Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo

ANTOLOGIA POETICA
di raccolte antologiche di poesia contemporanea se ne vedono a dismisura, spesso però...

commenti di Claudio Fiorentino

 

Di raccolte antologiche di poesia contemporanea se ne vedono a dismisura, spesso però, queste stesse raccolte, per quanto contengano anche lavori pregevoli, si limitano ad essere uno specchio per narcisi, dove autori  APS, a volte anche di grande valore, annegano nell’operazione commerciale dell’editore che punta a soddisfare le esigenze di scrittori poco noti, e non si cura dei lettori, sapendo già da subito che la poesia non la legge nessuno, tantomeno in Italia, dove i poeti hanno sempre avuto vita difficile.

Anche nelle librerie possiamo trovare tantissime antologie e raccolte poetiche, si tratta di volumi pregevoli che vale la pena comprare, leggere e studiare, tuttavia, dato che gli editori sono vittime delle impietose leggi di mercato, non contengono certo scritti di poeti contemporanei nel vero senso del termine, e se va bene, si fermano a Pasolini o a Alda Merini.

Questo avvilente scenario ci farebbe pensare che di poeti veri, oggi, in Italia ce ne sono pochi, ma non è così.  Basta cercare sui vari Blog immersi nella rete, su siti web, su bancarelle che rivendono avanzi di magazzini, si trova di tutto, dal lavoro in itinere all’opera compiuta, dalla poesia adolescenziale che ognuno di noi ha scritto almeno una volta nella vita, all’opera maestra di autori sconosciuti e meritevoli.

Tutto questo lavoro, però, non trova uno spazio di divulgazione degno, e spesso si perde nel granaio del web per scomparire tra il miliardo di miliardi di informazioni che troviamo nella piazza comune.

Ma sapete, il web è sterminato, non certo come nella storia le statue Parlanti, e in special modo il Pasquino, che non ha mai tradito la sua funzione originale di divulgare la voce del popolo, immolandosi a spazio di tutti, essendo un blog ante-litteram che ha resistito nei secoli alla Roma papalina, al risorgimento e al fascismo, e ancora oggi resiste dando alla poesia la funzione primaria della critica e dello sberleffo. Ma si sa che il Pasquino oggi è un po’ solo, la sua pietra è consumata e manifesta cenni di stanchezza e non è cero potente come il web.

Inoltre, se pensiamo a quanti poeti ci sono al mondo, e senza andar lontano restiamo in Italia, ci verrebbe da rabbrividire. Milioni, diversi milioni. Alcuni di essi sicuramente meritano di pubblicare, di essere inseriti in una raccolta, in un’antologia, molti di essi sono vittime di un’editoria avventuriera che si occupa di stampare senza promuovere né distribuire, altri più modestamente accettano il limite della nostra società, e non pubblicano, un po’ perché non hanno i soldi per permetterselo, e un po’ perché hanno capito che comunque è inutile.

Questo sarebbe il movente. Non pubblicano perché tanto è inutile. È vero, pubblicare non serve a niente, tanto sanno che l’editore che ti accetta tra i suoi autori poi non ti distribuisce né ti promuove perché i costi sono elevatissimi, e comunque in Italia non legge nessuno.

Ma diamine, di buona poesia se ne scrive tanta, perché lasciarla marcire nei cassetti di casa o nei magazzini di un editore?E poi perché quando si parla di poesia italiana ci fermiamo agli anni settanta? Chi tra i nostri conoscenti è in grado di elencare almeno cinque nomi di poeti viventi? E chi tra i nostri amici ha veramente pensato che la poesia non si è mai fermata e ha fatto sempre, nei limiti dei suoi poteri, un sonoro richiamo ai bisogni dell’Anima?

Questa realtà, a mio parere, non deve essere accettata con rassegnazione, la poesia contemporanea va letta, divulgata, capita, dopo essere stata scritta deve vivere di vita propria, non è augurabile perdere il patrimonio di versi e di parole che dopo aver parlato dall’anima dell’autore, chiedono di parlare all’anima del fruitore. Forse occorre un’idea, uno spunto, un progetto… e poi un editore che faccia il lavoro dell’editore e che sposi il progetto, e che lo porti avanti.

Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, forse mossi da queste riflessioni, hanno pensato alla stesura di un progetto che non pretende di coprire tutta la poesia italiana di valore, ma almeno prova a raccoglierne una parte in un pregevole volume, pubblicando  lavori di alcuni poeti attivi sulla scena nazionale negli ultimi venti anni, tutti meritevoli di lode.

L’idea non è peregrina, e viene da due luci della poesia contemporanea, Ninnj ed Antonio appunto, che per amore all’arte hanno fatto delle ricerche su quante fonti fossero alla loro portata (blog, internet, libri…) e dopo un lavoro di diversi mesi ed un affiatamento adolescenziale che fa invidia, hanno raccolto in un volume alcuni lavori di 287 poeti contemporanei, da loro considerati di altissimo valore artistico.

Quest’antologia, infatti, emerge dal marasma di antologie esistenti perché risponde alle esigenze di un progetto specifico. Non tutti i poeti presenti in antologia hanno pubblicato, alcuni hanno pubblicato con altri editori e la maggior parte neanche sapevano che quest’editore e che questo progetto esistessero, quindi sono stati invitati a proporre alcuni versi, e con gioia hanno aderito all’iniziativa.

Ora il volume è una realtà, si possono trovare nelle sue 800 pagine solo ottime poesie, ed anche all’autore sconosciuto viene riconosciuto un valore data la qualità del suo lavoro, che non sfigura quando inserito nell’insieme di questo libro.

Questo volume, che raccoglie i venti anni di creatività poetica a cavallo di un cambio di millennio, oltre ad essere un bel libro fruibile da tutti, meritevole di essere nelle nostre case, dovrebbe anche divenire un riferimento per le scuole che intendono rinnovare e innovare, e per gli studiosi che, addentrandosi nella selva della poesia italiana contemporanea, cercano un orientamento valido.

 

13 marzo 2013

 

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