Lo sguardo fiero di Alessandro Magno

I due re sono faccia a faccia. Da un lato, il macedone Alessandro Magno sul suo cavallo. Dall’altro il Re dei Re, il persiano Dario III, sul suo carro da guerra reale. Gli occhi si incrociano. Ma lo sguardo è ben differente: fiero quello del sovrano greco; impaurito quello del sovrano orientale.

La scena è rappresentata in un grande mosaico (5,82 x 3,13 metri) esporre nelle sale del piano ammezzato del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ma rinvenuto nella Casa del Fauno a Pompei. Si tratta probabilmente di una copia di epoca romana di una grande pittura della prima età ellenistica (seconda metà del IV secolo) realizzata dal pittore greco Filosseno di Eretria per il re Cassandro ed esposta nel palazzo reale di Pella in Macedonia. Racconta il momento decisivo della battaglia di Isso, uno degli scontri armati più importanti della storia dell’umanità.

La battaglia si svolge nel mese di novembre del 333 a.C. sul fiume Pinarus nei pressi della città di Isso, lungo l’attuale confine tra Siria e Turchia. L’anno precedente, Alessandro aveva invaso l’Asia Minore sconfiggendo i satrapi persiani nella battaglia del Granico e occupando l’intera Anatolia. La vittoria dell’armata macedone aveva spinto le città della Fenicia a ribellarsi al giogo persiano. Così, Dario III aveva deciso di allestire un grande e potente esercito per eliminare definitivamente il pericolo macedone e soffocare sul nascere la ribellione dei sudditi ribelli. Lo scontro avviene nelle vicinanze della città di Isso.

L’autore del mosaico pompeiano coglie i due sovrani nel momento di maggiore tensione della battaglia: la fanteria macedone- rappresentata dalle lance (le cosiddette sarisse) sullo sfondo- ha accerchiato i persiani; la cavalleria pesante macedone, comandata da Alessandro Magno in persona, ha sfondato il centro dello schieramento avversario mettendolo in fuga; il cocchiere rigira il carro reale fustigando furiosamente i quattro cavalli per salvare la vita di Dario; Alessandro si getta in un ultimo assalto a capo scoperto ma la lancia viene “parata” da un ufficiale della guardie imperiali - i cosiddetti Immortali- consentendo, col suo sacrificio, la fuga del Gran Re.

Alessandro, a quel punto, vorrebbe inseguire Dario III ma deve tornare indietro: la falange e la cavalleria leggera rischiano di cedere sotto la pressione della falange dei mercenari greci dell’esercito persiano. Ma la fuga di Dario ha contraccolpo decisivo sul morale dei suoi uomini:  i soldati persiani si sbandano e vengono falcidiati per tutta la notte dalla cavalleria nemica.

La battaglia di Isso rappresenta la prima sconfitta di un esercito persiano comandato dal Re dei Re. Ad Alessandro, invece, spalanca la via per l’Egitto e per la conquista dell’Impero.

Il mosaico della battaglia di Isso è stato rinvenuto nella Casa del Fauno a Pompei il 24 ottobre del 1831. La presenza di vari mosaici di gusto alessandrino in questa Domus ha fatto supporre l’esistenza di qualche legame tra il suo proprietario, finora sconosciuto, e lo stesso Alessandro Magno.

Francesco Di Rienzo

 

Condividi