L’UOMO NEL XXI SEC. – GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA

Homo Demens Demens di Ugo Stornaiolo

 

Recensione di Christian Di Masi

 

Ci è stato donato un mondo perfetto: siamo stati in grado di sfigurarlo.

Re del creato, figlio di Dio, animale razionale: sono solo alcuni degli epiteti che l’uomo si è attribuito, fiero delle sue realizzazioni nel campo delle arti, delle scienze e di pensiero. Un essere che, dalla sua posizione di dominio, ha creduto di poter sfruttare impunemente la Natura per risolvere i suoi problemi e produrre i suoi guadagni. Nel perseguire ciò, egli ha tuttavia depredato le risorse energetiche e minerarie, distrutto foreste, inquinato la terra, l’aria, le acque, ha eliminato molte specie animali, sfruttato e strumentalizzato i suoi simili, portando il mondo alle soglie della catastrofe.

E ha avuto anche l’arroganza di definirsi Sapiens Sapiens.  

Negli anni recenti, in un contesto d’integrazione comunitaria ma anche internazionale da parte del nostro Paese, si è parlato di rispetto per la vita e la dignità della persona umana, di salvaguardia dell’ambiente, di tutela della libertà civile e sociale di ogni individuo. Sovente le Convenzioni Internazionali hanno menzionato, tra i loro innumerevoli capi, la “responsabilità intergenerazionale”. Espressione, questa, che allude all’obbligo (non più un generico dovere) di proteggere e utilizzare con razionalità le risorse che il pianeta Terra ci mette a disposizione, per offrire ai nostri figli il miglior futuro possibile.

Ma a che punto è l’uomo in questa sua ricerca di un nuovo equilibrio con il creato?

E’ uno dei cruciali quesiti che nel suo libro Homo Demens Demens (Il Girasole Editore) si pone Ugo Stornaiolo: ingegnere, docente universitario all’Università di Napoli, cosmologo, filantropo, grande lettore della realtà remota, trapassata, passata, recente, presente, prossima e futura.

Dall’Apocalisse dell’apostolo Giovanni alle profezie dell’anno 1000, passando per Millennium Bug, i Paesi del Club Atomico, studenti che con poche nozioni sono in grado di fabbricare piccoli ordigni nucleari (solo uso domestico?), attentati, armi di repressione di tumulti e di sterminio (nonché tutte le altre diavolerie segrete di cui nessuno –per adesso- ha avuto modo di parlare in dettaglio).

Un paradosso cosmico quest’essere bipede: impegnato per secoli ad allungare la durata della propria vita e che oggi ha ottenuto un potere tale da poterla spegnere in un istante e senza far rumore. Una creatura che annualmente, su scala globale, spende in acquisto e vendita d’armi 750 miliardi di dollari (un  milione al minuto) e che ha accettato fame, malattia, schiavitù e morte per i suoi simili.

Dov’è che sta andando l’uomo?

Il professore, passando in rassegna il curriculum di nefandezze della specie umana, valuta cause, effetti e prospettive dei micro e macro-processi sociali, politici, industriali, economici, biologici ed ecologici, pervenendo a due distinte visioni del futuro.

Delle molte opere inutili che nel corso delle scuole i giovani sono spesso costretti a leggere per completezza del bagaglio culturale, poche sono al livello di questo libro. Un volume che prende a schiaffi, più che farsi leggere; che lascia inquieti, dinanzi a prospettive che per adesso “sembrano” lontane, magari irraggiungibili, ma che ineriscono a processi già in atto. Un’opera che tuttavia responsabilizza, rende coscienti attraverso un approccio realistico e mai scontato.

Un libro, un saggio, un manuale statistico: numeri, date, luoghi, persone sempre alla mano. Un mix di storia, ingegneria, studio sociologico, riflessivo e antropologico portato avanti con uno stile asciutto e lineare. Una guida del cittadino del futuro villaggio globale.

Lettura ben più che consigliata: propedeutica al vivere.

Nel sottotitolo di questa sapiente opera campeggia un quesito: una specie destinata ad autodistruggersi? E se qualcuno cancellasse quel punto interrogativo finale sarebbe un doom writers, un improbo profeta o un tipo molto sveglio?

Ora in libreria!

 

 Napoli,   19/11/2011

 

 



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