Feste e Festicciolle

festeggiamo con il passato il nostro futuro

 

 

 

di Fiorella Franchini

 

La festa popolare è un importante momento di ritrovo della comunità nella quale ha luogo: ognuno, partecipandovi, si sente parte integrante dell' insieme sociale al quale appartiene. Secondo Aldo Capitini  vi si trova una ragione più profonda della vita, una solidarietà più salda, un anticipo della liberazione, un'atmosfera in cui ci si purifica, ci si eleva, ci si abbandona”.

Il lavoro di Laura Bufano e Umberto Franzese vuole recuperare questo spirito identitario, l’orgoglio delle radici e il senso di appartenenza, riproponendo molte delle più note feste tradizionali napoletane, espressione antica del folclore popolare.

Sono tutte collegate ad eventi religiosi le cui radici si perdono spesso nella notte dei tempi in riti di origine pagana. Hanno in comune fantasia e meraviglia, un sentimento religioso che ha bisogno d'un esteriore manifestazione, che impressioni e commuova, la libertà della trasgressione. Da qui il coinvolgimento di tutti i sensi e di tutte le loro espressioni: la musica e le canzoni, i piatti tipici, le scenografie colorate, i profumi, il contatto quasi fisico tra i partecipanti e con l’oggetto di devozione.

Il calendario dei festeggiamenti è ampio ed articolato e comincia con il mese di gennaio per raggiungere il culmine in primavera e in estate. Alcune feste interessano prevalentemente dei quartieri, mentre altre sono particolarmente sentite in provincia.

Esse hanno avuto e ancora mantengono una forte valenza umana e morale, oltre che culturale. La festa tradizionale napoletana, non è solo  divertimento ma l’occasione di dimenticare le preoccupazioni quotidiane e sperare  un futuro migliore, è un momento aggregativo ancora essenziale perché al suo interno  un saluto, un sorriso o un augurio non sono solo di circostanza.

L’invito al recupero di questi riti che anima il racconto degli autori e la prefazione di Umberto Franzese, pubblicati nell’elegante edizione di Ruggiero Savarese,  offrono una riflessione profonda che suggerisce il   recupero del valore del momento festivo come valorizzazione e rigenerazione del tempo in quanto invenzione sociale fondamentale, lontana dalla moderna “logica economica di produzione-consumo del tempo del lavoro”.  La festa come tempo della libertà e del dono, propone Francesco Belletti, “ in grado di restituire valore e significato al tempo familiare, alle relazioni, agli affetti e allo stesso tempo libero, troppo di frequente ridotto a “tempo da consumare”. Solo la festa può ridare un senso al tempo trascorso dedicandosi al lavoro, spesso ridotto a strumento per ottenere reddito anziché a creativa e gioiosa trasformazione del creato per il bene di tutti.”

Ben vengano, dunque, Feste e Festicciolle,  da non considerare né “rottami di antichità” come definiva Vico le tradizioni popolari, né  folclore  progressivo secondo l’interpretazione di Gramsci, e neppure uno strumento propagandistico di fondamentalismo culturale e campanilistico.

Occorre fare molta attenzione alla mercificazione del folclore perché, come sottolinea Luigi Maria Lombardi Satriani, nonostante le feste tradizionali così come i canti, i proverbi, la lingua, siano entrati in un ampio circuito culturale che li vede protagonisti, al cinema, in teatro, in tivù, in letteratura, si rischia “che questa 'riscoperta' del mondo popolare sia una nuova maniera per mantenere tale mondo nella sua subalternità e per negarne, in forme diverse, la cultura”.

L’ampia narrazione di Laura Bufano e Umberto Franzese,  curata e appassionata, rappresenta, dunque, un documento utile e suggestivo, non un ambito esclusivo, una nicchia  in cui rinchiudersi e da cui escludere chiunque altro. Tradizioni e cultura popolare possono far comprendere e spiegare molti aspetti della nostra specificità ma non devono trasformarsi in una pericolosa fonte di discriminazione. L’atteggiamento cosmopolita non è mai una debolezza, anzi resta la forza e la ricchezza di Napoli, della sua storia, del suo patrimonio culturale.

Festeggiamo con il passato il nostro futuro.

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