrittore e giornalista napoletano, Presidente della Commissione del Centro italiano di Studi medievali e giuridici e Gran Siniscalco dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone, ha pubblicato il saggio “Novus Ordo Templi – Nulla sarà più come prima”.

Prof. Pannone qual è il tema specifico del libro?

Il libro parte da una disamina della nostra società priva di valori e testimonianze culturali e morali, celebra l’ideale cavalleresco e racconta la storia del nostro Ordine: l’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone. Nasce per realizzare il progetto AXIS, un’accezione diversa del templarismo, basata su di un nucleo di valori su cui ripensare il modo stesso di essere Cavalieri nel terzo millennio, a cominciare dalla cultura e dall’amore per la conoscenza.

Qual è il pregiudizio o l’equivoco da evitare quando si parla di Templari?

Le nostre ricerche storiche ci hanno indotto a pensare che i Templari fossero depositari di culture diverse e antichissime con le quali vennero in contatto. Da questa contaminazione sorsero i frutti della tolleranza religiosa, della ricerca del benessere condiviso e della diplomazia come strumenti per una convivenza ragionevole e rispettosa delle diverse concezioni e stili di vita. Naturalmente il libero pensiero fu ostacolato per fini di potere da una classe politica votata al dogmatismo e alla pura repressione delle fasce più deboli dei popoli europei. I Templari furono perseguitati e, distrutto l’Ordine, si rifugiarono in Scozia, dove furono accolti da Fratelli nelle Logge Muratorie. Questa fusione d’idee, di libertà e di visione del mondo, nel corso dei secoli portò al modello liberale europeo e nordamericano. Questa visione è osteggiata da chi non pone la cultura e la diffusione del libero pensiero come basi del proprio modo di essere Cavalieri.

Ricerche recenti documentano una presenza templare ben radicata su tutto il territorio campano; commende e fattorie ad Aversa, Casalnuovo, Marigliano, Avella, un’azienda agricola a Pozzuoli e proprietà fuori Porta Capuana di Napoli, segni templari nei palazzi nobiliari, nelle chiese, nel sottosuolo di Napoli.

Che ruolo ha la città nel suo libro?

Nel libro si parla apertamente della dignità da restituire a Napoli, considerata già dai tempi di Jacques de Molay come uno degli snodi fondamentali dal punto di vista esoterico. Carlo e Roberto d’Angiò furono re di Napoli e di Gerusalemme. Dunque Napoli ha la stessa dignità templare di altre capitali europee e dalla nostra città, è partito, infatti, un segnale culturale forte per il rilancio della maestosa identità cavalleresca da riconoscere a essa.

Che significato hanno oggi gli ordini cavallereschi e in particolare quello templare?

Noi, pur rispettando le scelte identitaria delle varie associazioni, preferiamo organizzare convegni, conferenze, diffondere il libero pensiero e difendere l’antica tradizione cavalleresca, rilanciando anche la tesi che i Templari furono in Nord America molto prima di Colombo. Tesi che da qualche tempo ha trovato spazio negli Stati Uniti, dove si sta studiando molto seriamente il Medioevo di quest’antichissimo territorio, altro che Nuovo Mondo.

 

Qual è il cambiamento che si auspica nel titolo?

Ci battiamo per un’affermazione di dignità e, proprio da questa città cosmopolita, abbiamo inteso lanciare il segno del cambiamento. Il Novus Ordo Templi è un’aggregazione di diversi Organismi che vogliano però professare ideali, studiare seriamente per diffondere cultura, incarnando standard elevati di rigore, moralità, sobrietà.

Che rapporto c’è tra antica tradizione sapienziale, principi cavallereschi e valori cristiani?

E’ tempo di affermare la verità storica, di evitare dogmatismi, di aprire la nostra civiltà a istanze di conoscenza e di approfondimento che possano far guardare alla nostra storia con occhi diversi e amare di più le vestigia e i simboli del nostro passato.  La matrice del templarismo è essenzialmente cristiana ma nel nostro Ordine trovano spazio e accoglienza tutte le concezioni religiose non estremistiche, in base al principio che “ siamo un unico uomo di fronte ad un unico Dio”. Principio cardine del nostro Statuto, imperniato su questa frase di padre Anthony Elenmittjian, allievo di Gandhi.

 

Cosa ha significa per lei, dal punto di vista personale, l’appartenenza all’Ordine?

Il significato degli Ordini templari e cavallereschi in genere è di incarnare valori, cultura, pace. Per farlo non credo che basti indossare un mantello, è necessario essere davvero alfiere e testimone di libertà e di tolleranza.

Libertà e tolleranza, questi i nuovi valori e l’ultima sfida dei moderni cavalieri.  Non si può, allora, concludere, se non con la preghiera di Re Artù pronunciata all'inizio di ogni seduta della Tavola Rotonda: “Che Dio ci conceda la capacità di riconoscere il giusto, la volontà di sceglierlo e la forza per conservarlo”.

(napoliontheroad 15 gennaio 2016)

 

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