Napoli. Storie personaggi curiosità dagli antichi greci al Novecento

di Antonio La Gala

Il senso della storia che preserva la memoria

di Fiorella Franchini

 

Dimentichiamo in fretta: le vicende che fino a ieri sconvolgevano la nostra quotidianità, le parole che danno significato alla nostra vita, le emozioni cui affidiamo tutta la nostra persona.  

Nessuno può essere privato della propria memoria senza perdere la propria individualità. Senza memoria un individuo non si riconosce più e scompare, cessando di esistere. Analogo discorso vale per una comunità: senza memoria storica perde la propria identità.

La trasmissione della memoria è dunque per le società umane qualcosa di essenziale e necessario e diventa un rito collettivo condiviso quando il mezzo di trasmissione è un libro da acquistare, sfogliare, leggere.

La Storia non è fatta solo di grandi avvenimenti ma di tante piccole, importanti vicende che se non vengono trascritte e tramandate si perdono inesorabilmente. “La storia siamo noi” con la nostra quotidianità, le credenze e le usanze, i riti giornalieri.

Far riemergere ciò che abbiamo perduto o preservare quanto ancora ricordiamo, per sapere dove siamo e come ci siamo arrivati, è un compito importante e difficile perché occorre rintracciare, valutare, recuperare una storia minima che non sempre balza agli occhi.

Antonio La Gala, ingegnere, giornalista pubblicista, saggista, autore di L'
antica funicolare da Chiaia al Vomero, nel 2004; Vomero, Storia e storie, nel
2004; La Villa Floridiana al Vomero nel 2009; Quando Napoli andava in tram
nel 2011,
da anni è impegnato in quest’attività paziente che riassume nei suoi libri e nei suoi interventi giornalistici, contraddistinti sempre da un’analisi attenta e una narrazione fluida.

Una raccolta di luoghi della memoria, luoghi reali come monumenti, edifici storici, musei, fabbriche, oppure immateriali, quelli che nella Convenzione Unesco del 2003 sono definiti il “patrimonio culturale intangibile”.  Rappresentazioni, espressioni, conoscenze, strumenti, oggetti, manufatti e spazi culturali “, linguaggio e artigianato, spettacoli e riti, trasmessi di generazione in generazione, conservati e protetti per far si che non vadano persi nel tempo.

I libri di Antonio La Gala favoriscono il cosiddetto sense of past concepito come la percezione da parte di una comunità di sentirsi consapevoli del proprio passato, come esperienza collettiva e come parte integrante del tessuto intellettuale comune. Un senso disperso soprattutto tra i giovani che, pur in presenza di una dotazione ed elaborazione continua di elementi informativi, considerano la memoria e la storia sempre meno attraente e interessante.

Anche se questo non è una novità; già Nietzsche sosteneva che la storia era “un’occupazione da vecchi”, un “culto dei morti”, e che era proprio dei vecchi “guardare indietro”, “cercare conforto nel passato”. Ma a parte la provocazione del filosofo, sottolinea Paolo Sorcinelli, il passato c’era, incombeva e i giovani ne erano consapevoli. Invece, perché i giovani oggi dovrebbero interessarsi alla storia? Secondo Augusto Placanica la storia è “il solo mezzo per farsi un’idea di uomini e di cose” dei tempi andati e questo permetterebbe di comprendere i problemi del presente.

Tutti hanno bisogno del passato “in cui affondare le proprie radici”: – attraverso le memorie collettive e la storia – sostiene Paolo Prodi - si esplica una funzione parallela a quella “che lo psicanalista esercita a proposito della coscienza individuale”. Infatti, in entrambi i casi, lo scopo è di “fare emergere brandelli che rimangono nascosti e non emergono in superficie se non con un paziente lavoro di ricerca”. La differenza è che lo psicanalista lavora sulle storie individuali, lo storiografo su una dimensione collettiva. 

Napoli. Storie personaggi curiosità dagli antichi greci al Novecento, appena pubblicato per le edizioni Guida, è solo l’ultimo sforzo accurato, costante di Antonio La Gala. In questo caso l’autore racconta le mille sfaccettature di una città contraddittoria, restituendoci una napoletanità autentica fatta di fantasia, intelligenza, ironia senza mai scadere nella banalità.

E’ un omaggio al carattere partenopeo e all’anima immortale di Napoli, ma soprattutto un doveroso riconoscimento a tutti coloro che non si arrendono nel difenderla, che cercano disperatamente ogni giorno di salvare i luoghi e di preservare la memoria di tradizioni secolari impressa nei gesti e nelle parole, nella testimonianza delle generazioni che ci hanno preceduto.

Avere salde tradizioni e ripetere antichi riti con ingenua fedeltà è, forse, il segreto e la forza di molti napoletani ancora gelosi del proprio passato, anche se costretti a vivere in un interminabile e soffocante presente. Antonio La Gala è uno scrittore sagace, capace di identificare i segni umani e naturali presenti nel paesaggio, collocandoli in una cornice temporale e in una prospettiva storica. Il riconoscimento di tali segni sviluppa il senso e il valore del luogo, nonché la consapevolezza dell’importanza di conservarlo e valorizzarlo attraverso la continua rivitalizzazione della memoria. Un lavoro che semina nelle coscienze e, forse, ci renderà arbitri di un futuro migliore.

(napoliontheroad – 14 giugno 2016)

 

 

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