I Luoghi del libro

IoCisto

Quando la Libreria è Fashion

di Fiorella Franchini

E’ una contraddizione tutta napoletana quella di andare sempre controcorrente e così, mentre le vecchie librerie chiudono, soffocate dalla crisi, l’intraprendenza partenopea si arma di buoni propositi e apre un luogo dei libri nel cuore del Vomero.

IoCisto è figlia dei social network e di un’idea condivisa.

Subito dopo la comparsa del post su FB del 13 maggio, appena ci si è resi conto che l'interesse di tanti era concreto, - racconta Alberto della Sala, direttore della Libreria - abbiamo deciso di riunirci approfittando dell'ospitalità della V Municipalità; subito dopo ci siamo divisi in gruppi che studiassero i vari aspetti del progetto, da quello finanziario a quello legale, dalla comunicazione e, naturalmente, al progetto di libreria da realizzare; altre riunioni hanno portato alla nascita dell'Associazione, all'elezione del Presidente e del Consiglio Direttivo, alla costituzione davanti al Notaio, all’individuazione e acquisizione della sede, alla sua inaugurazione il 21 luglio, alla sua parziale ristrutturazione, all'impianto di libreria, all'inaugurazione appunto della libreria il 25 ottobre... e si continua. In meno di sei mesi, dal futile di FB alla realtà di Via Cimarosa, 20.

Insomma, lasciate da parte “lacrime napulitane” e fatalismi circa centocinquanta persone si sono rimboccate le maniche e hanno cominciato una colletta mediatica non solo economica ma fatta, soprattutto, di consensi e propaganda. Qualcuno ha lasciato ma in tanti si sono aggiunti, cittadini comuni, artisti.

Ormai siamo 700 e passa associati, - continua della Sala - ognuno con lo stesso diritto di voto, che con il loro impegno di tempo professionalità, entusiasmo, passione, sacrificio, e perché no, con i 50 euro richiesti per l'associazione hanno creato dal niente una libreria, e si accingono con la campagna 2015 di rinnovo associativo a permetterne la sopravvivenza e lo sviluppo; tra di loro e, anche esternamente all'Associazione, esperti di diritto societario stanno studiando la formula migliore per la figura giuridica che guiderà l'impresa-Libreria, dalla SRL alla SPA alla Cooperativa di consumo; nella prossima assemblea sarà presentato il risultato del loro lavoro e la proposta da essi raccomandata.

Chi sono i soci della Libreria, Angeli?

Sei mesi fa il posto non c'era, poi 100, 200, 400, 700 pazzi eroi hanno cominciato a sognare; hanno sognato insieme una libreria, l'hanno sognata bellissima, con i libri e le idee, le presentazioni e gli eventi, i laboratori e il cazzeggio, i bambini e gli anziani, la musica e il cappuccino, i tavolini e gli scaffali....poi si sono svegliati, quei settecento, e invece di sbadigliare e girarsi dall'altra parte per vedere se riacchiappavano il sogno, semplicemente si sono alzati. E L'HANNO FATTO. Eccoli, gli Angeli.

Il crowdfunding ovvero il finanziamento collettivo ha funzionato. Il processo collaborativo di un gruppo di persone che ha utilizzato il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi dell’associazione ha generato un micro-finanziamento dal basso che ha  mobilitato persone e risorse, come accade ogni anno per circa mezzo milione di progetti europei che, altrimenti, non riceverebbero mai i fondi per vedere la luce. La raccolta è continua, il web rimane la piattaforma privilegiata per l’incontro e la collaborazione, il passaparola è “virale”.

Il programma è ambizioso: non solo vendita di libri ma una libreria che parla, che racconta storie con la voce degli autori ma anche di attori e narratori. Si pensa alla creazione di uno spazio multimediale in cui siano messi a disposizione supporti tecnologici che riproducono in audio brani di libri. Con le letture la possibilità di ascoltare musiche e guardare film che potranno essere visti sui supporti disponibili in sede. “Una libreria che scrive”, con la realizzazione di una testata giornalistica online che racconti i libri, i loro personaggi, i loro autori, i luoghi e le notizie letterarie, che consenta di confrontarsi e sostenga gli scrittori emergenti con progetti editoriali completi, che prevedano servizi di editing, correzione di bozze, grafica, consulenza marketing.

Se, come scrive Jean-Luc Nancy, “la libreria è una profumeria, una rosticceria, una pasticceria: un'officina di sentori e di sapori attraverso i quali si lascia indovinare, supporre, presentire qualcosa come una fragranza o come un aroma del libro”, il lettore di IoCisto sfoglia, ispeziona, quasi alla cieca, non divora i titoli ma li annusa, li gusta.

Una libreria tradizionale, tranquillizzante per il quartiere, - precisa il direttore -con l'offerta delle grandi case editrici, dei grandi autori, dei grandi classici; in più una straordinaria attenzione alla editoria "minore" con una grande visibilità offerta a cataloghi finora ignorati nelle librerie tradizionali e un occhio particolare a tanti editori locali, vero tessuto connettivo della cultura della nostra città; in più un settore dell'usato alimentato proprio dalle donazioni dei nostri soci e dei cittadini, che risulta essere un ottimo sistema di finanziamento; un piccolo angolo dell'antiquariato, una ricca sezione ragazzi e bambini; in più, ancora, la possibilità di eventi, presentazioni e manifestazioni varie, con la possibilità addirittura per i soci di fittare i locali della libreria per eventi privati; e tanto altro...

Qualcosa di cui avevamo voglia senza saperlo, oppure no?

Il Vomero, e Napoli in generale, non avevano bisogno di un altro posto dove comprare libri. Al Vomero, a Napoli, se vuoi comprare un libro trovi edicole, bancarelle, dignitosissime piccole librerie, supermercati, la libreria ex FNAC che è ancora una buona occasione d'acquisto. Quello che al Vomero non c'è più, e non da pochi mesi ma da anni, è il "posto del cazzeggio". Non sono parole mie, sono di un mio "socio", amico e fratello, Maurizio de Giovanni; manca il posto dove incontrarsi tra i libri, parlare di libri, appiccicarsi sui libri, addirittura ignorare i libri e parlare di altro mentre i libri sono la a profumarti la vita; un posto dove dici: sono a casa mia, anche qui…

Un luogo dei libri dove  il nome significa proprio: "Si, ci sto... ci sto a impegnarmi per la nascita e la crescita della libreria, ci sto a dare le mie competenze, il mio tempo, la mia passione, ci sto a diffonderne l'idea con parenti, amici, colleghi, ci sto a metterci anche soldi. Io ci sto!"- ribadisce Alberto della Sala.

Un testimonial di grido, tante iniziative, intriganti come spot pubblicitari, un consenso “social”: sarà la volta buona in cui il libro si trasforma  in oggetto del desiderio?

La Libreria diventa Fashion.  La rivoluzione è cominciata.

 

(napoliontheroad 13 dicembre 2014)

 

 

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