LA COMMEDIA NELL’ARTE:OMAGGIO A DANTE E ALLA TERRA DEL FUOCO
“Nel poeta e nell’artista c’è l’infinito” (Victor Hugo)

 

di Antonio Filippetti

 

"La Commedia nell’Arte” è un vero e proprio omaggio che nell’anno del Forum Universale dele Culture viene dedicato al capolavoro dantesco.  Come si sa del resto, niente come “La “Commedia”,  può definirsi   più  universale,tanto è vero  che  in epoca recente è stata oggetto di  approfondimenti  internazionali “altri”, vale a dire  appannaggio di altri linguaggi:  “scenici” o “teatrali” fino a ieri misconosciuti ma capaci di  rivelare  sempre  uno spessore di inaudito vigore. Di volta in volta cioè  il poema dantesco  è diventato  recital o performance, opera lirica ed altro ancora  in un coacervo di alternative e proposte  che appaiono alla fine tutte legittime e significative.  E’ noto infatti  il successo che vanno riscontrando in tutta Italia (ed ora anche all’estero) le “letture” di Roberto Benigni  od anche il favore con cui è accolta l’opera rock  di Gianna Nannini ispirata al famoso canovaccio dantesco della Pia dei Tolomei.  E la stessa “Commedia”  nel suo insieme si  è fatta addirittura  musical di respiro internazionale.

Per quanto riguarda più specificatamente l’arte figurativa,  nel corso dei secoli non sono stati certo pochi  gli autori, anche di grande talento,che hanno tradotto in opera pittorica il superbo affresco dantesco e l’hanno fatto  a seconda dei casi con intenti realistici o visionari,  laici o cristiani ma sempre con una passione  che poi è alla base del fascino che emana appunto dalla “Commedia”. Solo per citare qualche nome, a Dante si sono avvicinati nel corso dei secoli grandissimi nomi dell’arte figurativa,  da Botticelli a Salvador Dalì, da Piero della Francesca a Chagall. La realizzazione di Vanni Rinaldi, che da tempo va commentando le opere dell’arte poetica e letteraria,  si inserisce a buon titolo in questo illustre contesto. Solo che come nessuno dei suoi predecessori aveva mai tentato di fare, Rinaldi ha inteso affrontare il mondo dantesco nella sua complessità ed interezza interpretando a suo modo le tre cantiche ed i cento canti del poema nell’arco di un lavoro  decennale. Questo vuol dire che la determinazione dell’artista a farsi  interprete (non illustratore tanto per precisare, come ebbe a fare Gustavo Dorè) dell’universo dantesco è diventata essa stessa  una componente stabile del suo modo di elaborare e comporre l’opera pittorica, nel senso che la sua sensibilità visionaria, che passa attraverso echi surrealistici o suggestioni informali ed ancora  spazia dalla “Nouvelle Figuration” al  cosiddetto realismo esistenziale,   finisce  per coincidere in questo lungo arco di tempo con  la cifra stessa, più riconoscibile  ed apprezzabile, del suo personalissimo ed inconfondibile  stile.

Ad  integrare  la proposta dantesca ed a testimonianza della universalità della poesia della “Commedia”, si affiancano altri momenti tipici della creatività artistica  e che suggellano in qualche misura il “fuoco” stesso che anima qualsiasi impeto creativo: le opere di Demet Kiziltas  al tempo stesso vicine e lontane  al dolore e alla grazia che l’opera dantesca trasmette,fanno rivivere  l’impeto e la forza della natura attraverso  il magma incandescente  del vulcano, un fuoco  che è al tempo stesso energia vitale e furia devastatrice. Il tutto per  sottolineare infine  come   l’impegno culturale  degli artisti e dei poeti,  ponendo l’accento sulla eccezionale attualità  dell’opera dantesca,   ci inviti  a riflettere, oggi più che mai,  su temi  e concetti  che proprio perchè espressione inimitabile dell’arte e della poesia di tutti i tempi, ci coinvolgono  in una appassionato ripensamento dei valori della nostra vita e del tempo in cui viviamo.

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