I GUARITORI DI CAMPAGNA

di Silvana D'Andrea

 

 

La vita dei contadini partenopei, nel Medioevo, era molto sacrificata e  caratterizzata dalle grosse fatiche di lavorare la terra, in condizioni climatiche non favorevoli, in continua lotta contro la natura, per le piogge torrenziali, per la calura del sole,per  la siccità, e non mancavano la povertà, le epidemie. Sempre  a stretto contatto, con il mondo vivente della natura e degli animali, condizionati dalla scarsità di acqua, dalla mancanza di igiene, dagli ambienti umidi di paludi, con zanzare e serpenti,topi,i contadini  erano più soggetti a tantissime  malattie, che attecchivano i loro organismi deboli-  La miseria,poi,non consentiva di andare in ospedale,e  di comprare le medicine, o di chiamare un medico, che  era invece, un  privilegio,riservato solo alle classi agiate e nobili. Non  servendosi, quindi della medicina ufficiale, adottarono altri metodi di prevenzione e di intervento, che si differenziarono da quelli di altri strati sociali.

 Le cure più efficaci, furono quelle naturali, che si basavano su elementi, che trovavano nel loro ambiente. Se si procuravano ferite da taglio, prendevano una ragnatela o della muffa e l'applicavano sulla ferita,che smetteva di sanguinare. Non riuscendo a dare una spiegazione di questo, gli uomini credevano che S. Antonio, protettore degli animali,avesse benedetto quella ragnatela! Solo molti secoli dopo, i ricercatori accertarono che, la muffa benefica(penicillina), debellava alcune malattie.  Per ogni malattia, esisteva una cura, o antidoto, prodotto  con le foglie, l'erba,e i fiori. I rimedi più diffusi erano gli  infusi, i decotti,i cataplasmi: il finocchio serviva per la purificazione degli occhi. L'aglio, considerato una vera panacea, fu usato come  profilattico contro la peste,vermifugo e antidoto contro i morsi delle vipere. la “spirea” (aspirina)infuso di foglie di salice e ulmaria per raffreddori e influenze, , impacchi di bianco d'uovo per le fratture, poltiglie di pane cotto e condito con olio per curare i foruncoli.E per i geloni quando, i contadini, si riposavano vicino al fuoco, il rimedio a questo disturbo, erano impacchi di acqua calda e crusca, o massaggi con spicchi d'aglio. Le bronchiti, si curavano con impacchi, fatti con carta da zucchero ben riscaldata sul fuoco, ed unta con il grasso di maiale, e appoggiata sul petto, o sullo stomaco.Il Papavero(papaver somniferum) usato per curare tosse, diarrea e  per lenire le coliche intestinali, nei lattanti, e per tenere calmi i bambini irrequieti, quando i genitori lavoravano nelle campagne(così detto papagno).Anche gli animali necessitavano di cure e i contadini avevano un vero e proprio” catechismo agrario”con metodi di cura sia per gli animali che per le coltivazioni.

 Non sempre i rimedi contadini, riuscivano a debellare la malattia. Nei casi  più gravi, si  ricorreva ad un operatore.  Il guaritore di campagna” che era un individuo, dotato di forza magnetica, di carisma,con capacità di trasmettere  livelli emozionali profondi, con convinzioni, che avesse virtù soprannaturali di intuizione: Pur non avendo alcuna nozione della struttura organica e del corpo umano, possedeva una capacità di risolvere alcune situazioni di patologia medica, rivelando, un sostrato di conoscenze, tali da dare un contributo non spregevole, alla storia delle antiche cognizioni anatomiche e alla psicologia medica. Individuava le cause della malattia, in elementi estranei alla persona,le cause che tendevano a personificarsi (possessioni demoniache, fatture, malocchio). E con intuizione straordinaria e modernissima dell'instaurarsi del male, con la caduta delle difese dell'organismo,  spezzava l'equilibrio della persona, consentendo ogni tipo di malattia.  La magia bianca usata con i riti, dai guaritori di campagna, era una dottrina filosofica esistenziale, una dottrina di vita, che  era  fondamento ed 'anima della medicina popolare. Aveva la reale importanza, di agire sull'individuo, per mezzo della suggestione, riuscendo ad avere anche  guarigioni. I riti si accompagnavano con l'uso di oggetti, quali portafortuna, sacchetti con code di lucertole, di volpe, corni rossi, o  prodotti della terra, quali steli di fiori,acqua, sale, olio. 

 Nella maggioranza dei casi,” la virtù di guarire”veniva ereditata da un familiare anziano, che consegnava, nella notte di Natale, un foglio con il segreto delle parole, da dire durante i riti magici, e che doveva essere distrutto, dopo averlo memorizzato. Ad ogni rito magico, si ricorreva alla gestualità: la segnatura sulla parte malata(segni della croce) fatti tre  volte, per tre giorni,e recitando, formule religiose rivolte a Dio, a Gesù,e a Maria, fino a vari nomi di Santi, con preghiere cristiane.                                                                                                                              La medicina adottata dai contadini, che differiva da quella ufficiale, venne chiamata popolare, e pur essendo un' espressione di conoscenze primitive,  inconsci seguaci di Pitagora e Platone, che consideravano lo spirito, padrone e dominatore della materia, che era formata da un numero infinito di particelle, atomi, che prevalevano sulla psiche.

  Alcuni medicinali,  già usati empiricamente nelle campagne,furono adottati dalla medicina ufficiale ed entrarono nel ricettario farmaceutico sotto forma di  estratto,di polvere, di alcaloide con nomi astrusi e scientifici. L'ultima scoperta del giorno fu proprio la “penicillina”(la  muffa che guariva le ferite) che illuminò gli scienziati, mettendo in atto la via dell' antibiosi, che resero servizi innegabili  all'umanità e alla scienza. La medicina popolare, ha avuto, dunque, la sua ragione di essere, sia dal punto di vista filosofico,che storico, fu considerata, una reale forma di arte sanitaria, in possesso di nozioni, che mostrarono una certa utilità,e che  furono  convenientemente sfruttate dalla medicina ufficiale, Anche  Sigmund Freud riconobbe la veridicità dell'influenza della psiche sulle malattie, studiando le teorie dei guaritori di campagna e la medicina popolare. Dopo il 900,la Medicina ufficiale riconobbe valide le  teorie di Freud adottandone i metodi sulle malattie chiamate poi psicosomatiche. La medicina ufficiale pur avendone tratto vantaggi, continuò a considerare “ i guaritori di campagna”emissari del demonio, fino a proibire con leggi severe, l'uso e la somministrazione di piante medicinali . La “curandera” negli anni 30. fu oggetto di una vera campagna sanitaria  di repressione contro i guaritori di campagna, incolpati di aver ostacolata l'azione salvatrice dei medici e la diffusione di  epidemie di  malattie come la sifilide. Nella nostra epoca, invece  c'è un ritorno alla medicina naturale che offre  cure con le erbe,non tossiche per l'organismo,e molti cittadini si rivolgono a diverse categorie di erboristi,nonostante tutto la medicina ufficiale non la riconosce, benefica e guaritrice di molte malattie! Quale sarà la causa di tanta ostilità? Il business delle Case Farmaceutiche?

 

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