I Templari a Napoli

 

di Michele di Iorio

 

         Iniziano il 18 settembre 2013  le ricerche di equipe della ricercatrice Laura Miriello  affiancata dallo storico Michele di Iorio e dall’architetto Tullio Poiero sulla presenza dei cavalieri templari nella citta di Napoli. I templari fondati in Francia nel 118, furono presenti dal 1130 in Ivrea a nord e dal 1143 in Puglia, diffondendosi rapidamente in anche in Abruzzi, Molise, Sicilia, Calabria e nel 1200 a Melfi in Basilicata, mentre dilagavano in Campania con commende, chiese e ospedali tra Capua e Maddaloni, un castello a Cicciano, proprietà a Marano, Casalnuovo, Salerno, Cacciano e Reggiano.

         Si è partiti dalle ricerche di Carlo de Frede del 1966, di Bianca Capone e Michele di Iorio tra gli anni 1981 e 1983 che spulciando i famosi regesti angioini di Napoli del duecento e del trecento conservati nel Maschio Angioino e poi trasferiti all’archivio di stato di Napoli, nonché le polverose carte delle biblioteche pubbliche di Palazzo Reale, della biblioteca Filangieri, di quella dell’arcivescovado, della biblioteca Universitaria, fondata ai tempi di G. Murat, fino alla biblioteca reale di Caserta e visitando le principali antiche chiese e piazze di Napoli hanno rinvenuto importanti testimonianze.

Un percorso che inizia dalle misteriose pietre a bugnato di palazzo San Severino o chiesa del Gesù Nuovo, un tempo dei principi di Salerno ultimato nel 1470 da Novello da S. Lucano e dalla corporazione dei tagliapietre napoletani, simili ai maestri comacini e alla corporazione francese dei figli di Salomone, amici degli antichi templari, che hanno disegnato sulle pietre misteriosi numeri simili al quadrato magico  ma più complessi nell’interpretazione. Confrontandoli con le coordinate dei meridiani di Napoli, si arriva al 21 giugno, solstizio d’estate, e a San Giovanni a mare, commenda dei cavalieri di Malta con il famoso antico ospedale crociato e di li vicino la gotica stupenda chiesa di S. Eligio al Mercato, il tutto fondato nel 1270 da tre misteriosi cavalieri crociati francesi. Consultando i regesta angioini si scopre che nel 1304 furono comprati per 200 once doro più vari prodotti  agricoli e attrezzature varie dalla cancelleria angioina, retta da un cavaliere templare, per ordine del re Carlo II d’Angio, i terreni della commenda templare di Napoli per edificare un ospizio regio per il principe Raimondo Berengario d’Angio figlio minore del re di Napoli, fuori il ponte di Casanova sul fiume. La costruzione fu interrotta nel 1305 per la morte del principe, ma continuo per il padre come soggiorno estivo. Alla morte di Carlo II nel 1308 passò alla regina Giovanna I Durazzo che lo lascio in proprietà ai Caracciolo che lo trasformarono in palazzo privato  vicino alla chiesa di S. Giovanni a Carbonara, detta cosi perchè nei dintorni si bruciava la spazzatura pubblica di Napoli.

 Il problema per i giovani studiosi napoletani rimane, sapendo che nel 1285 erano stati mandati da Napoli,commenda templare locale un rinforzo alle truppe francesi impegnate con la rivolta siciliana dei vespri, un contingente di 24 serventi e 4 cavalieri templari con armi e cavallo e una nave del tempio e che poco dopo fu ospitato in quella commenda il Gran Maestro de Molay per il conclave che porto all’elezione al soglio pontificio papa Bonifacio VIII, eletto nel maschio angioino. dove si trovasse precisamente la commenda templare prima del 1307, dato che tra 1308 e 1312 i beni dei templari della Campania passarono quasi tutti ai cavalieri di Malta e in piccola parte al regio demanio.

