La leggendaria Kyme e le battaglie contro gli Etruschi

 

di Michele di Iorio

 

Il gruppo di ricerche storiche napoletano, centro studi esoterici e templari di Napoli costituito da tanti iscritti campani e diretto da Laura Miriello con la collaborazione dello storico Michele di Iorio e dell'architetto Tullio Poiero, dal 13 gennaio 2014 è impegnaoi in una ricerca storica tra leggende e verità,tra un mare incantevole con le sue isole da fiaba e una terra che non ha mai smesso di conservare il fascino di un magico mistero.

Gli archeolog,i secondo l'architetto Tullio Poiero, hanno stabilito che queste contrade e la grotta sibillina di Cuma erano immerse sotto il mare 12 mila anni fa ed erano abitate da una popolazione pregreca misteriosa e molto civile, i cimmeri, diffusi in parte a Creta, in Puglia, Sicilia e in alcune zone della Campania, intorno al 2000 a.c. che abitavano spelonche e grotte artificiali lavorate dall'uomo. Gli osci sedicini, italici pastori e agricoltori campani che consideravano i cimmeri scampati da un disastro naturale della loro patria tra le acque.....

Un villaggio osco sorgeva  200 anni prima che Ippia e altri greci eubei da Ischia sbarcassero sul litorale di Cuma, un villlaggio osco a ridosso di strane grotte artificiali trapezoidali, nascoste dalla vegetazione e nel 750 a.c edificassero la loro citta. Kyme, la celeste citta del nume o dei numi in campania.

Negli anfratti delle cento porte o grotte, come narrava il buon poeta romano Virigilio, fu stabilito il culto di Apollo dio del sole, adottando pero un Apollo bambino, forse di legno dorato. Un dio osco bimbo trovato sulle rive del fiume Sebeto in località Tavernanova tra Vollla e Casalnuovo di Napoli, mentre i greci cumani scavano le fondamenta di Parthenope, questo dio chiamato bolla o zollla di terra il volla.

Secondo gli osci campani a questo culto furono preposti sacerdoti greci feziali e giovanissime sacerdotesse profetesse, le Sibillle di Cuma ad imitazione dell'oracolo di Delfo in Grecia.

Le Sibillle prese a 2 anni da umili famiglie contadine venivano allevate dai sacerdoti di Apollo e all'età di 12 anni diventavano sacerdotesse,  in numero di 12, a Cuma, dirette dalla gran Sibilla, tutte con maschere greche e tunica lunga bianca, calzari.

Nella sala della grotta sibillina si sedevano in circolo, mentre la gran Sibilla profetava appoggiandosi  nella piccola sala interna oracolare alla parete e a un grande disco d'oro, tra treppiedi con alti bracieri e fumigazioni di incenso, mirra, benzoino. Quando andavano in trance i sacerdoti riportavano i loro vaticini sulle foglie degli alberi vicino la grotta nel bosco sacro di Cuma  presso il tempio di Apollo. Una guardia femminile di 300 giovanette locali armate alla greca  sorvegliava la sicurezza delle Sibille, che si bagnavano nelle acque del vicino lago d'Averno, ingresso al mondo degli inferi, nel campi flegrei. Il piccolo esercito maschile cumano sorvegliava il tutto comandato dalla nobiltà oligarchica.

Ma cosa si adorava in Cuma? I sacerdoti di Apollo parlavano di una discesa degli dei presso il lago d'Averno e sostenevano che Kyme fosse l'anita meropide, secondo il filosofo greco Teopompo, allievo di Platone, che aveva per primo coniato la storia non tanto leggendaria di Atlantide nell'oceano atlantico e della sua colonia sul Tirreno in Campania.  Merope o meropide perchè Omero faceva intendere che in realtà la sua patria natale fosse proprio Cuma, secondo quanto emerge dagli scritti di Giustiniano Lebano del 1885 e del giudice Domenico Bocchini del 1834.

Una potenza terribile e formidabile erano i tirreni o etruschi riuniti in una confederazione di 12 lucumonie o città stato, creata dal 1250 a.c tra Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Umbria, Marche.

