Se “ La Grecia nazista minaccia l’Europa”

L’Alba Dorata di Dimitri Deliolanes

 

di Fiorella Franchini

“ La Grecia nazista minaccia l’Europa”. Non usa mezzi termini Dimitri Deliolanes giornalista e corrispondente della ERT, la radiotelevisione pubblica greca chiusa un anno fa. Il suo saggio dedicato ad Alba Dorata è la lucida e puntuale analisi di un fenomeno che deve mettere in guardia tutte le istituzioni democratiche del vecchio Continente.Alba Dorata, o più correttamente Lega Popolare - Aurora Dorata è un partito greco di estrema destra di orientamento nazionalista e autonomista rispetto all'Europa e di formazione neonazista. Quest’ultima etichetta è rifiutata dal suo leader  Nikólaos Michaloliákos nonostante le caratteristiche operative del gruppo e la simbologia adottata (Croci celtiche e insegne del Terzo Reich, insieme con l’antico “meandro” greco, testi nazisti).Cavalcando lo scontento nazionale Alba Dorata ha condotto una campagna politica ed elettorale basata sulla lotta alla disoccupazione, alle politiche di austerità economica imposte dall’Europa e all'immigrazione; si oppone al marxismo, alla globalizzazione e al multiculturalismo, propugnando la chiusura delle frontiere e l’uscita dall’Euro. Entrato in Parlamento nel 2012, ha ottenuto quasi il 7 per cento e 18 deputati. e un consenso che ha raggiunto nell’estate del 2013 il 26%. Rappresenta la cima di un sentimento reazionario che serpeggia nella coscienza popolare greca e comunitaria e che non si fa scrupolo di utilizzare tutti gli strumenti tipici dei partiti totalitari per accrescere il proprio seguito: il populismo, la violenza fisica e verbale, la manipolazione dell’informazione che, con la cessazione della tivù pubblica, è nelle mani dei privati collusi con gli interessi finanziari ed economici. Un atteggiamento ben diverso dall’amor di patria poiché “Il nazionalismo greco è un nazionalismo culturale, non si basa su teorie del sangue e della purezza della razza” ribadisce Deliolanes nell’incontro di presentazione del libro, patrocinato dalla fondazione Lermontov presieduta da Vanina Zaccaria.  Una deriva pericolosa che, se da un lato mette in luce la supremazia dei paesi forti dell’area euro e lo strapotere della Finanza, dall’altra diventa terra fertile per la crescita d’ideologie estremiste e antidemocratiche.
Il libro di Deliolanes diventa, in tal modo, un percorso collettivo di riflessione critica, d’impegno ad approfondire le vicende politiche attuali e passate, gli episodi d’intolleranza e di negazione dei diritti umani. Meccanismi e conseguenze pericolose che simili ad un contagio virale si propagano e finiscono inevitabilmente per influenzare tutti gli stati occidentali.
L’odio corre sul web e infiamma le piazze ed è sempre più difficile distinguere le motivazioni e le finalità, soprattutto quando si affievolisce la memoria storica.Dalla Grecia, patria della nostra civiltà, la coscienza critica del sano giornalismo mette in guardia la politica e la società civile. Una voce nel deserto? Può darsi. La guarigione esige un recupero dell’etica, di una moralità profonda e costruttiva che ricollochi l’uomo e non il profitto al centro delle prospettive di sviluppo. Spetta alle forze intellettuali levare le maschere. Ci prova con coraggio l’analisi di Deliolanes, con commozione il video prodotto dalla Comunità Ellenica di Napoli e Campania in collaborazione con l’Associazione Italo-ellenica “La Stella di Rodi, dal titolo “La lacrima rubata” che documenta la chiusura della ERT. Testimonianze di fatti, un impegno a rimanere vigili, pronti alla difesa dei valori della democrazia e dei diritti umani. “Si può fare di più, fuori e dentro di noi”.

(Napoliontheroad 12 febbraio 2014)

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