Il Galateo a tavola

di Cosimo Deliberato

Comportamenti e regole da osservare scrupolosamente a tavola sono segni di classe e di educazione. La tavola è luogo di incontri per conoscersi, per fare amicizia, per trovare lavoro, per incontrare l’anima gemella da sposare o il partner fico per fare sesso.

non augurare buon appetito  pare che sia male augurante i gomiti non vanno  sul tavolo

non parlare con la bocca piena e masticare piccoli bocconi a bocca chiusa lentamente.

non avvicinare la testa al piatto come fanno i cani ma portare il cibo alla bocca con le posate. Piccoli bocconi uno alla volta senza essere famelici come gli amici a 4 zampe. Se si ha questa pessima abitudine conviene prendere esempio dal gatto che mangia con gusto ed eleganza. Chi mangia come un cane è inguardabile, rozzo e molto fastidioso. E’ superfluo consigliare di non annusare il cibo anche nel proprio piatto per evitare che venga cambiato il vostro segnaposto con un altro più indicato a voi cave canem. Sarà per voi l’ultimo invito.

ogni cibo va tagliato un pezzetto alla volta. Le forchettate di spaghetti non colme.

la scarpetta solo in famiglia. Lasciare un po’ di cibo è regola postbellica per far capire di non aver sofferto la fame. Oggi si delude l’ospite, camerieri, cuochi, per non aver gradito.

non prendere porzioni abbondanti  mai con le proprie posate anche se non umide di saliva.

il vino non si rifiuta con la mano sul bicchiere o capovolgendolo. Va bene un no grazie.

le posate vanno prese dopo che la padrona di casa o l’ospite d’onore abbia iniziato.

pasta  e risotti si gustano con la forchetta, frittate o polpette senza coltello, brodo e zuppe non si succhiano e rimangono mute quando entrano in bocca col cucchiaio.

il tovagliolo va posato sulle gambe e non più al collo perché ora non siete seduti più sul seggiolone per la pappa. Pulirsi la bocca da soli sempre prima e dopo aver bevuto.

non usare stuzzicadenti ed evitate il ruttino a fine pranzo per tranquillizzare la mamma.

le gambe non stese sotto il tavolo e neanche una sull’altra o peggio in posizione tale da far vedere al vicino che avete calze di seta nelle scarpe nuove con la suola in  vero cuoio.

le posate vanno lasciate nel piatto in modo tale da far intendere se desiderate il bis o se è solo una pausa con le punte incrociate, lasciate parallele con le punte in avanti e la loro impugnatura verso di voi quando il cameriere può portare via comunque il piatto.

il coltello non va  mai in bocca. Si posa sul piatto quando  si porta il cibo alla bocca per non apparire un Samurai  o uno spadaccino. Fare delle pause per dialogare a bassa voce col vicino o con chi siede di fronte evitando domande  da questurino. Siate certi che nessuno si ruba il cibo o vi porta via il piatto. Quando si parla o si mastica le posate vanno sul piatto. La tavola è luogo di pace e non un campo di battaglia e quindi non si devono tenere le posate sempre impugnate come armi da difesa. Tranquilli. Chi siede con voi è amico o lo diventerà.

evitate di fare briciole sulla tovaglia perché i colombi non sono nella lista degli ospiti.

nel presentarsi far precedere il nome al cognome astenendovi dai titoli e dalla vostra professione anche in una riunione di lavoro perché spetta solo a colui che vi ha invitato.

nei primi incontri si presenta il più giovane al più anziano ed anche tra professionisti.

mai il tu a donne ed anziani. Attendere che siano loro  a stendere la mano per salutarvi per non apparire scalatore di vette ardite. Il tu vi sarà chiesto  dopo il vostro comportamento.

 Un invito ad una cena anche se non è di gala può cambiare la vostra vita. Buona fortuna!

Il prossimo sabato leggerete “le regole per accontentare i vostri ospiti”

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