Si sa che nel marzo 1308 la polizia vicereale arresto 6 templari a Messina, uno a Cipro e 8 a Barletta, due in Abruzzo; pochi rispetto ai 500 tra templari e serventi presenti dal 1308 nell’Italia meridionale, tra cui Ugo da Napoli, che nato a Napoli nel 1245, tenente angioino di cavalleria nel 1266, poi capitano dei lancieri del re nel 1281, divenuto vedovo, nel 1282 si era arruolato a Barletta nei cavalieri templari, prestando servizio a Messina e Scafati, poi in Francia dal 1285. Promosso precettore in Gran Bretagna nel 1300, cinque anni dopo lo troviamo con  de Molay a Cipro e nel 1307 a Parigi, sfuggendo all’arresto generale. E riparando con molti cavalieri anche italiani in Portogallo e poi a Genova. Qui sbarcò anche Jacopo de Montecucco il gran precettore templare d’Italia, nascosto ad Alessandria dai Savoia insieme ad altri 7 templari italiani. Sbarcato a Barletta nel gennaio del 1308, fuggì a cavallo travestito da monaco fino a Napoli o dintorni, ospitato da contadini e nobili potenti. Roberto d’Angio nel 1310 liberò una ventina di templari prigionieri dalle segrete del Maschio Angioino e li ospitò nella chiesa di S. Antonio Abate come nuovi monaci antoniani, famosi medici e veterinari della città.

I ricercatori tornati nel gennaio del 2014 a visitare il Maschio Angioino e le sue segrete, guardando i graffiti delle celle fatte dai prigionieri templari e da Tommaso Campanella, prigioniero  nel 1491 proprio nelle segrete della fossa dell’oro sotto la torre  che ospitava nel periodo aragonese  e angioino il tesoro di stato, amministrato fino al 1307 da un importante cavaliere templare fin dal 1274, dove trovò l’ispirazione per scrivere il suo famoso libro La citta del sole, hanno individuato croci misteriose sotto il camminamento di ronda.

Studiando i maestri catalani che  avevano lavorato per Alfonso d’Aragona dal 1453 al restauro del castello, hanno notato che erano catalani di Barcellona e di palma di Maiorca, tutti iscritti nell’ordine equestre spagnolo neotemplare di Contesa, riconosciuto da papa Govanni XXII nel 1318, insieme al neo ordine templare portoghese di San Cristobal.

Le croci, uguali a quelle francesi dei templari rinchiusi a Chinon tra 1307 e 1314, si potevano scomporre, ricavando tramite la decodifica in alfabeto misteriose, frasi  antiche che indicavano un percorso in Italia per i templari  alla macchia.

Secondo gli archivi, il tesoro dei templari consisteva  in 500 forzieri e 13 milioni di scudi d’oro, ma non è mai stato trovato. I templari lo avevano trasferito da Parigi tra il 1303 e 1306 per prudenza, tra Normandia, Linguadoca, Spagna, Portogallo e da lì, nel 1324, parte anche in Italia del sud grazie all’ordine neotemplare dei Contesa, Si parla di almeno 2 milioni di scudi di Francia, pari a 13 milioni di franchi francesi del 1821, e a due milioni  di ducati d’oro borbonici.

Nell’archivio dei principi Caetani di Sermoneta e di Caserta a Roma si è rinvenuta una quietanza templare che attesta di  aver ricevuto, come templari di Melfi nel 1200, dei terreni Napoli da Antonio dei principi Caetani nella zona portuale vicino il Maschio Angioino, situata dove poi sorse la dogana vecchia e infine la grande caserma Zanzur della Guardia di Finanza di Napoli, terreni espropriati nel 1308 e assegnati al regio demanio angioino dal 1312,come da precise annotazioni dei regesti angioini.

Dopo la presentazione del 6 maggio 2014  i tre studiosi napoletani diretti dalla giovane ricercatrice Laura Mirielllo continueranno ad approfondire la storia dei templari e del medioevo napoletano, andando oltre racconti e leggende.

 

Napoliontheroad 29 maggio 2014

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