Intorno al 60 a.c si  acquisiti i terreni di terra di lavoro, fondarono Volturnia, o Castel Volturno e Capua, e i centri minori di Nola, Acerra, Ercolano, spingendosi fino a Marcina, tra Cava dei Tirreni e l'odierna Salerno fratte. Proprio intorno al 560 a.c un esercito confederale etrusco e una flotta di 80 navi da guerra e 200 mercantili garantivano  l’espansione  di etruschi, fenici , cartaginesi, sardi, siculi e sicani, obbedienti a un congresso confederale sacro etrusco che si riuniva ogni fine luglio nel fanum di Perusia o Perugia, adorando divinità segrete, tra le quali Urcla e la sorella Velthe, che unite formavano Voltumnia o Volturnus, che dava il nome al fiume Volturno.

Le citta campane italiche pagavano un obolo annuo alla confederazione etrusca ma a Cuma, la sibillla erofila nel 514, assistita dal gran sacerdote  di Apollo, il glauco, profetizzò la caduta di Troia e la fine dopo 1000 anni della potenza etrusca e la vittoria dei greci sugli etruschi che volevano in segreto conquistare Cuma e imporre la loro strana e misteriosa religione magica lunare.

Nel 514 a.c un nobile visto che il governo nobiliare di cuma propendeva per la sudditanza agli etruschi, si ribellò e il 21 giugno del 514, con un golpe di stato di pochi soldati greci s'impadronì della città e del potere, proclamandosi demarca o dittatore civico. Era Aristodemmo da Cuma, che mandò in esilio i nobili cumani a Parthenope. Costoro mandarono messi richiedendo l'aiuto degli etruschi di Capua e un mese dopo fu deciso a Perugia dagli etruschi di muovere contro la ribelle città di Cuma e porre fine al misterioso culto apollineo o sibillino cumano in contatto con i misteriosi dei venineti dallo spazio celeste....

Agli inizi di settembre dell'anno 514 a.c un esercito di 30 mila soldati si accampò tra Capua e Sessa Auruinca, mentre la flotta etrusca da guerra era all'ancora a Castel Volturno, imbarcando ben 12 mila etruschi di Populonia, Vetulonia, Tarquinia, Cere, Perusia, Rume o Roma,Cervetari.  Altri 2000 etruschi erano riuniti presso Nola fiancheggianti 1500 mercenari dei nobili fuoriusciti da Cuma e 8000 oschi e  8500 capuani, per il totale di 30 mila armati, secondo lo storico greco Dionigi di Alicarnasso. La flotta sbarcò  a Miseno e i 12 mila opliti pesanti  etruschi non trovarono resistenza, perchè le due cittadine greche sono erano state evacuate per ordine di Aristodemo due giorni prima. La cavalleria pesante etrusca da Capua, con fanti e arcieri mosse velocemente contro Cuma e in due giorni arrivò, sotto un incessante pioggia, al lago d'Averno passando per Licola e Bacoli.

Erofila la sibilla si riunì nell'antro oracolare con le undici sibillelgiovani stese a faccia  a terra tra le soldatesse di Cuma che reggevano fiaccole al vento; la popolazione sparì nei sotterranei segreti e con i mille soldati cumani. Solo Aristodemo con pochi consiglieri fidati rimase sulla terrazza del tempio di fronte al mare, guardando l'imponente flotta etrusca che sbarrava il golfo di Napoli da Ischia. Rifiutò l'udienza a tre ambasciatori etruschi di Capua e di Tarquinia che gli intimarono il giorno prima la resa senza combattere,vista la sproporzione delle forze in campo. Una guerra assurda di territorio ma anche di religioni e di magie opposte ......

I trombettieri di Cuma squllarono per tre volte e sparirono sottoterra al sicuro, tra le risate degli etruschi e degli osci aurunci sotto le mura...un vento gelido si sollevò, il mare diventò quasi nero, nuvole senza pioggia, fulmini senza tuoni e poi dalle nuvole uscirono raggi di fuoco terribili che incendiarono metà della flotta etrusca al largo e la cavalleria pesnate etrusca scivolò sul fango dei terreni acquitrinosi, mentre arcieri cumani scaricavano i loro dardi su cavalli e cavalieri, poi come le formiche i greci e i loro alleati gli osci sedicini attaccarono. 1000 greci e 4000 osci sedicini contro 30 mila tra etruschi e osci aurunci, un fiume di fuoco e di pece greca venne rovesciato dalle mura ,mentre le milizie di Cuma uscivano da sottoterra come formiche all'assalto in mille imboscate, contro gli etruschi invasori.

