A Lineadarte Officine creative

Il Vesuvio reinterpretato da Archì

di Fiorella Franchini

 

I colori comunicano tabù e pregiudizi, nascondono significati che influenzano il nostro ambiente, i nostri comportamenti, il nostro linguaggio e il nostro immaginario. La loro storia racconta l'evoluzione delle mentalità e degli usi, in un intreccio di arte, politica, religione, psicologia, sociologia.

Nelle mostre del ciclo Unique/Unico organizzato presso Lineadarte Officina creativa, da Gennaro Ippolito e Giovanna Donnarumma, gli artisti entrano nell’universo dei colori e lo trasformano in piani, volumi, in linee che attraversano gli spazi.

Una reazione creativa in equilibrio tra realtà sensibile e intangibilità dell’ispirazione. Un’esperienza artistica e collettiva che mette alla prova tecnica e creatività.

 

Che cosa è Lineadarte Officina creativa?

 

Lo chiediamo all’architetto Gabriella Pesacane in arte Archì che ha partecipato all’esposizione dedicata al giallo e al rosso.  

Come scrivono gli stessi ideatori “nasce dall’esigenza di un confronto tra esperienze e attitudini creative differenti, chiamate a raccolta intorno ad un principio squisitamente artistico, ovvero il colore, inteso come portatore, catalizzatore ed emblema di emozione. L’obiettivo è costruire una grande “workroom”, ovvero un laboratorio aperto, che trascenda la logica personalistica della creazione individuale per divenire un’esperienza collettiva.”  

 

Che cosa ha creato per questo terzo appuntamento?

“Fu Vulcano” opera realizzata  completamente a  mano, tra scultura e pittura, disegnata a pastello ovviamente. Nata da una visione a sua volta creata  da uno stato d'animo preciso, Fu Vulcano è inscindibile dal pensiero generatore: ”Quella sera il cartone divenne un cratere, la carta nera divenne terra bruta, i pastelli colarono in innumerevoli rossi, la lava a lungo frenata, finalmente cominciò a sgorgare rapida e silenziosa; il concetto di un vulcano rese la notte immaginifica.”   

L’immagine del vulcano è uno dei temi classici dell’iconografia partenopea,  replicata da artisti di tutto il mondo in diverse sfumature e stili nell’intento di esaltarne la terribile bellezza.

In contrasto con le ricorrenti raffigurazioni da cartolina  Archì reinterpreta il Vesuvio, ne esalta in maniera originale il valore spettacolare in occasione di una improvvisa eruzione.

 

Che materiale ha adoperato? 

Il cartone pesante per la struttura, un cartone più leggero per rappresentare la lava che scende lungo i fianchi del vulcano;  il disegno è fatto su carta semiruvida  incollata successivamente su ogni singolo pezzo e pastelli, pastelli, pastelli!  

Colore e forma si modellano innanzi allo spettatore, suggeriscono indizi segreti. Il senso drammatico dell’evento è attenuato dall’ambiguità della struttura, dal significato familiare delle matite colorate.

 

Da oggetto di design a scultura, gli scrigni di Archi si sono trasformati?

Per me sono sempre stati l'uno e l'altro, pezzi unici quindi sculture ma, al tempo stesso forma e dimensione sono ripetibili, allora sono oggetti di design; inizialmente  ho individuato per la decorazione, delle Collezioni a tema con cui sto ancora giocando, le sto indagando, trasformando e talvolta miscelando, come ad esempio in Studio Collection in giallo dove   le tematiche decorative  coesistono in un unico oggetto e addirittura si fondono in un solo disegno che scivola dagli scrigni al supporto. La novità sta nell'assenza dell'elemento di chiusura, gli scrigni del 2014 sono tutti scoperchiati. Mai celare semmai custodire.  

Le scatole preziose di Archì stanno lì, in attesa di prendere altra vita, ma  basta cambiare il punto di vista e il contenitore d’oggetti si trasforma in sostanza di sogni.

 

Che rappresenta Linead’arte Officina creativa una vetrina oppure un incontro?

Sicuramente un incontro, intorno ad un tema, tra linguaggi ed espressioni artistiche diverse tra loro.  

Che tipo di esperienza è la partecipazione ad una collettiva di questo genere?

Misurarsi con un'unica cromia è un momento percettivo di grande interesse, personalmente non mi sono posta il problema di come rendere il giallo o il rosso o quale oggetto/disegno sarebbe stato più interessante. Per un lasso di tempo più o meno lungo, ho convissuto con alcune sfumature di rosso e non sono stata io a “usare” il colore, in realtà è stato il rosso che si è impossessato dei miei pastelli

Il confronto con gli altri artisti è stato importante? Il confronto, se vissuto con serenità, è sempre importante, è sempre un momento di crescita interiore perchè  il valore dell'esperienza umana è per me elevatissimo  

In che modo continuerà a partecipare?

Non so se parteciperò ai prossimi eventi di Unique , devo sentire il colore dentro me per farlo, devo sentire il suo chiacchiericcio;sicuramente parteciperò ad un evento di Lineadarte Officina Creativa,che si tiene con   cadenza annuale. Si tratta di “Venti per Venti” mi stimolano le misure contenute, e credo che proporrò un piccolo quadro tridimensionale.

 

Prossimi progetti di Archì?

Archì è un flusso continuo di visioni, idee da sperimentare, piccoli e grandi progetti. In questi giorni sto lavorando al progetto “Come mi vuoi”   scrigni da appendere come quadri o come sculture, o da appoggiare. Sta inoltre prendendo forma l'idea di lavorare   con materiali diversi dal cartone, inconfutabilmente solidi ma, forse in estate potrò farvi vedere i primi pezzi.  

In realtà il colore, inteso come veicolo, catalizzatore ed emblema di emozione è una particolarità di Archì che costantemente manipola le tinte della propria fantasia trasformando i pensieri in dimensioni.

E’ un gioco affascinante che ci piace condividere.

 

(napoliontheroad 20 marzo 2014)

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