Gioia Oddi

Marguerite Yourcenar e l’astrologia.

Le stelle nell’Oeuvre au Noir

di Fiorella Franchini

 

“L’'ostinazione per l'astrologia è un'orgogliosa stravaganza” dichiarava de Montesquieu. Ognuno di noi, almeno una volta, ha creduto che i corpi celesti annunciassero le nostre azioni personali. Tutte le più importanti civiltà antiche hanno dedicato grande attenzione all'osservazione dei fenomeni celesti e sviluppato una propria astrologia. Possiamo ricordare l'astrologia babilonese (di cui è erede l'astrologia occidentale), la vedica o indiana, quella cinese e Maya. Anche presso popoli primitivi è esistita una forma di astrologia, certamente meno avanzata rispetto a quella maturata presso le grandi civiltà a causa delle ridotte capacità matematiche, essenziali a definire il movimento degli astri.

Con il termine astrologia si indicavano gli studi rientranti nell'ambito dell'astronomia ma dopo la dimostrazione dell'eliocentricità del nostro Sistema Solare, durante la rivoluzione copernicana, le due discipline hanno iniziato a distinguersi e l'astrologia ha cominciato ad essere considerata una pratica dell'occulto e una pseudoscienza.

Il complesso di credenze e tradizioni che ritiene che le posizioni e i movimenti dei corpi celesti rispetto alla Terra influiscano sugli eventi umani collettivi e individuali non poteva non affascinare il mondo della letteratura.

Un attento studio di Gioia Oddi, pubblicata con il titolo Marguerite Yourcenar e l’astrologia. Le stelle nell’Oeuvre au Noir, mette in evidenza i molti riferimenti al mondo dell’astrologia contenuti nell’opera della scrittrice ed il suo rapporto sottile e  ambivalente con questa disciplina. Un viaggio affascinante  nell’ispirazione della Yourcenar, alla scoperta di un aspetto inedito che mostra una singolare attrazione dell’autrice per la saggezza delle stelle, discretamente ricercata, a volte negata.

Gioia, cosa racconta il libro della Yourcenar?

Il libro di Marguerite Yourcenar - L’Oeuvre au Noir (L’Opera al nero) – oggetto del mio studio, racconta il percorso di vita di Zénon, un libero pensatore, astrologo, medico e alchimista, il quale, animato da una grande sete di conoscenza, si mette in viaggio alla ricerca di se stesso, vestendo di volta in volta l’abito dello studioso, del medico, dell’astrologo. Il romanzo è ambientato nel 1500, secolo particolarmente travagliato dalle lotte di religione e prossimo ad un grande cambiamento nei paradigmi del sapere, con l’avvento della rivoluzione copernicana. Zénon è un uomo di questo secolo, legato in parte alla tradizione del passato, ancora fedele alla visione unitaria e armonica delle discipline magiche, esoteriche, ermetiche, matematiche ed astronomiche, e tuttavia aperto ad una nuova visione, che pur non avendo ancora preso forma, è già capace di mettere in discussione le vecchie certezze.   

In realtà, cosa  hai scoperto con la tua indagine?

Come studiosa di astrologia, grazie alla mia indagine, ho potuto approfondire un delicato momento storico, che ha preparato il terreno ad un cambiamento epocale, annunciato dalla rivoluzione copernicana. Nel 1600 essa ha mandato in frantumi il precedente sistema aristotelico tolemaico, aprendo a mio avviso una frattura insanabile tra la dimensione intangibile dell’esistenza e la sfera prettamente razionale e scientifica. Credo che questa scissione, in parte disarmonica, viva ancora oggi nelle coscienze, talvolta troppo vincolate alle leggi scientifiche e poco aperte a livelli di interpretazione spirituali, che un tempo erano in maggiore considerazione. Come studiosa di letteratura francese, analizzando il romanzo della Yourcenar e il suo rapporto con l’astrologia, ho avuto modo di conoscere un lato inedito della scrittrice, nonché la sua adesione in parte inconsapevole alla realtà spirituale e il suo mondo visionario, spesso negati o necessitanti di conferme da parte della cosiddetta tradizione classica, da secoli acquisita. L’oscillante adesione e il ricorrente ritrarsi dalla disciplina astrologica, atteggiamento presente anche in altri romanzi, mostra a mio avviso la profonda ambivalenza di una mente geniale, che investigando ogni ambito dell’esistenza, aveva tuttavia bisogno di conferme da ambiti che in parte negavano l’essenza primaria del mondo astrologico. 