Gli osci aurunci decimati fuggirono sconvolti verso Sessa e Marzano,mentre alcuni etruschi cercarono scampo verso Nola. Enormi dischi lucenti argentei  dal cielo individuarono gli etruschi in lotta e li incenerirono al suolo. In 8 ore di combattimento feroce 6 mila etruschi ed osci morirono in battaglia e furono fatti prigionieri  in 12 mila da Aristodemo di cuma, detto il machaco, l'astuto; 10 mila fuggirono verso l'alto casertano , terrorizzati dagli dei che li bersagliavano dall'alto.

Il giorno dopo l'esercito cumano che aveva perso in tutto solo148 caduti in battaglia, marciò contro Parthenope, dove si annidavano i 1500 mercenari dei nobili cumani fuoriusciti e alleati degli etruschi. Dal mare, vicino Ischia, uscirono fuori tre oggetti argenti volanti che bruciarono la citta di Parthenope dall'alto, mentre i greci di Cuma completavano con il saccheggio e l’incendio, massacrando il grosso dei nobili cumani che finirono per gettarsi a terra chiedendo pietà ad Aristodemo pur di fuggire l'ira degli dei alleati di Cuma.

Per ordine della Sibilla tre giorni dopo venne costruita Neapolis dai greci di Cuma e nel tempio di Demetra furono allevate le 12 vergini che sarebbero state le future sibille.

Intanto, Capua etrusca meditava la vendetta arruolando 2000 soldati. Gli etruschi erano preoccupati perchè la Sibilla aveva sentenziato la rivolta a Rume citta etrusca sul Tevere e cosi aizzano i popolani romani contro Tarquino il superbo. Questi, nel 509 a.c, proclamata la repubblica romana, si rifugiò a Cuma, chiedendo l'asilo politico, e tentò di comprare i 12 libri sibillini da Erofila la gran sibilla che però ne bruciò 9, conservando gli altri tre con tutti gli oracoli sibillini.

Un esercito confederale etrusco mosse dalla Toscana contro Roma, diretto dal larthe, lucumone supremo Porsenna deciso a riconquistare Roma e schiacciare militarmente Cuma, alleata della repubblica romana,ma l'esercito etrusco venne sconfitto dai romani con l'aiuto delle milizie cumane e Porsenna si suicidò nel 507. a.c . Suo figlio Arunte, nominato larthe della confederazione etrusca, nel 490 a.c si mosse con l'esercito confederale tirrenico contro i greci ad Ariccia ma fu sconfitto e ucciso in battaglia sotto le mura della citt;.10 anni dopo gli etruschi sbarcarono in Sicilia con 6000 soldati confederali tirrenici per dar man forte agli alleati cartaginesi o fenici contro le colonie greche di Agrigento e di Siracusa. Erano decisi a vincere i terribili greci  e a vendicare le sconfitte subite, ma la sibillla demofila a Cuma profetizzò la loro terribile sconfitta. Condannati per aver osato toccare i figli del sole o di Apollo, nume dell'Olimpo a cuma la celeste, un disco argenteo uscì da canale di Messina e ruggendo e tuonando come il mostro Cariddi incendiò le truppe cartaginesi ed etrusche sotto le mura di Agrigento e di Siracusa.

Nell'estate del 476 a.c, 60 navi da guerra etrusche bloccarono il golfo di Napoli e un esercito scelto di opliti e di arcieri con cavalli e macchine da guerra sbarcò a Pozzuoli, circa 12 mila soldati etruschi con pesanti armature, diretti a Cuma.

Stavolta li supporta la flotta greca di Agrigento e Siracusa comandata da re Gerone che, nascosta dietro Ischia, con l'aiuto degli specchi lenticolari inventati da Archimede, bruciò 30 navi greche e abbordò le altre.

I fanti da sbarco di Girgenti e di Siracusa conquistarono Paestum, Salerno, Ercolano, dando man forte ai greci di Neapolis. Come 38 anni prima, un disco d'oro si alza dal mare  vicino Baia e Pozzuoli e volando sugli etruschi terrorizzati li incenerì. Dei 12 mila opliti sbarcati d'etruria, ne rimasero a stento 3000 che si consegnano prigionieri a Cuma greca per salvarsi dagli dei volanti infuriati.....

Cosi l'etruria fu fermata dal valore greco di Cuma e dagli dei leggendari con i dischi volanti d'argento e di oro ma il mistero degli ufo nei cieli di Baia e di Cuma e sul lago d'Averno continua tutt’oggi con gli avvistamenti fatti dal 1954, 1962,1988,2000, 2012, sempre collegati alle misteriose grotte sibilline.

 

Napoliontheoad  5 giugno 2014

 

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