Le regole per accontentare gli ospiti

 

 

di   Cosimo Deliberato

 

Negli inviti a stranieri o di religione diversa è indispensabile conoscere i loro usi e i cibi che preferiscono non mangiare e non trovare sulla tavola per non sembrare scortesi.

Agli ospiti di fede musulmana non va servita carne di maiale, vini e alcoolici.

A coloro che praticano la fede ebraica evitare granchi, anguille e lumache.

Gli Indiani non gradiscono il manzo. Ai Sudamericani va vietato il coniglio che, spesso, è  rifiutato da alcuni americani del nord perché ritenuto animale di piacevole compagnia.

Giapponesi e Cinesi non tollerano prodotti caseari per l’assenza di enzimi intestinali che rende loro difficile o quasi impossibile una facile digestione. Preferiscono il riso alla pasta.

Accontentare i vegetariani e  coloro che  preferiscono la cucina biologica o macrobiotica.

Il servizio specialmente in un pranzo o cena di gala ha un ruolo importante per la buona riuscita dell’invito. I camerieri, maschi e femmine, indossano uniforme elegante e guanti bianchi. Essi devono essere precisi, svelti, silenziosi, parlare a bassa voce tra loro e con gli ospiti. Spetta loro mescere il vino e versare l’acqua appena i bicchieri sono vuoti e portare il cestino del pane quando esso è vuoto. Sono previsti otto camerieri per otto o dieci ospiti, due per dodici invitati. Il piatto va servito alla sinistra del commensale. La bottiglia di vino va tenuta dal cameriere con una mano verso l’alto, l’indice sul collo e  servito sulla destra. Nel versare la prima volta il vino dirà sottovoce la marca e l’anno della vendemmia. Appena versato si rialza subito  la bottiglia per non far cadere gocce sulla tovaglia o sull’ospite.

Si serve per prima la signora alla destra del padrone di casa o dell’ospite d’onore, poi chi è seduta alla sinistra. Per ultima la padrona di casa o chi ha organizzato l’incontro. Vengono servite prima le signore, le signorine,  parenti e  intimi . Si fa eccezione quando la padrona è molto anziana. Prima a spiegare il suo tovagliolo è la padrona o l’invitato importante (ambasciatore, console, ministro,onorevole, ecc.), poi le signore, infine gli uomini. Si prende posto a tavola dopo la padrona e si inizia a mangiare quando tutti sono stati serviti.

Le pietanze molto complicate non si servono neanche in un incontro di gala se non sono preparate in modo tale da essere gustati e consumati in modo facile da ognuno.

Carciofi ed asparagi vanno  in tavola nei piatti a barchetta con speciali posate per poterli prendere facilmente. L’insalata va tagliuzzata per non vedere bocche troppo spalancate come pescicani e labbra, mento, guance, naso, lucidi unti di olio e aceto. Per mangiare i formaggi si usano forchetta e coltello evitando di portare la lama del coltello alla bocca. Le torte e i dolci si gustano ugualmente con le due posate simili a quelle usate per i formaggi. Canditi, cioccolatini ripieni, zuccherini, vanno al palato uno per volta con la forchettina.

I dolci secchi con le dita. Se cade una posata si prega il cameriere di portare un’altra.

Non usare braccia e mani come tentacoli per ghermire saliere, brocche d’acqua o altro.

Mai lasciare le posate sulla tovaglia ma sempre nel piatto con le punte verso l’alto e il manico verso se stessi. Il tovagliolo, tenuto sulle gambe durante il pranzo, va lasciato sul tavolo non eccessivamente spiegato e in modo non tanto ingombrante a fianco del piatto. Sarà compito del cameriere ritirare l’ultimo piatto, pane, grissini, bicchieri e ogni altro.

Alzarsi da tavola dopo chi vi ha invitato e negli incontri ufficiali dopo gli altri. Finalmente è  il momento dei saluti tra gli invitati, di un cenno di saluto ai camerieri, della prima sigaretta.

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