Non rompete…le scatole, amatele!

 

di Fiorella Franchini

 

Archì, ovvero gli scrigni di carta e colore di Gabriella Pesacane, sono l’esplosione della fantasia.

Ghirigori che diventano spirali, gocce ed onde, trasformano scatole, taccuini, segnalibri, biglietti, in forzieri d’emozioni visive e tattili. I colori si toccano, le forme si accarezzano, i pensieri zampillano come sorgenti multicolori, si riversano sulla carta e creano suggestioni.

Opere d’arte che rivelano un modo del tutto unico di interpretare l’universo personale e collettivo.

“Da piccola trascorrevo buona parte del tempo a costruire oggetti di cartone e casette con i mattoncini colorati, andavo spesso nella cartotecnica del mio prozio e con i ritagli che mi regalava, facevo i bigliettini di auguri e le scatolette per l'albero di Natale.”.

Archì cerca la bellezza e l’armonia e, se non la trova, prova a crearla. Gli scrigni si appoggiano come scatole, si usano per custodire gioielli, argenti, cristalli, porcellane, essenze, tessuti, liquori, delizie, ricordi, pensieri.

Le scatole mi hanno sempre attirata, da bambina armeggiavo nell'armadio dove sul fondo, mia madre teneva le scatole con i cappelli, mi deliziavo ad aprirle con delicatezza, ne estraevo un cappello, lo ammiravo e lo riponevo. Pur sapendo bene cosa contenesse ogni scatola della casa, le aprivo ogni volta con il gusto della scoperta; poi in un tiepido pomeriggio di fine maggio ho

trovato una scatola di colore nero, stava lì appoggiata sulla "campana" dove si getta la carta, stava lì aspettandomi. Senza esitare l'ho presa, ho sollevato il coperchio e un lato si è ribaltato davanti. Questa sì che è una scatola a sorpresa, mi sono detta.”

Stanno lì, in attesa di prendere altra vita; basta cambiare il punto di vista e il contenitore d’oggetti si trasforma in sostanza di sogni.

 “Vado su e giù lungo il foglio, dall'esterno all'interno della forma e mi sento proprio come Aracne. Son qui a tessere trame di colore. Son qui a fare progetti di armonia.”

Predilige i fondi scuri: nero, grigio, marrone, blu notte, amaranto. Traccia i disegni con i colori oro e argento, lasciando miriadi di puntini luccicanti sulla carta: polvere di luce. All'origine c'è quasi sempre uno scarabocchio di quelli che si fanno per noia o per vagabondaggio. I pastelli si divertono a tracciar segni senza uno schema eppure, ogni disegno è formato da pezzi colorati, come pietre preziose che compongono un gioiello.

Ogni colore è un istante a sé: frammenti di cielo, pezzetti di sole, un rosso bacio perduto, un petalo blu, una linea, una curva, un quadrato, un cerchio e, dentro, una porzione di Universo. Le collezioni hanno nomi fantastici: Aracne, Ooonda, Vortex, Buffa, Colorè, Les Boulles, Aquarius, Jouer. Disegni e colori non sono mai distinti e mano a mano che disegna, dipinge. Più il disegno si fa preciso, più il colore diventa armonioso, seducente, talvolta, si trasforma in parola.

 “Perché non scrivere disegnando o disegnare scrivendo? Provo a scrivere ABECEDARIO su di una scatoletta cilindrica, la guardo ed esclamo: "Che BUFFA!" Fata gialla, Fata turchina, Fata rossa, Fata verde, sogna la più bella, s'addorme la piccina…”

Le figure sono formate da parole che si mutano in casette, porticine, stradine, palloncini. Blu serotino, Rosso magenta, Grigio antracite, Giallo zafferano…le parole fuggono e ritornano nascondendosi in taccuini, segnalibri, cartelle, agende, una cartoleria artistica che rappresenta quasi “un’arte ecosostenibile ante litteram”.

Illusioni di carta e cartone. Disegnare e costruire, cogliendo rapporti molteplici, sviluppandoli secondo una logica nuova.

        “Ogni mattina esprimo alle mie mani tutto il rispetto che meritano, dico loro che le amo perchè sono le artefici di questo momento artistico, rispetto tutte le piccole rughe che il tempo ha disegnato sul dorso, rispetto i "calletti", le piccole deformazioni delle mani…”

Un’idea intorno ad ogni linea.  Archì vive un’incontenibile ed infinita passione, guarda la propria anima e quella della città e la restituisce al mondo diversa, originale, intensamente partenopea.

(pubblicato anche su L’Isola)

 

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