Le nuove frontiere della Psicologia

Intervista ad Alfonso Amatore, counsellor psicologico

di Fiorella Franchini

 

Letteralmente la psicologia è lo studio dello spirito o dell'anima, la "scienza della mente",  una disciplina composita i cui metodi di ricerca sono sperimentali, cioè verificati sul campo,  hanno una dimensione individuale e, al tempo stesso, una grande attenzione all'aspetto sociale e di gruppo, al rapporto tra soggetto ed ambiente. Implicazioni sempre più ampie  che necessitano di approcci diversificate al passo con i grandi mutamenti sociali.

Nascono, dunque, nuove sottodiscipline  con differenti matrici di riferimento che tentano non solo di indagare il grande mistero della psiche umana, ma di offrire un valido supporto a quanti soffrono la sofferenza psichica.

Alfonso Amatore studia e sperimenta da anni varie tecniche apprese in ambienti diversi d’insegnamento nel campo delle terapie e degli approcci per l’aiuto alle persone nei momenti di difficoltà  e ha messo in campo un nuovo modello d’intervento.

Alfonso Amatore, i “Modelli Sistemici – Caratteriali” sono  un nuovo approccio psicologico ai problemi del disagio esistenziale?

Esatto, è la sintesi di due metodi di intervento a favore di persone che vivono momenti di disagio esistenziale che sono, le “Costellazioni familiari”, fondate da Bert Hellinger, psicologo e scrittore tedesco, ricercatore di teologia e pedagogia che ha studiato, con tale tecnica, come riportarci a sentirci “degni del proprio  posto” in famiglia (attuale e di origine), e l’Enneagramma, promosso in tutto il mondo dal prof. Claudio Naranjo, psichiatra, psicoterapeuta e antropologo cileno, del quale sono stato allievo per nove anni, che aiuta a comprendere come abbiamo appreso a essere “inautentici” dal momento che ci siamo sentiti esclusi e non visti. Una maschera specifica, spesso adottata da bambini, che ha negato l’espressione libera e  autentica quali la gioia, la serenità, l’appagamento e la fiducia per la vita.

 Quale è la figura professionale di riferimento?

Lo psicoterapeuta e il counsellor. Il primo opera sulle persone partendo da un’idea di “diagnosi” del comportamento dei pazienti, spesso proseguita da lunghe ricostruzioni del senso di se stessi. Il secondo (counseling= dal latino “consùlo” che vuol dire: venire in aiuto di) che, attraverso specifica costante formazione, realizza interventi decisamente più brevi che possono portare a riscoprire all’assistito le origini dei suoi problemi e di cercare insieme soluzioni “concrete”, spesso, prima che diventino disagi comportamentali e mentali radicati (depressione, eccetera).

In tre punti, in cosa consiste questo nuovo metodo?

Inquadrare la persona con empatia immedesimandosi nei suoi panni e “immaginando” i relativi disagi che vive verificando qual è il sintomo emotivo passivo e spesso  ripetitivo persistente. Accompagnare la persona, dai dialoghi e idee negative su di se e sulla vita in genere, alla ricerca dei problemi “reali” che lo circondano, spesso censurati e negati, e cercare soluzioni “concrete” adatte al cambiamento, sostenere e valorizzare la persona assistita nella fase del cambiamento aiutandolo a un pensiero nuovo e positivo della vita.

A chi è rivolto in modo specifico?

A chi vive un disagio legato alle fasi critiche della vita: la nascita di un figlio, le crisi adolescenziali dei figli, la perdita del lavoro, il rapporto col danaro, la separazione dal partner, il pensionamento, ecc.

Quali sono i risultati da raggiungere?

L’interruzione a credere e a ripetere mentalmente un’idea negativa di se e della vita; cambiare abitudini e stili di vita sfavorevoli che impoveriscono psicologicamente e praticamente; affermarsi in campo affettivo, sociale e professionale, sentirsi al “centro della vita” e non più ai margini, per raggiungere, nella fase finale del trattamento, senso  di amore e gratitudine per la vita.

Come e dove si segue questo metodo?

Durante consulenze individuali, di coppia o in gruppi più allargati. In quest’ultimo caso si può vivere la dimensione del confronto e della comprensione del fatto che i nostri problemi sono spesso comuni a tanti. In tal modo possiamo percepire minore disagio e ridotto senso di inadeguatezza.

Prossimi appuntamenti?

Martedì 8 aprile presso Associazione Thelema al Vomero, ho cominciato il secondo di un ciclo di incontri programmati durante l’arco dell’attuale primavera.

Molte decorazioni di antichi vasi greci raffigurano lo spirito come una farfalla. “Nella caduta ci sono già i germogli della risalita, fragili ma verdi. Vanno coltivati con premura” ha scritto  Jung , tra questi fiori lasciamo volare le nostre ali e l’inconscio non guiderà la nostra vita, non lo chiameremo più destino.

 (napoliontheroad 10 aprile 2014)

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