Per costruire questo complesso personaggio l’autrice si è ispirata alle storie reali di persone vissute in quei secoli come il chimico Paracelso, Michele Serveto, Leonardo dei Quaderni, Erasmo da Rotterdam e il filosofo Tommaso Campanella. Un grande affresco storico, accurato, documentato.

Zenone è solo un uomo del suo tempo o la sua ricerca ha un senso contemporaneo?

Credo che il personaggio di Zénon incarni una sete di ricerca e una inquietudine atemporali, e quindi cosmiche, adattabili ad ogni epoca e ad ogni luogo. Pur cambiando le modalità di espressione della crisi interiore, l’essenza del disagio resta la stessa, con la sua forza di ricerca e di evasione da un contesto considerato inadatto ad appagare le personali necessità. L’esito finale del suicido, che Zénon sceglie con grande lucidità, può essere interpretato come una liberazione, sorta di ascesa ad un livello superiore, ultimo stadio della Grande Opera alchemica, a cui il protagonista dell’Opera al nero ha dedicato tutta la sua vita.   

Zenone, per quanto figura lontana ed immaginaria, è solo uno dei tanti che patiscono ogni giorno la propria diversità e la solitudine che ne consegue. Così diversi da non avere credibilità o comprensione, da non essere difesi da nessuno, spesso neppure dai familiari, emarginati dalla cultura dominante.

La comunità scientifica  considera l'astrologia una pseudoscienza legata ad antiche superstizioni e, addirittura, alle pratiche magiche e all’occultismo.

Cosa prevale in  Marguerite Yourcenar e nei contemporanei curiosità o diffidenza?

La curiosità di Marguerite Yourcenar nei confronti dell’astrologia - e credo anche dei contemporanei - incarna l’inevitabile ricerca dell’uomo di risposte rassicuranti alla sua esistenza, nonché il tentativo di affidarsi e di fidarsi di un piano superiore, scandito dal moto degli astri o comunque da una intelligenza saggia e quindi logica, intesa in termini religiosi o laici. Questa esigenza di “fede” si scontra spesso con la resistenza a credere totalmente a quel lato imprevedibile dell’esistenza, che sfugge al controllo umano. E una donna molto razionale come la Yourcenar non poteva accettare del tutto la sconfitta dell’ego e della ragione rispetto ad alcune manifestazioni dell’esistenza, ancora oggi relegate in un non-spazio, e rivestite di ombre e pregiudizi. Tuttavia questo limite di adesione al piano superiore, grande “malattia” della modernità, non riesce ad eliminare del tutto la spinta innata di rivolgere talvolta gli occhi al cielo, alla ricerca di una risposta. E questa esigenza di elevazione era molto chiara alla Yourcenar.    

Non è una scienza, non è una fede,  come può essere utile l’interpretazione astrologica?

Un tempo l’astrologia era intimamente unita all’astronomia, e questa armonia era evidente al mondo del sapere, al punto che l’astrologia veniva studiata nelle università. Per gli antichi non era possibile strutturare dei pronostici senza prima aver osservato attentamente il moto degli astri, Sole e Luna al primo posto. Anche oggi, in realtà, un serio approccio alla disciplina astrologica prevede la conoscenza reale del moto dei pianeti, quindi competenze astronomiche, ma pochi lo sanno. Purtroppo si tende a relegare questa disciplina nello stretto spazio della previsione generica, che spesso si legge nei giornali, dimenticando l’antica saggezza della materia, che nei secoli è sopravvissuta ad attacchi e critiche di ogni tipo. L’astrologia può essere utile come chiave di interpretazione di una personalità, qualora si analizzi la carta del cielo individuale, in base a coordinate esatte e uniche, come data di nascita, ora e luogo. L’indagine può essere di due tipi: studio analitico di un soggetto, focalizzazione dei suoi punti di forza o di vulnerabilità, in ogni ambito di vita; oppure a partire dalla carta del cielo si può avviare uno studio previsionale, volto ad individuare un momento presente, passato o futuro, che si desidera prendere in esame. L’astrologia in questa duplice ottica è uno strumento di supporto molto intelligente, qualora non vada a negare l’assoluta libertà individuale di scegliere la propria strada. Dovrebbe essere molto saggio colui che inizia un viaggio in un oroscopo personale: e questo approccio equilibrato è richiesto sia all’esperto/a sia a chi si affida ad un professionista della materia.   

