INTERVISTA a Loredana Saetta autrice del libro per ragazzi “Astur, La spada della sorte” edito da CIESSE editori.

 

di Bianca Fasano

 

 

Come nasce la sua passione per la scrittura, in particolare dedicata ai giovani? Una sensazione vivida di vicinanza con quella stagione della vita?

Ho iniziato a scrivere per me stessa, per divertimento. Fin da ragazzina ho amato leggere e una parte di me ha sempre accarezzato il desiderio di scrivere. Quando avevo 9 anni scrissi un racconto, in seguito delle poesie, come tutti gli adolescenti. Con gli anni sono stata distratta da altre cose, lo studio, il lavoro, il matrimonio, la nascita dei figli; non so neanche che fine ha fatto quel primo racconto, si è perso insieme a tante altre cose che hanno fatto parte della mia vita. Quando ho avuto più tempo per me, ho iniziato, quasi per gioco, a scrivere un romanzo per ragazzi, ambientato nel medioevo, dal titolo “Astur, La spada della sorte”.

Dopo tre anni l’ho completato, (mi piace portare a termine le cose che inizio) e l’entusiasmo di mia figlia e le sue insistenze, mi hanno indotto a vincere il riserbo e l’imbarazzo di un possibile rifiuto e a presentare il libro a qualche casa editrice. Dopo parecchi mesi mi ha contattato la Ciesse editori, comunicandomi che erano interessati a pubblicare il mio romanzo  nella collana Raimbow.

 

C'è uno scrittore preferito nella sua vita "da lettrice"? Un libro che le è restato impresso in modo più vivo e palpabile?

Sono sempre stata un’accanita lettrice, e molti, moltissimi autori hanno lasciato tracce indelebili in me, ma qualcuno lo amo particolarmente come KenFollet, Michael Crichton,Andrea Freidiani. Come romanzi credo che “I pilastri della terra” e “Mondo senza fine”di Folletsiano imperdibili, come pure “Timeline” di Crichton, ma da ragazza ho amato anche Guerra e Pace” di Lev Tolstoj, un “mattone”davvero favoloso.

 

 

Ammettendo, come alcuni credono, che in ciascuna delle storie scritte si inserisca qualcosa di noi, Vale lo stesso anche per questo suo romanzo? Quanto è vera storia e quanto invenzione?

Nello scrivere un romanzo storico ritengo sia opportunoessere fedeli alla storia,  è poco corretto verso il lettore cambiare il corso degli eventi, solo per rendere la trama coinvolgente e l’intreccio più scorrevole. Gli avvenimenti storici che fanno da sfondo al romanzo corrispondono quindi alla realtà storica; su di essa poi ho inserito le vicende dei giovani protagonisti che, naturalmente, sono personaggi di fantasia.Ho cercato di non annoiareil lettore, trasportandolo da un lato all’altro dell’Europa medievale (dalla Normandia alla Terrasanta), di immaginare l’ambiente dell’epoca, l’abbigliamento, i conflitti e le battaglie, di condividere le aspettative, le emozioni e gli stati d’animo dei personaggi, affinché il lettore fosse coinvolto.

 

Oggi, anche per personale esperienza, noi scrittori ci troviamo nella possibilità di scegliere tra il libro in cartaceo e quello in ebook: cosa pensa del libro in formato elettronico?

Ritengo che il passaggio dal libro stampato all’e-book sia un cambiamento positivo, soprattutto se si pensa che le nuove generazioni amano la tecnologia. Comunque non credo che il libro tradizionale possa mai scomparire, penso invece che sarà affiancato da questi nuovi strumenti che,è inutile negarlo, hannogrosse potenzialità.

Grazie per la disponibilità e auguri per il suo lavoro letteraro!

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