Torn’ a’ Surriento!!!

 

di Maria Rosaria De Fenza

 

La città di Sorrento situata sulla nota ed omonima costiera a sud del golfo di Napoli, ha origini antichissime e piuttosto controverse.

Il  nome della stessa cittadina ha aperto non pochi dibattiti in merito alle sue origini; alcuni studiosi hanno affermato che l’etimo deriverebbe dall’antico mito delle sirene, altri lo hanno riferito invece al verbo greco “surreo” ovvero scorro, relativamente alla morfologia del territorio in cui confluiscono più corsi d’acqua.

La leggenda narrava la storia di Sirentum, una bellissima fanciulla nata grazie al voto fatto dai suoi genitori in onore delle sirene nel loro tempio a Massa Lubrense, la bella sirentum incontrò un giorno la sirena Partenope che le lesse il futuro e le disse che sarebbe diventata regina, e così fu, fin quando la fanciulla non fu rapita da saraceni, e solo grazie ai propri concittadini riuscì a far ritorno a casa.

Il territorio sorrentino risulta abitato sia nelle zone collinari che in quelle costiere, già dall’ epoca neolitica, di cui si conservano varie testimonianze, mentre restano oscure le origini della città di Sorrento, alcuni la riferiscono alla popolazione etrusca, ed altri a quella greca, ipotesi oggi molto accreditata in quanto supportata da testimonianze e documenti.

Lo storico greco-siculo Timeo, narra dell’antica Sorrento, e del suo re Ausone, non ci sono invece molte e chiare testimonianze relative alle epoche successive.

Si sa che la città fu sotto il controllo prima della lega nocerina, poi dei Siracusani nel V secolo, per poi passare sotto il controllo dei Sanniti ed infine dei Romani.

Proprio in età romana Sorrento divenne meta dei ricchi patrizi, che attratti dal clima mite, dai paesaggi splendidi e dal buon cibo, decisero di costruire lì le loro ville di mare lungo l’intera costa.

Oggi sono visibili alcune rovine di quelle che furono tali magnifiche ville.

Nel periodo medievale Sorrento, sotto il controllo dei Normanni, ebbe una maggiore libertà, i rappresentati della città infatti si riunivano in un consiglio autonomo dove deliberavano in totale libertà.

Nella seconda metà del 1500 cominciarono le invasioni e i saccheggi dei turchi, che comportarono grandi perdite e grandi sacrifici da parte della popolazione per erigere mura di cinta per la protezione dai pirati.

Nell’età della controriforma il fiorente clima culturale andò svanendo, e proporzionalmente andò crescendo il malcontento della popolazione, in particolare di contadini e di pescatori, nel 1799 Sorrento aderì alla Repubblica Partenopea dei rivoluzionari giacobini, ricordiamo uno dei più noti esponenti della rivoluzione figlio di Sorrento; Nicola Fasulo.

La Rivoluzione Partenopea fu soffocata nel sangue, e  Sorrento fu nuovamente sottomessa dai Borboni.

Con il ritorno al potere dei Borboni Sorrento ritornò alle sue attività commerciali e lentamente alla pace, nel 1832 Ferdinando I avviò la costruzione della strada Castellamare-Meta terminata due anni dopo, un’opera di grande importanza per i collegamenti e gli scambi commerciali.

I sorrentini furono molto presenti e attivi nelle operazioni per l’unità di Italia nel periodo del Risorgimento, e allo stesso modo molti figli di Sorrento caddero nelle due guerre che sconvolsero il mondo nel’900.

Oggi Sorrento è una delle perle della costiera Campana, meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo, ricca di tradizioni, feste e limoni noti anche oltre oceano.

Sono ancora visibili i resti delle antica mura di cinta presso la Porta di Parnaso nuova.

Dalla splendida piazza Tasso accoglie i turisti un panorama del golfo mozzafiato, alla sua sinistra troviamo la chiesa del Carmine, spostandosi si possono osservare le statue di due grandi protagoosti della storia sorrentina Torquato Tasso, cui Sorrento diede i natali, e Sant’Antonino patrono della città.

Sulla destra alzando lo sguardo si osserva il vecchio edificio ove era situato il Sedile, e all’angolo della costruzioni si scorge un caratteristico incrocio di vicoletti dove trovare i tipici prodotti dell’artigianato locale.

Scendendo verso la Marina Grande troviamo la villa comunale da cui  si può godere di un bellissimo panorama, da cui scorgere le piccole spiagge sottostanti.

Accanto all’ingresso si trova la chiesa di San Francesco, noto luogo scelto per le nozze da coppie provenienti anche da paesi molto lontani.

Lungo la strada non si può non fermarsi a contemplare il famoso Hotel Tramontano, luogo di nascita di Torquato Tasso, e di ispirazione per alcuni dei più grandi artisti del 900, il tragediografo Ibsen il tenore Caruso e lo scomparso Lucio Dalla che sulle terrazze dell’hotel compose la canzone “Caruso”.

Si giunge poi seguendo le scalette alla Marina Grande, ancora caratteristico borgo di pescatori; scenario reso celebre dal il film con Vittorio De Sica e Sofia Loren “Pane, Amore, e..”, inoltre il 26 di luglio la marina si accende di luci per la tradizione festa dedicata a Sant’Anna.

Ricordiamo ancora il Museo Correale, appena fuori dal centro, esso è diviso in 24 sala dedicate a diverse sezioni (archeologia..).

All’interno di un meraviglioso palazzo del’ 700 si trova poi il Museo Bottega della Tarsia lignea, tipico artigianato sorrentino, esportato in tutto il mondo.

Le processioni della settimana santa sono tra le feste tradizionali più suggestive; il giovedì e il venerdì che precedono la domenica di Pasqua lungo le viuzze del centro sfilano cortei di uomini incappucciati che portando la croce di Cristo  rievocano la Via Crucis in un’atmosfera di mistero e religiosità.

 

 

Non trascuriamo poi uno degli aspetti più noti e piacevoli della nostra Sorrento; la gastronomia!!

 

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