L'astrologia, dunque, considera la persona influenzata non solo da fattori ereditari e dall'ambiente circostante, ma anche in base alla posizione del nostro sistema solare al momento della sua nascita; sarebbe  in grado di presentare un quadro completo e comprensibile della persona e del suo potenziale basato sull'oroscopo natale.

C’è, dunque, uno stretto rapporto tra astrologia e psicologia?

Quando l’astrologia si rivolge allo studio di una carta del cielo come indagine della personalità tende inevitabilmente a proporre un’analisi che può diventare psicologica, nel senso di studio di un soggetto, dei suoi comportamenti, delle sue emozioni e quant’altro. In Italia questa collaborazione tra l’astrologia e la psicologia è ancora difficile, mentre all’estero molti psicologi e psicoterapeuti sono anche preparati in astrologia ed utilizzano la carta del cielo come aiuto per la terapia. Lo stesso Jung amava studiare le carte del cielo dei suoi pazienti, e sua figlia era un’astrologa.    

Gioia Oddi, romana, si occupa di astrologia da circa vent’anni. Ha pubblicato nel 2010 un libro dal titolo "la Cura Astrale", approfondendo la tematica letterario-astrologica. Sta frequentando il corso del Cida (Centro Italiano di Discipline Astrologiche) per conseguire un prestigioso diploma. Collabora con Move Magazine curandone la rubrica astrologica; ha scritto per molti anni per la rivista romana Vivaglisposi, specializzandosi in wedding astrale, partecipando a più edizioni del Macef di Milano come docente di seminari per operatori del settore. Da novembre 2013 cura la rubrica radiofonica “Il Salotto delle stelle” in onda ogni lunedì mattina su Radio Verde

Che tipo di preparazione occorre per occuparsi di astrologia? 

In Italia vi sono molte scuole riconosciute dal Cida (Centro italiano di discipline astrologiche), che possono essere frequentate, al termine delle quali si ha un diploma volto al lavoro di astrologo/a. La durata del corso è di 3 anni, con esami finali ed attente valutazioni da parte del corpo docente.  

Come difendersi dagli approfittatori?

Spesso ci si rivolge ad esperti o supposti esperti di astrologia in momenti di vulnerabilità emotiva e psicologica, quando si potrebbe rischiare, per fretta o impellente necessità di risposte, di non fare la scelta migliore, e di incappare, di conseguenza, in qualche cialtrone. Il consiglio che mi sento di dare è quello di affidarsi a chi ha compiuto un percorso di studi, presso le varie scuole di astrologia che esistono in Italia e che rilasciano una certificazione di professionalità. 

Un percorso fantastico quello di Gioia Oddi nel cielo letterario di Marguerite Yourcenar , una riflessione intelligente su una disciplina a cui avvicinarsi con una diversa attenzione.

Con il nuovo approccio l'astrologia,  non solo ci potrebbe dire quale è l'io che conosciamo, ma anche quello che non conosciamo. L'oroscopo, come mappa della psiche, potrebbe individuare dei tratti della personalità che non sono ancora diventati consci. Con questo aiuto avremmo la possibilità di conoscerci meglio e arrivare ad una più completa conoscenza della nostra vera natura.

Il messaggio antico che ci inviano le stelle è quello di ricordare che il destino è sempre nelle nostre mani che, come ha scritto Umberto Galimberti, proprio “ i nostri gesti lenti, agili o violenti modificano le stelle, il loro equilibrio, la loro luce, il loro giro”.

Impariamo a rispettare il nostro mondo interiore e il cielo immenso che ci circonda.

(napoliontheroad 25 settembre 2014)

 

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