Il Mistero dei segni di Ahmed Al Safi

In mostra alla Libreria  Mooks fino al 31 gennaio

di Fiorella Franchini

 

Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale scrive Marcel Proust e l’originalità di Ahmed Al Safi è tutta nella semplicità apparente delle sue creazioni. Lo scultore iracheno nato sulle sponde dell’Eufrate, a al-Diwanya nello spazio di mondo dove ebbe inizio la storia dell’umanità, e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Baghdad, dove è stato allievo di Ismail Fattah, con il suo simbolismo profondo e complesso, sembra scuotere dall’anima la polvere del tempo, rendendo visibile ciò che non lo è più. Lo affascina il momento esatto in cui l’uomo ha scoperto che poteva esprimere se stesso al di fuori del proprio corpo attraverso vari materiali, come la pietra, il bronzo, o pigmenti con i quali realizzare i primi dipinti parietali, ne rivive l’emozione e ne riproduce lo stupore, il senso di meraviglia nel mondo.

L’artista che è vincitore del "Premio Ismail Fattah Al Turk " per giovani scultori nel 2000, e vive e lavora da dieci anni in Francia, è un ricettacolo di suggestioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma, da un pensiero, da un sogno. Sembra quasi che egli sogni di dipingere e poi crei il suo sogno, dando consistenza materiale alla sostanza effimera di chimere e miti, fantasie ancestrali.

Ahmed, quanto incide nella sua espressione creativa l'ambiente, la cultura del suo nuovo paese o pensa che si sarebbe evoluta nello stesso modo se fosse rimasto in Iraq?

Certamente il fatto di trovarmi in un altro posto che non sia il mio paese d’origine influenza la mia creatività, soprattutto per l’impiego di materiali diversi. Vivendo in Iraq i cambiamenti e le evoluzioni della mia arte sarebbero legati all’effetto del mio vissuto nelle terre di Mesopotamia e al diverso scorrere del tempo, con ritmi diversi e soprattutto con le ansie che la situazione drammatica mi determinerebbero. Vivere in occidente, mi provoca una rasserenante malinconia, ma sono felice perché riesco a produrre. Quindi la differenza è, come sempre, nei luoghi e nel tempo.

L'arte di Ahmed Al Safi, nonostante l’autore, ribadisca la netta separazione della sua ispirazione dalla politica, ha sicuramente assimilato il vissuto del disagio dell'embargo e della dittatura saddamista, l'arrivo delle truppe straniere, anche per la difficoltà di procurarsi la materia prima, acuendo il lui una profonda necessità di trovare il proprio mondo interiore.

Quanto è difficile nel suo paese di origine essere artista? Essere un artista non è difficile, è difficile essere liberi, e un artista deve essere libero.

Le sue sculture elegantemente plasmate in ferro o in bronzo, e i suoi dipinti a colori o in bianco e nero, mostrano figure agili e flessuose che, svuotate dalla gravità,  esaltano il moto dell' "animo", come se arrestasse il movimento, che è vita, attraverso la sua arte, tenendolo fermo fino a quando qualcuno lo guarderà. Allora, tornerà a muoversi, mostrando non ciò che si vede ma il suo senso. Pitture e sculture vivaci, dinamiche, fiabesche, le cui forme idealizzate rimandano a un mondo mitologico e leggendario, in nome di un ritorno a un'umanità primordiale e senza vincoli.

Un universo spirituale in cui è divenuto fulcro della sua capacità creativa il movimento dinamico, il moto interiore dell'Essere Umano. “Un segno distintivo del mio stile – conferma Al Safi - è La ricerca e lo studio di simmetrie della dinamica che utilizzo al bene di rafforzare il Movimento”.

Il movimento che cerca d'interpretare è un sentimento di libertà o un’ansia di elevazione spirituale? Il movimento che interpreto è ovviamente rivolto alla ricerca di libertà. Per me l’immagine spirituale nella storia dell’umanità è semplicemente l’immagine e l’idea totale di libertà.

Ha già in mente un nuovo progetto artistico? Sì, in questo momento, nell’atelier di Issoudun in Francia che divido con mia moglie, la pittrice napoletana M.Chiara Di Domenico, sto lavorando a un progetto di creazione bidimensionale nel tridimensionale.

 

Ha in programma nuove esposizioni? Il prossimo anno, sono stato chiamato a due esposizioni in Francia, poi sto avendo un discreto interesse da parte di operatori dell’arte italiani.

E in Italia Ahmed Al Safi esporrà le sue opere fino al 31 gennaio nella Libreria Mooks di Piazza Vanvitelli a Napoli. Un’occasione per leggere una storia personale e corale attraverso il mistero dei segni, ognuno intuendo con le sfumature della propria emotività e fantasia.

(napoliontheroad – 4 gennaio 2016)

 

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