O’ SCUOGLIE E’ "MESSE’ LUNARDO"

oh quanta vota/, la sera a lu tardo, 

ievemo a spasso cu tante zetelle 

ncop'a li scuoglie de Messè Lunardo,   

E là facèamo spuònnelle e patelle

di Silvana D'Andrea

 

Ma dove si trovava questo scoglio?

Secondo la leggenda è il luogo dove si adagiò il corpo senza vita della sirena Partenope.  Ma non era uno scoglio, ma una piccola isola, detta “insula minor,” per contrapporsi alla “maior”, poco distante, che sorgeva a meno di cinquanta metri dall'attuale scogliera della Rotonda Diaz.Era un tratto della riviera, un pezzo di costa staccatosi dal litorale, come una piccola isola,che si accedeva attraverso un ponte.  Era un vero e proprio borgo, con tante stratificazioni abitative prima chiesa, poi convento, successivamente furono edificate poche abitazioni ed ormeggi. Era al riparo dai venti, nel seno più interno del golfo, luogo ideale per approdi sicuri.

La storia della chiesa e del complesso religioso di San Leonardo iniziò nel 1028, quando un ricco mercante castigliano, Leonardo d’Orio, mentre navigava, promise al santo, una chiesa, nel punto dove fosse scampato da una tremenda tempesta che lo stava colpendo mentre era in viaggio, con il suo vascello carico di oro. Il santo del suo stesso nome, e protettore dei naviganti, lo fece approdare proprio su quello scoglio, e il navigante vi eresse la chiesetta. Fu gestita da monaci domenicani che fondarono successivamente un monastero dal nome “San Leonardo ad Insulam”.

 L’isolotto fu la sede di vicende storiche, che coinvolsero il popolo e la corona, durante il secolo XV. Nell’isola, aveva trovato rifugio, il marito della regina Giovanna, Giacomo II^ il barone e conte de la Marche. I dissesti della nobiltà ed anche della regina, lo spinsero a rinunciare al titolo regio, ed a rientrare in Francia. E in quel periodo, coincidevano anche gli amori segreti di Giovanna II^ con il nobile Sergianni Caracciolo, il quale, grazie ai favori della regina, acquistò potere in tutto il regno, poi contrastato dalle vicende politiche, ed inseguito da nobili napoletani, fu costretto prima a rifugiarsi nel monastero di San Leonardo, per poi imbarcarsi per la Francia. La chiesa fu anche teatro di un altro episodio storico: la “congiura dei baroni” del Regno di Napoli contro il re Ferdinando I' d'Aragona ( Ferrante) che mirava a dissolvere il particolarismo feudale e fare del potere regio, la sola leva della vita del paese. In questo quadro, lo scontro con i Baroni era sorto inevitabilmente attorno al grosso problema di una «riforma organica dello Stato», i cui cardini erano la riduzione del potere baronale, lo sviluppo della vita economica e la promozione a classe dirigente dei nuovi imprenditori e mercanti napoletani. Con il passar del tempo il borgo cominciò ad essere abbandonato e Il convento fu abolito, e alle monache fu affidato un vicariato dello stesso ordine. Dopo sette secoli dalla fondazione del borgo, le case, ormai fatiscenti, divennero rifugio di malavitosi, fuggiaschi, e gente di malaffare. Erano in corso lavori di ampliamento della Riviera e della Real Villa che si prolungarono fino al mare seppellendolo completamente. .Rimase solo uno scoglio, dove fu costruita una terrazza, sulla quale poggiava solo un’ala della chiesa, mentre la restante parte, era già stata sommersa dal mare. Aveva forma ovale, bordata da una ringhiera e venne chiamata “Loggetta a mare perché protesa, dai giardini Reali direttamente a mare. Fu meta di scugnizz,i che all’alba pescavano, e luogo romantico per innammorati. Divenne un palco per la musica, e tutte le domeniche e i giovedì, si tenevano feste da ballo pubbliche, al suono di musica inglese e francese. La Real Villa divenne famosa non solo per la ricchezza di fontane, piante e statue, ma per la “passeggiata romantica” poi imitata e divenuta consuetudine in tutta Europa. Hippolyte Taine filosofo francese rimase incantato dalla grande bellezza del golfo e scrisse una poesia:

dalla loggetta a mare tu vedi, in un solo sguardo tutte le bellezze della vita”.

Nel dopoguerra,  la loggetta a mare fu soppressa, e venne sostituita con la  Rotonda Diaz in onore del grande  condottiero napoletano Armando Diaz.  Grande figura di napoletano, militare schietto, non nascose la sua grande passione per la città natale, l’amore per il suo popolo ,per i suoi usi e per i suoi costumi. Oggi c'è un monumento dedicato ai caduti, con  la statua di Armando Diaz a cavallo. La sua immagine appare imponente e sembra voglia incitare il popolo napoletano  a non dimenticare che  nei pressi c'era un 'isola...  

 

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