Invito a pranzo

Consigli utili per apparecchiare la tavola per gli ospiti

 

 

 

di Cosimo Deliberato

 

 

E’ nostra abitudine definire colazione il primo pasto del mattino, pranzo quello che si consuma a mezzogiorno, cena quello della sera. In altri paesi  sono definiti diversamente.

La stessa definizione deve essere usata negli inviti. La prima colazione è quella del mattino, la colazione è il pasto che si consuma dalle 12,30 alle ore 14,30, la cena è nella tarda serata dopo il teatro o il cinema, ossia dopo mezzanotte. Nell’invito si consiglia di precisare l’ora.

La tavola deve essere sufficientemente grande per far stare comodi i commensali e davanti ad ognuno si posa un cartoncino con il nome dell’ospite. La tavola è luogo di incontri felici.

I piatti, ovvero i coperti, devono essere disposti alla distanza tra loro di cm.40 o 50. A destra del piatto vanno il cucchiaio e i coltelli per l’arrosto o per il pesce, a sinistra le forchette per le due rispettive pietanze, tra piatto e bicchieri le tre posatine, forchetta cucchiaio coltello, per la frutta e i dolci. La forchettina va con i rebbi rivolti verso destra e il cucchiaino a sinistra sull’esterno. Al ristorante e nei banchetti ufficiali le posate per la frutta vengono portate insieme al piatto della frutta e alla coppa lavadita e collocate come le posate. I coltelli vanno con la lama verso il piatto. Le posate vanno  poste con l’impugnatura verso il basso. La forchettina per le ostriche va all’estrema destra. All’esterno vanno le posate che devono essere usate per prima. Non si può e non si deve far confusione. Se sono previste molte pietanze, posate e piatti si cambiano. I bicchieri, grande per l’acqua e medi per i vini bianchi o  rossi, vanno disposti davanti al coperto nell’ordine in cui saranno serviti. I bicchieri per vini speciali, amari, liquori, si collocano a triangolo o a fianco dei primi.  Le bottiglie di acqua minerale e le caraffe d’acqua normale vanno su tovagliolini ricamati o di pizzo. Per non ingombrare troppo la tavola, spesso si posano l’acqua e il vino su un mobile o su un tavolino nei pressi e vengono serviti da un cameriere/a. Il tovagliolo va posato semplicemente piegato in due. Le tovaglie di lino o di fiandra vanno  nelle grandi occasioni. Scegliere una tovaglia bianca o chiara che mette in risalto la lucida trasparenza dei bicchieri e dei piatti spesso decorati. La tovaglia stirata senza piegature deve coprire il piano del tavolo. Se si preferisce una tovaglia colorata, va armonizzata con i colori degli altri oggetti. Troppi colori creano confusione tanto da far sembrare una tavolozza del pittore. A tavola è d’obbligo la serenità e l’armonia. La semplicità è stile ed eleganza. I sottopiatti sono  utili e vanno tolti solo dopo il dessert. Essi possono essere dello stesso stile del servizio, di colore contrastante oppure se sono d’argento vanno abbinate alle posate. Esso può essere ingombrante in presenza di molti ospiti. Meglio rinunciare al colpo d’occhio per non sacrificare l’invitato. Se non lo usate, al posto tavola va messo il piatto piano della prima pietanza che può essere pasta o riso. Il piatto fondo va per le zuppe e per  minestre liquide.

Il centrotavola va se c’è posto e la sua altezza deve permettere ad ognuno di guardarsi e parlarsi. I fiori freschi non devono essere profumati per non coprire l’aroma delle pietanze e i colori di essi devono armonizzarsi con quelli già presenti (piatti, tovaglia, bottiglie, ecc.).

L’apparecchiatura della tavola è legata al menù e al tono dell’invito al pranzo o alla cena.

Sulla prossima edizione si parlerà delle norme di un buon comportamento a tavola.  

  Condividi