A Napoli la Giornata Europea della Giustizia Civile

e I diritti dei Migranti in Europa

di Fiorella Franchini

Anche quest’anno, il 25 ottobre 2015 si è celebrata la giornata europea della giustizia civile che ha dato modo agli Stati del Consiglio d’Europa di programmare incontri volti alla formazione degli operatori del diritto e alla sensibilizzazione delle persone verso i temi della giustizia civile. In Italia le celebrazioni si sono susseguite con diverse date e modalità e la Corte di Appello di Napoli con il Presidente Antonio Buonajuto, in collaborazione con la Sezione territoriale didattica della Scuola Superiore della Magistratura, Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e le Università campane ha organizzato, nell’Auditorium del Palazzo di Giustizia, per il 19 novembre 2015, un dibattito su “I Diritti dei Migranti in Europa”.

Un tema attuale, controverso che ha già determinato un aumento del carico civile del Tribunale di Napoli, con un incremento annuale superiore al 50% come ha sottolineato il dott. Pasquale Serrao d’Aquino, giudice di Appello, che ha evidenziato anche la delicatezza delle statuizioni poiché “sul giudice civile incombe il dovere di ampia indagine, di completa acquisizione documentale anche officiosa e di complessiva valutazione anche della situazione reale del Paese di provenienza, doveri imposti dalla complessa legislazione della comunità europea.”.

Le Migrazioni sono un elemento strutturale della Storia dei popoli e gli esseri umani, ovunque si trovino, hanno diritti che devono essere tutelati. Secondo i dati di Amnesty International, oltre 200 milioni di persone nel mondo vivono fuori del paese in cui sono nate. Tra queste, quasi 10 milioni sono richiedenti asilo e rifugiati che hanno dovuto lasciare il luogo di nascita per mettersi in salvo dalla persecuzione, dalla tortura o da altre gravi violazioni dei diritti umani. Ogni anno migliaia di persone muoiono nel tentativo di raggiungere un altro paese e, tra coloro che arrivano a destinazione, in molti incontrano abusi alla frontiera o all'interno del territorio, tra cui la detenzione arbitraria, le espulsioni collettive, la discriminazione, il razzismo e la xenofobia. Inoltre, i richiedenti asilo e i rifugiati vanno spesso incontro al rischio di un rinvio verso il luogo dove sono perseguitati. Nonostante le molteplici norme internazionali che proteggono i diritti umani di migranti e rifugiati spesso non ci sono misure concrete oppure bisogna scontrarsi con la realtà contingente, crisi economiche, sicurezza nazionale e internazionale.

Il convegno, aperto agli operatori del diritto, agli studenti, ai cittadini, con i vari interventi tra cui quello del Prof. Giuseppe Castaldi, Direttore Centro di Eccellenza J. Monnet sui Diritti dei Migranti nel Mediterraneo, Università “l’Orientale e della dott.sa Flavia Rolando dell’Università Federico II, ha fatto il punto sulla normativa vigente, evidenziando le varie forme di tutela, quella internazionale, sussidiaria e umanitaria e le applicazioni pratiche, le implicazioni sociali ed economiche delle decisioni del giudice civile.

La portata del fenomeno è sotto i nostri occhi e la teorica protezione dei diritti umani sancita dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dalle convenzioni internazionali si realizza quotidianamente in uno sforzo senza precedenti di applicazione dei valori di rispetto, d’accoglienza, di salvaguardia, di non-discriminazione che coinvolge tutti gli aspetti della società. L’etica e la morale si battono al fianco delle ragioni di sicurezza e sostenibilità, in un incontro/scontro sempre più difficile da conciliare.

La Giustizia Civile, in prima linea di fronte alle istanze sociali che mutano, cerca di adeguarsi ai tempi, esaminando, da un punto di vista processuale, l’indistinta domanda di protezione internazionale e le condizioni di sostegno sia esso il riconoscimento di uno status preciso o il rilascio di un permesso di soggiorno sostenuto da ragioni umanitarie, valutando caso per caso la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale. “Terrorismo è tema diverso dai migranti” ha ribadito uno dei relatori il prof. Andrea Patroni Griffi, giurista e costituzionalista della Seconda Università di Napoli.

Resta la sfida giuridica e personale di quanti, giudici, avvocati, studiosi, legislatori, sono impegnati nell’applicazione delle leggi, fondamento dell’umana convivenza poiché, come ha sostenuto Immanuel Kant “La violazione del diritto avvenuta in un punto della terra è avvertita in tutti i punti” e non si può sfuggire da questa logica.

(napoliontheroad – 19 novembre 2011)

 

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